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Ombrone manda sott’acqua area centrale a gas Politica

Si potrebbe chiamare Ombrone e Repower, vale a dire storia di una conclamata incompatibilità di coppia: l'esondazione del fiume sul territorio pistoiese ha infatti allagato precisamente l'area su cui dovrebbe sorgere l'impianto della multinazionale svizzera, fieramente avversato da comitati, Legambiente, Italia Nostra, Coldiretti , cittadini, vivaisti e per la costruzione del quale la Regione sembra voler procedere speditamente. E proprio la natura idrogeologica del terreno su cui dovrebbe insediarsi la mega centrale a gas è uno fra i motivi più forti nella formazione del deciso e determinato fronte del no all'installazione della centrale svizzera.

“L’esondazione dell’Ombrone è la prova provata della pericolosità dell’impianto Repower in progetto alle porte di Pistoia”. Così la consigliera regionale Marina Staccioli (Gruppo Misto), che ha sottoscritto, tra l’altro, l’esposto presentato in Procura da Italia Nostra, in merito alla centrale a gas naturale da 245 MW.
“Il terreno è ad alto rischio idraulico – afferma Marina Staccioli insieme a Mariarita Signorini, consigliere nazionale di Italia Nostracome è stato dimostrato proprio in questi giorni. Diversi vivai della zona sono finiti sott’acqua, con ingenti danni per gli agricoltori. Non possiamo permetterci di insistere in una zona così delicata, costruendo un impianto invasivo e per di più di forte impatto sull’ambiente circostante”.
La centrale – aggiungono – emetterebbe infatti ingenti quantitativi di sostanze tossiche in una zona già ad alto tasso di inquinamento atmosferico”.
“Il Presidente Rossi faccia marcia indietro – conclude la consigliera Staccioli – prima di ritrovarsi a una nuova inevitabile conta dei danni”.

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