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Lockout – 2012 Fuga dallo spazio Cinema

È l'anno 2079 e gli Stati Uniti hanno deciso di risolvere il problema della sovrappopolazione delle carceri costruendo un'enorme satellite, MS-1, che ospiterà i carcerati, messi in stasi per essere più controllabili. Emilie, la figlia del presidente degli Stati Uniti, decide di visitare il carcere per controllare che non si svolgano esperimenti illegali sui prigionieri ma a causa di una fortuita evasione viene presa in ostaggio. Contemporaneamente sulla Terra, Snow, un irriverente ex-agente della CIA, viene incastrato per un delitto che non ha commesso e condannato a trent'anni in stasi sull'MS-1. Venute a sapere del rapimento della figlia del presidente, le alte sfere dei servizi segreti decidono di infiltrare Snow nel carcere di massima sicurezza. Armato solo della sua arguzia, Snow dovrà riuscire a salvare Emilie ed evitare che il satellite precipiti sulla Terra causando milioni di vittime.

Ogni tanto nella pausa estiva, quando le pellicole che si presentano al cinema sono spesso dei tappabuchi, si ritrova qualche film interessante. Se quella pellicola è, inoltre, una produzione europea, possiamo solamente essere più felici. Grazie a Luc Besson, che ha scritto e prodotto la pellicola, finalmente la fantascienza riesce a diventare anche una produzione europea. Infatti il genere era diventato quasi esclusivamente di proprietà delle grandi produzioni americane, per i forti costi degli effetti speciali e delle scenografie. Negli ultimi anni, dal 2009 con lo svizzero “Cargo” di Ivan Engler e Ralph Etter, fino al grande successo nel 2011 del britannico “Attack the Block” di Joe Cornish, ci sono stati però alcuni timidi passi nella direzione della fantascienza anche su suolo europeo.

Con “Lockout”, si va ancora oltre e si crea un film per il pubblico in tutto e per tutto, dall'irriverente protagonista – che tanto ricorda lo Jena (in originale Snake) Plissken di “1997 – Fuga da New York”, come  pure il John McLane, interpretato da Bruce Willis, della saga di “Die Hard” – fino alla spettacolarità della messa in scena che risucchia lo spettatore in un vortice di sparatorie, combattimenti e fantastici effetti speciali. Con un cast formato da bravi attori, quasi tutti di provenienza europea, dall'inglese Guy Pierce, il protagonista Snow, fino alla coppia di criminali, interpretati da Jospeh Gilgun e Vincent Regan, la pellicola scorre piacevolmente e, sebbene derivativa in ogni sua parte, dall'idea del carcere nello spazio fino alla figlia del presidente presa in ostaggio, riesce a divertire e a pagare un sincero omaggio a tutta quella fantascienza d'azione che negli anni Ottanta e Novanta ha mietuto tanti successi.

Ringraziamo la pausa distributiva estiva che permette la distribuzione di pellicole considerate poco interessanti e utilizzate più come tappabuchi che come veri e propri investimenti. Ogni tanto tra queste pellicole si nascondo anche dei bei film, proprio come “Lockout”. Sebbene non brilli per innovazione e sia altamente derivativa da classici delle fantascienza come “1997 – Fuga da New York” di John Carpenter o “2013 – La Fortezza” di Stuart Gordon, “Lockout” è un film che diverte e intrattiene per un'ora e mezzo, grazie a degli ottimi dialoghi, sempre divertenti le battute del protagonista, a dei buoni effetti speciali e ad una regia puntata verso l'azione. Se volete sfuggire alle ore più calde del giorno guardando un film che può divertire con leggerezza, “Lockout” è la scelta giusta.

Regia: James Mather, Stephen St. Leger
Sceneggiatura: James Mather, Stephen St. Leger, Luc Besson
Genere: Fantascienza
Nazione: Francia
Durata: 95'
Interpreti: Guy Pierce, Maggie Grace, Vincent Regan, Joseph Gilgun, Peter Stormare, Lennie James,
Fotografia: James Mather
Montaggio: Camille Delamarre, Eamonn Power
Produttore:  Europacorp, Canal + , Ciné +

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