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Lotta al dolore, Toscana all’avanguardia Società

Se è vero che la Regione ha fatto grandio passi nella lotta al dolore è anche vero che l’Italia è uno dei fanalini di coda in Europa. Insomma, resta ancora tanta strada da fare perché il dolore inutile possa davvero essere cancellato dalla vita dei pazienti. Il punto sullo stato dell’arte della lotta al dolore, un bilancio di cosa è stato fatto e di quanto ancora resta da fare per superare luoghi comuni e resistenze culturali che ancora impediscono alle persone malate di affrancarsi dal dolore, è stato fatto fatto oggi nel corso del convegno “Il dolore inutile dieci anni dopo. 2003-2012. Cittadini, istituzioni, imprese, culture scientifiche, umanistiche ed esperienziali, ancora insieme per disegnare il futuro”, che si è tenuto nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale, organizzato da Tribunale per i diritti del malato e Cittadinanzattiva Toscana onlus, con la collaborazione dell’assessorato al diritto alla salute della Regione Toscana. Il convegno, al quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire una targa commemorativa, destinata al Tribunale per i diritti del malato, ha riunito medici, studiosi, esperti di terapia antalgica, rappresentanti delle istituzioni e del volontariato.

“Se in Toscana abbiamo fatto grandi passi avanti nella lotta al dolore – ha detto l’assessore al diritto alla saluteLuigi Marroni  –  parte del merito va sicuramente a Cittadinanzattiva- Tribunale per i diritti del malato, molto attivi su questo fronte, e con i quali come Regione abbiamo una proficua collaborazione, che si è rinsaldata e intensificata negli anni. In questi anni si è fatto molto, ma molto resta ancora da fare, per una cosa che sembrerebbe così scontata come eliminare il dolore”.
L’assessore Marroni ha ripercorso tutte le iniziative messe in atto dalla Regione in tema di lotta al dolore, dalla creazione, nel 2003-2004, della Commissione regionale per il coordinamento delle azioni per la lotta al dolore, all’inserimento in cartella clinica della misurazione del dolore, al controllo del dolore come obiettivo su cui valutare le aziende; e ancora, l’offerta dell’analgesia del parto, il grosso lavoro su hospice e cure palliative, l’utilizzo delle medicine complementari, fino alla legge da poco approvata dal Consiglio Regionale sull’uso della cannabis per contrastare il dolore. “E’ un approccio multiforme, una strategia complessiva, una questione di tipo non solo organizzativo, ma culturale – ha detto ancora Marroni – Il cammino è ancora lungo, ma confidiamo di essere sulla buona strada”.

L’Italia, è stato detto nel corso del convegno, è da sempre agli ultimi posti nella prescrizione dei farmaci oppioidi. Anche se negli ultimi anni qualcosa si è mosso. Nel primo semestre del 2011 l’aumento è stato del 30% rispetto al primo semestre 2010: da 3,6 milioni di dosi si è passati a 4,7 milioni. E negli ultimi dieci anni, il numero di dosi medie giornaliere sul territorio (esclusi quindi gli ospedali) è cresciuto in Italia di 14 volte. In Toscana, l’aumento è stato di 15 volte, collocando così la nostra regione ai primi posti in Italia. E considerando la sola morfina, sempre negli ultimi dieci anni in Toscana si registra un aumento del 60% delle dosi medie giornaliere, rispetto al 20% della media nazionale.
“E’ incoraggiante l’accresciuto utilizzo degli oppioidi, come dimostrato dalla spesa complessiva in euro, che negli ultimi due anni, dopo l’approvazione della legge 38, è aumentata del 25%, anche se in valori assoluti siamo ancora il fanalino di coda rispetto agli altri Pesi europei – ha chiarito Domenico Gioffrè, direttore del Centro regionale toscano “Contro il dolore inutile” del Tribunale per i diritti del malato di Pisa, e organizzatore del convegno – Il dolore non è un prezzo da pagare sempre e comunque alla malattia. E’ stato necessario che fosse approvata una legge, quella sul dolore e sulle cure palliative del 2010, affinché venisse riconosciuto a tutti i cittadini il diritto ad essere curati dal dolore e alla palliazione alla fine della vita all’interno di strutture sanitarie dedicate”.

Molto disomogeneo l’utilizzo dei farmaci oppioidi nelle varie regioni: solo il 6% degli ospedali del sud e il 26% di quelli del centro, contro il 63% degli ospedali del nord, utilizzano gli analgesici oppioidi per lenire il dolore. La legge 38/2010, una legge storica sull’utilizzo degli oppiodi nella terapia del dolore, che ha posto l’Italia all’avanguardia rispetto all’Europa, è ancora sconosciuta al 50% dei medici. La grande maggioranza delle Regioni non ha ancora  deliberato strumenti attuativi della legge 38 per quanto riguarda la costituzione delle reti di terapia del dolore e delle cure palliative. Sono solo 120 gli hospice realizzati in tutto il Paese (13 in Toscana), rispetto ai 201 finanziati con la legge 39 del 1999. E la misura del dolore in cartella clinica non è ancora entrata come pratica quotidiana negli ospedali italiani, soprattutto in quelli del sud.

 

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