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La festa di Tambellini a Lucca Politica

Quando il risultato era ormai consolidato il neo-sindaco e i suoi sostenitori sono entrati con applausi e bandiere in Palazzo Orsetti dove Tambellini si è incontrato e ha stretto la mano al suo avversario Fazzi. Mentre il nuovo Primo Cittadino si intratteneva nel palazzo del Comune, fuori si è accalcata una folla sempre più vasta di persone entusiaste. Si poteva toccare con mano la forte emozione provata da tante persone comuni, da cittadini che sapevano di vivere un momento del tutto unico a Lucca: per la prima volta nella sua storia la città vira a sinistra, con un candidato appoggiato da una coalizione che al suo interno ha la Federazione della Sinistra, Sel, e non prevede il classico centro, visto che l’UDC appoggiava l’avversario Fazzi.

E’ il primo sindaco non DC o ex DC della “mosca bianca” della Toscana: “Non ho parole, sono incredula”, dice una signora fra le lacrime”; “Sono incredulo, ditemi che è tutto vero”, chiede un anziano che non avrebbe mai creduto di vedere questa scena a Lucca. E non per niente uno degli slogan che più rimbalza fra la folla è “Lucca libera.” Ma questa “virata a sinistra” che tanto era stata sbandierata come spauracchio da alcuni avversari, non ha impaurito gli elettori. Lo stesso Tambellini ha spiegato nei giorni scorsi: “Noi portiamo avanti temi come quello dell’ambiente, dell’ecologia, della solidarietà. I veri moderati siamo noi.” L’entusiasmo è palpabile anche per la vittoria schiacciante che è andata oltre i più rosei pronostici e Fazzi al ballottaggio era un avversario molto più temibile del Sindaco uscente Mauro Favilla (candidato di PDL e quattro altre liste). Tambellini ha avuto ragione su chi lo indicava come candidato debole, "bollito", poco incisivo, troppo moderato e contemporaneamente troppo sbilanciato a sinistra. Per non parlare di quanti erano certi che non poteva vincere perché, come fosse un'offesa, "troppo corretto" quindi inadatto alla carica di Primo Cittadino: una affermazione che nessuno ha pronunciato davanti ai microfoni, ma che da tempo era uno dei "mantra" più frequenti dietro le quinte. Uno dei motivi che più si sente ripetere fra le persone, è la soddisfazione di avere riacquistato un contatto con la politica, la speranza di essere nuovamente rappresentate e ascoltate dal Palazzo.

C’è l’impressione che tutti abbiano partecipato all’elezione del proprio rappresentante con mesi di incontri porta a porta, casa per casa, ed è quello che il nuovo Sindaco ripete più volte: “Non è una vittoria mia, è una vittoria vostra. Il Comune deve tornare ad essere la casa di tutti.” Quando finalmente Tambellini è uscito da Palazzo Orsetti, si è svolto un corteo spontaneo che, passando da Piazza San Michele ha percorso tutta via Fillungo, la via principale del centro storico, per poi proseguire in Piazza dell’Anfiteatro e radunarsi infine in Piazza San Francesco dove si trova la sede del PD. Durante il percorso non sono mancati cori con “Bella ciao” e più volte è stato intonato l’Inno d’Italia. Al termine del corteo è stato improvvisato un veloce banchetto: non c’era la volontà di festeggiare per rispetto alla tragedia di Brindisi e alle vittime del terremoto. Tambellini, visibilmente emozionato, ha rilasciato poche parole per salutare i suoi sostenitori: “Lucca adesso guarda verso un futuro degno della sua tradizione; in questa città sarà sempre rappresentata la pace: c’è bisogno di riconciliazione, di una grande riconciliazione.”

Foto di Giammarco Caselli

Cittadini in festa hanno accolto ieri pomeriggio il neosindaco Alessandro Tambellini, prima del suo ingresso nel Palazzo Comunale

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Il neosindaco Tambellini entra in Palazzo Orsetti, sede del Comune
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