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Lorenzo Ciompi, missione eleganza (anche nella scrittura) Rubriche

E'  un personaggio a cui si sente legato e ammette che la storia lo tocca personalmente, ma non vuole aggiungere altro. Consiglia questo libro soprattutto alle donne, perché riflettano sul valore della loro dignità. Gilda è una pianista ebrea ai tempi del fascismo, perseguitata, costretta a fuggire, che si trova a lavorare come attrice con Macario, Wanda Osiris, è l'epoca del cinema dei telefoni bianchi. Nonostante le avversità, nonostante la furia cieca del nazifascismo, Gilda non perde mai il suo coraggio, la forza e la nobiltà d’animo. E’ una sorta di Schindler al femminile, mentre l’uomo della sua vita, Corso, rinuncia alle sue ricchezze e taglia i ponti con la famiglia per starle accanto. Eppure al crollo del regime Gilda perdona, anche quel suocero che voleva farla deportare, perché l’unica vendetta di cui è capace è  l’amore. La storia si snoda fra Berlino, Parigi, Roma e Firenze degli anni ’30; è scritta come una sceneggiatura e Lorenzo si augura possa diventare un film. Reso popolare dalle fiction Incantesimo e Vivere, ha deciso di scrivere perché ne sentiva l’urgenza, confida che si è rattato quasi di un bisogno fisico. Non sa se questa esperienza avrà un seguito, per il momento aspetta di vedere come sarà accolto dal pubblico Un giardino sul Nilo. E’ cortese ma riservato Lorenzo, molto curato nel suo completo grigio, camicia celeste e gemelli sferici color argento, un cappotto di astrakan nero. Ama l'eleganza e la sua grande passione è l’arredamento: su Sky conduce una rubrica nella quale dispensa consigli e giudizi su appartamenti di persone più o meno note, senza risparmiare le critiche.
La casa è come un secondo abito, osserva, deve esprimere la personalità di chi la abita. Per questo è contrario alle scelte dozzinali o in serie: un bravo architetto non può proporre a tutti le stesse soluzioni, deve essere anche psicologo e conoscere a fondo la personalità del suo cliente, da trasferire nelle scelte stilistiche e di arredo. Gli interni della sua abitazione a Roma sono stati curati dall’architetto Cristina Longo. Considera il legame con la Toscana una sorta di cordone ombelicale e a Firenze ha un piede a terre, dove torna almeno una volta al mese. E’ molto impegnato con  suo figlio di due anni e mezzo, che definisce la fiction più bella che abbia mai fatto, ma si rimprovera di non essere abbastanza presente. Per lui ha scelto il nome di un esponente della famiglia de' Medici: Cosimo e a lui ha dedicato Un giardino sul Nilo.

 

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