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Lorenzo Bini Smaghi alla guida della Fondazione Pecci Breaking news, Cultura

Prato – Il nuovo Presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana è il Presidente di Societé Genérale, economista di alto profilo con attenzione filantropica internazionale, Lorenzo Bini Smaghi. I membri  del nuovo CdA sono Gherardo Biagioni amministratore delegato presso l’azienda Tessilfibre S.p.A., da sempre impegnata nella tutela e nella salvaguardia dell’ambiente, che ha aderito al Consorzio Italiano Detox; Edoardo Donatini, curatore  di progetti interdisciplinari, da trent’anni si dedica prevalentemente al teatro, alla danza e all’arte contemporanea, nel giugno 2003 è stato l’ideatore e il direttore artistico di Contemporanea Festival a Prato; Jacopo Gori, direttore generale  di Giunti al Punto S.p.A. Da giugno 2017 è stato nominato Direttore Libri Trade di Giunti Editore S.p.A. con la responsabilità del core business aziendale: la produzione e la commercializzazione dei libri per il mercato trade. Nel 2019 è diventato Consigliere dell’Associazione Italiana degli Editori. Infine, Alessio Marco Ranaldo è dal settembre del 2017 il presidente di Confindustria Toscana. Amministrerà  il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato per il prossimo triennio. La nomina di Bini Smaghi   avviene a quasi due anni da quella della direttrice Cristiana Perrella, e si configura in quel percorso di cambiamento e innovazione che interessa tutti gli aspetti del Centro Pecci: dalla mission, alle attività, alle collaborazioni, al board.
Dall’apertura nel 1988 ad oggi, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci ha prodotto e ospitato più di duecentocinquanta tra mostre e progetti espositivi, organizzato eventi speciali e promosso iniziative didattiche per studenti e adulti. Ha raccolto in collezione oltre mille opere sulle tendenze artistiche dagli anni Sessanta in poi.
L’intero complesso museale progettato dall’architetto razionalista Italo Gamberini e ampliato nel 2016 da Maurice Nio, è una città nella città: al suo interno ci sono 3.000 mq di sale espositive, un archivio, i 60.000 volumi della biblioteca specializzata CID/Arti Visive, l’auditorium-cinema, un bookshop, un ristorante, un bistrot e un teatro all’aperto.
In foto Lorenzo Bini Smaghi 
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