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Lombardi (portavoce del Papa): la nuova “cultura dell’incontro” Cultura

Firenze – Comunicazione e Misericordia: il titolo che Papa Francesco ha dato alla 50° Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali che cade domenica 8 maggio sembra contenere in sé due termini difficilmente conciliabili. Come può ispirarsi alla misericordia cioè alla comprensione e alla solidarietà umana una comunicazione che nasce e si sviluppa nel migliore dei casi su un realismo cinico e distante perché l’obiettivo è quello di passare messaggi il più possibile depurati da qualunque coinvolgimento emotivo.

Eppure la sfida di Papa Francesco sta proprio nel costringere tutti a uscire dagli stereotipi, a mettere in discussione procedure e certezze perché quello che conta è l’incontro: creare ponti fra gli uomini, non i muri. La comunicazione non deve lacerare e dividere ma attiva “un nuovo modo di parlare e di dialogare”.

Di questo si è discusso ne Palazzo Incontri  della Banca CR di Firenze, con il padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, impropriamente definito portavoce del Papa,  che “non ha bisogno di portavoce perché il Papa parla a tutti direttamente, come ha precisato Antonio Lovascio, direttore della Comunicazione della Curia arcivescovile fiorentina.

Il cardinale Giuseppe Betori ha portato il saluto della Chiesa fiorentina sottolineando la perplessità che aveva suscitato il tema lanciato dal Pontefice, perplessità superate poi dalla riflessione sulla profondità di questo accostamento che esalta la “cultura dell’incontro e dell’accoglienza dell’altro”. La misericordia è “il culmine della relazione accogliente”, sta qui la chiave per una “comprensione profonda” del messaggio papale.

“Possiamo vedere la storia della Chiesa come comunicazione – ha detto padre Lombardi – nella quale si inserisce quella professionale, come strumento di qualcosa di più ampio”. Perché, ha aggiunto, “Dio comunica il suo amore attraverso la creazione del mondo”. Dunque la Chiesa esprime una storia di comunicazione fra Dio e il mondo, e questa comunicazione “è fondamentalmente misericordia”. E’ proprio della figura di Papa Francesco che  “esprime messaggi importanti in un gesto e in una battuta efficace”.

La comunicazione può dividere o può unire, costruire relazioni o creare oppressione e conflitto: per il Papa è un aspetto del tema dell’accoglienza “come manifestazione concreta dell’amore e dell’attenzione alle persone in difficoltà”. E la condizione fondamentale è l’ascolto, lo stare vicino, la prossimità come quella del “buon samaritano che è un modello di comunicazione.

All’incontro con il direttore della Sala Stampa vaticana hanno partecipato lo storico Franco Cardini e i giornalisti Paolo Ermini, Maurizio Naldini e Guido Torlai.

nella foto: padre Federico Lombardi prima da sinistra e il cardinale Giuseppe Betori, ultimo a destra. 

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