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Lucca-Firenze, viaggio da incubo Cronaca

“Arrivato a Firenze raffreddato come un ghiacciolo e con oltre 90 minuti di ritardo. Il servizio su questa linea è inaffidabile. Ho informato subito Moretti. Aspetto una risposta e soprattutto gli interventi necessari per migliorare la situazione. Vi terrò informati. Intanto continuerò a viaggiare sui treni dei pendolari”
Sembrano le parole di un superstite, ma sono quelle pubblicate da Enrico Rossi su Fb al termine del blitz che stamattina lo ha portato a viaggiare con i pendolari della Lucca-Firenze.

E' cominciata con un'inutile attesa, la mattina del presidente Enrico Rossi e di decine di pendolari che  hanno aspettato il treno delle 7,50 alla stazione di Pistoia. Rossi vi si è recato con una ventina di minuti di anticipo. L'obiettivo del presidente della Regione Toscana accompagnato dall'assessore regionale alla mobilità, Vincenzo Ceccarelli, era di verificare di persona le condizioni del trasporto ferroviario, ma “la prima” è saltata: il treno è stato soppresso.

Che fare? Come tutti: aspettare che passi un altro treno, il primo utile per giungere alla meta, vale a dire, la stazione di Santa Maria Novella a Firenze. Aspettare l'arrivo di un altro treno? Questa l'intenzione, anche se, a dire la verità, come si legge nella nota, “è finita che Rossi e Ceccarelli sono saliti sul 3025, che doveva partire alle 7.32 ma lo ha fatto invece alle 8.50, con ben 78 minuti di ritardo. Era un Vivalto, un treno a due piani su cui i tanti viaggiatori in attesa sono comunque riusciti a trovare posto a sedere. Un po' freddina l'accoglienza, visto che l'impianto di riscaldamento era guasto, e il termometro a bordo segnava 14 gradi”.

Certo, dopo essere stati un'ora e venti minuti al gelo sulle panchine della stazione, forse anche quei miseri 14 gradi interni davano una certa illusione se non altro di riparo. Comunque, come annota diligentemente l'estensore del testo, il freddo anche interno è servito a conservare “tutta la loro rabbia” (dei viaggiatori, ovvio). Altra diligente annotazione: servizio di toilette guasto, forse (si conceda il beneficio del dubbio) non sull'intero Vivalto.

Ma interessante è la sequela di disagi innescata dalla soppressione del treno delle 7,50, che, partito da Lucca, aveva interrotto il suo cammino a Pescia. Motivo? Guasto al materiale rotabile. I pendolari hanno preso il successivo, che era giunto a Pescia con 40 minuti di ritardo, conseguenti al primo. E continuando ad accumularne mentre avanzava verso la meta.
Ed ecco il risultato dell'effetto domino su tutti i treni che dalla costa erano diretti a Firenze e poi anche su quelli in direzione contraria e che si leggeva sui tabelloni delle informazioni:

A causa di difficoltà nella risoluzione del guasto continua ad essere rallentata la circolazione dei treni sulla linea Lucca – Firenze. Stanno maturando ritardo i treni: 
Regionale 3025 partito da Serravalle con + 70' di ritardo, 
Reg 3029 + 40'; 
Reg 3039 + 30' (per un temporaneo guasto al sistema nella stazione di Montecarlo); 
Reg 3040 + 60' 
inoltre sono stati adottati i seguenti provvedimenti: 

Treno 3046 soppresso da Pistoia a Lucca (attribuite fermate straordinarie al treno 3044); 
Treno 3027 soppresso da Pescia a destino (guasto al materiale rotabile) viaggiatori proseguono a bordo del treno 3029. 
Seguiranno aggiornamenti.

E la normalità? Per molti pendolari, purtroppo, questa è la normalità.
E dunque, la parola passa, deve passare alla politica. Di una soluzione a breve non se ne parla, secondo l'assessore Ceccarelli, che ricorda che entro il prossimo anno la To9scana godrà di un'altra decina di Vivalto, risolvendo almeno in parte il problema rotabile. Ma la questione è strutturale e attiene  l'impegno di Trenitalia sulla linea. Il confronto si fa duro, con il Governo e Fs, fino a prospettare anche, come comunica Ceccarelli a Repubblica, una possibile sospensione dei pagamenti  verso i gestori dei servizi.

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