energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Love, Marilyn, un film e un libro rivelatori Cinema

Il film Love, Marilyn di Liz Garbus, tratto dagli scritti ritrovati di Marilyn Monroe, e in proizione alle 20,30 domani 5 novembre 2013 all'Odeon di Firenze, promette di mostrarci a posteriori un’altra personalità della venere bionda che non sospettavamo intellettuale e interessata all’arte. I documenti raccolti nel  volume Fragments ci raccontano un'altra Marilyn, colta e curiosa, con un forte desiderio di capire gli altri, il mondo,  e se stessa. Sappiamo che aveva una passione per la letteratura, per esempio. La sua biblioteca comprendeva oltre quattrocento volumi, dai classici come Milton , Dostoevskij e Whitman agli autori contemporanei, compresi Hemingway Beckett e Kerouac. Nel film la si scopre come una donna d’affari , una lavoratrice indomabile, un’ammiratrice di Masaccio, Botticelli, Machiavelli e della poesia.
Il ritrovamento dei documenti lo si deve ad Anna Strasberg, la giovane vedova del regista Lee Strasberg: a lei, infatti, alla morte della diva  nel 1962, furono lasciati i beni personali di Marilyn Monroe, inclusi fotografie e documenti di ogni genere.
La regista Garbus, nominata all’Oscar per Bobby Fischer Against The World, prende spunto proprio da Fragments, che contiene le lettere, i diari, le poesie e gli appunti che mostrano un volto inedito di colei che all’anagrafe era semplicemente Norma Jean Martenson. Nel film alcuni di quei frammenti privati vengono interpretati da personaggi del cinema contemporaneo, da Adrien Brody a Glenn Close, da Uma Thurman a Marisa Tomei, da Lindsay Lohan a Paul Giamatti. Miracolosamente i pensieri della divina Marilyn e del mondo che gli girava intorno prendono vita per illustrare ancora quel mito pieno di mistero.
E proprio sulle immagini di repertorio della sua morte misteriosa avvenuta il 5 agosto 1962 a Brentwood si apre Love, Marilyn, per poi percorrere la carriera dell’attrice che ha segnato gli anni Cinquanta, fatta di alti e bassi. Con l’animo della perfezionista, anche quando fu all’apice del successo  decise di trasferirsi un anno a New York per frequentare le lezioni di Lee Strasberg all’Actors Studio. «Quel periodo cambiò la mia vita», scrisse, il suo chiodo fisso era «diventare una brava attrice che è un po’ come essere felici, è molto difficile».

Print Friendly, PDF & Email

Translate »