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Londra: Meghan, Harry e il debito pubblico fuori controllo Opinion leader

Pisa – Londra, le casse del Regno Unito languono dopo il divorzio da Bruxelles. Tuttavia, a far tremare le mura di Buckingham Palace e la tranquillità della Regina è stata la recente intervista pubblica della coppia Harry & Meghan.

Tra stilettate e accuse di razzismo, gli esiliati principini hanno raccontato la loro versione dei fatti. La politica, a partire dal premier Boris Johnson, ha preso le difese di Elisabetta II, i repubblicani quella della giovane coppia. La stampa, inclusi ovviamente i tabloid inglesi che di gossip vivono, non hanno perso tempo dedicando intere pagine all’invettiva di Meghan, dipinta come vittima o attrice.

Mentre, i sudditi di Sua Maestà travolti dal vortice del pettegolezzo hanno preso posizione, schierandosi in due fazioni, lealisti alla Corona e fans del figlio minore di Lady Diana. Tutte le notizie sono passate in secondo piano, si è parlato meno di Covid e ancor meno dell’approvazione della finanziaria. Mentre la campagna vaccinale corre spedita verso la soglia dell’immunità di gregge. Gli effetti della pandemia hanno portato il debito pubblico pro capite alla soglia dei 39 mila sterline.

Non potendo contare sullo strumento del Recovery Fund dell’UE il governo Johnson ha presentato una legge di bilancio nel segno dell’austerità, dell’equilibrismo e della spending review: aumento delle tasse e ricorso agli incentivi. Un budget perfettamente in stile conservatore, scuola Thatcher, che gioca tutto sull’imminente ritorno alla “normalità”.

Prossima risulterebbe l’abolizione delle 20 sterline settimanali di reddito universale, che espone al rischio di povertà assoluta mezzo milione di britannici. Previsti tagli alla spesa pubblica per 16 miliardi di sterline. Dal punto di vista fiscale il documento di bilancio disegna un’aliquota al 35% per il biennio 2025-2026.

Aumenta l’imposta di reddito sulle società, nel 2023 passerà dal 19% al 25%. Obiettivo raccogliere entrate per 17 miliardi £ l’anno. La strategia è semplice, un colpo alla botte ed uno al cerchio. Per incoraggiare le aziende ad investire in Gran Bretagna è offerta invece una super detrazione iniziale al 130% sull’imponibile.

Inoltre, lo stato sarà garante fino al 95% dell’ipoteca sull’acquisto della prima casa con mutui a basso tasso. Un incentivo, come dichiarato dal primo ministro Boris Johnson, per far ripartire il mercato immobiliare e invogliare i giovani a passare dalla generazione affitto a quella della casa propria.

L’alchimista di questa finanziaria è Rishi Sunak, riuscito nell’impresa di convincere un restio Johnson, che avrebbe preferito aspettare ottimisticamente il più possibile prima di andare a tappare i buchi con il ricorso ad impopolari tributi. Ma che poi ha accettato la linea del bastone e della carota, lasciando ampia visibilità d’immagine, forse troppa, al trentacinquenne e “brillante” alleato, di origine indiana, Cancelliere allo Scacchiere.

Il programma di Sunak potrebbe essere propedeutico ad una seconda manovra correttiva, da lanciare il prossimo autunno. Sperando che il virus sia solo un brutto ricordo.

Alfredo De Girolamo    Enrico Catassi 

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