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Lucca, donne dell’Est costrette a prostituirsi Cronaca

Donne ingannate, con la promessa di un lavoro nel mondo dello spettacolo non appena arrivate in Italia. Ancora la nota scusa di un futuro migliore in un paese lontano e più ricco. La realtà che invece è toccata a molte giovani donne dell’Est, ingaggiate e reclutate nel tempo da un’organizzazione criminale italo-estone scoperta e smantellata dai carabinieri del comando provinciale di Lucca, è stata quella di finire nei night club e prostituirsi per sopravvivere. Di giorno controllate dagli aguzzini che le sistemavano in condomini da loro direttamente scelti e gestiti, di notte portate via per diventare la merce dei tanti clienti di locali notturni. I carabinieri hanno arrestato sette persone mentre altre sette sono state sottoposte ad altrettante misure restrittive. Trei night club posti sotto sequestro: il Crazy Horse di Lunata, in provincia di Lucca, l'All-In di Altopascio ed il Moulin Rouge di Viareggio, fabbriche di vittime del traffico criminale. Lunghe e composite, più di un anno, le indagini dell’Arma, che hanno avuto inizio con la chiusura di un night club di Altopascio e l’arresto del suo titolare nel settembre 2010, il “Piper Club”, che ha dato oggi il nome all’operazione. Così venivano gestiti gli “affari”, la cui base originaria si trovava in Estonia. Le donne venivano reclutate tramite annunci ingannevoli, pubblication line o direttamente su giornali estoni, che promettevano lavoro come assistenti di artisti o personale di sala in Italia. Le giovani, appena arrivate, scoprivano intanto di essere costrette a pagarsi l’affitto nei condomini. La loro unica entrata economica era, in realtà, una piccola percentuale sulle bevute che riuscivano a far consumare ai clienti che erano costrette ad intrattenere nei night club. Inevitabile, per poter vivere, il passaggio per queste donne alla prostituzione, gestita e sfruttata dai gestori dei night. I frequentatori dei locali notturni portavano fuori le giovani per la prestazione sessuale, che veniva pagata centinaia di euro, corrispettivo dovuto dal cliente ai proprietari per le ore di assenza della donna dal posto di lavoro e considerato pari alla mancata consumazione oraria nel night. Gli sfruttatori delle giovani, da loro portate direttamente nel locale, percepivano poi un compenso dai proprietari. Sono due le persone finite in manette: Renzo Segnalini, di 68 anni di Santa Croce sull'Arno e Stanislav Pokutinski, estone di 28 anni. Si trovano invece agli arresti domiciliari i gestori dei tre locali notturni, Giuseppe Valente, di 57 anni, Francesco Ciriello, di 55 e Raffaello Collatini, 65 anni. Altre due sono tuttora ricercate. Queste le accuse: associazione a delinquere finalizzata al reclutamento, all'avviamento, al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. 

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