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L’Ocse boccia gli italiani in matematica Opinion leader

Parigi – Il sistema “scuola”italiano ha fatto qualche passo avanti ma rimane molta strada da fare per raggiungere un livello di eccellenza. Lo indica l’Ocse nel suo rapporto “Education at glance 2014” pubblicato oggi a Parigi che fa una radiografia comparata dei pregi e difetti sul fronte dell’istruzione nei suoi membri. Secondo le tabelle del documento ad esempio, vi sono segnali di miglioramento nell’istruzione di base, ma gli italiani rimangono nel fanalino di coda sia per la comprensione dei testi che in matematica, dove le competenze di un laureato non superano quelle di un diplomato finlandese  o olandese. Nella fascia 24-35 anni , gli italiani si piazzano al penultimo posto nelle prove matematiche, davanti ai soli spagnoli. E’ anche in forte calo la percentuale degli italiani con studi secondari, con un tasso sprofondato dal 41 al 28%. fanno peggio solo Portogallo e Spagna.

Sul fronte dell’università , il tasso dei laureati nella stessa fascia di età (25-34) si colloca al 34/mo posto su 37. Viene però segnalato un forte aumento di donne laureate: nel 2012 il 62% dei laureati é di sesso femminile. In Italia, viene anche sottolineato, si laureano ormai in ingegneria più donne che uomini, contrariamente agli altri paesi dell’organizzazione che riunisce i paesi industrializzati del globo.

Nella scheda Italia viene anche segnalato che è il paese con il più alto numero di insegnanti per allievo (1 per 15 contro una media Ocse di 1 per 12) e il forte invecchiamento del corpo insegnante che annovera per il 62% degli over 50 contro il 48% di 10 anni prima.  Motivo di preoccupazione è infine il calo della spesa per la scuola e l’aumento dei giovani che sono usciti dal sistema scolastico senza entrare in quello del lavoro o della formazione, i cosiddetti Neet (neither employed or in education or training). Tra il 2008 e il 2012 i NEET italiani dell’età tra i 15 e i 29 anni sono aumentati del 5% per arrivare a quota 24,6%.

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