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Lucca, il Parco della Rimembranza appeso a un filo Cronaca

Nuvoloni neri si addensano sul Parco della Rimembranza di Lucca, posto in piazzale Verdi, già fortemente toccato dalla presenza del terminal dei pullman con relativa biglietteria e ulteriormente svilito dal nodo stradale che lo mise in comunicazione a suo tempo con porta Sant’Anna.
Una vicenda che ultimamente ha riacquistato vigore grazie alle forti polemiche che si sono scatenate in seguito alla decisione della giunta di procedere alla costruzione in loco di un’anfiteatro per spettacoli musicali. Decisione fortemente avversata da Italia Nostra e da una serie di associazioni e cittadini che hanno depositato, il 14 ottobre scorso, 208 schede con 2005 firme per fermare la costruzione della nuova struttura e la cancellazione del Parco della Rimembranza, almeno per come lo si conosce. Infatti, allo studio ci sono tre progetti alternativi per la ricollocazione del Parco: spostarlo sul Baluardo di San Donato, ricollocarlo sul piazzale Verdi, spostato verso San Paolino, oppure collocarlo nel parco giochi di San Donato, davanti alla stazione dei vigili.
Soluzioni che non soddisfano affatto Italia Nostra, che continua a battersi per la riqualificazione del Parco stesso e l’abbandono del progetto dell’anfiteatro.
Intanto, la gara d’appalto è già stata assegnata, pur sotto condizione: quella che sia mantenuto il progetto comunale. Dunque, una spada di Damocle pende sull’amministrazione: infatti il progetto di riqualificazione del Parco della Rimembranza che comprende la costruzione dell’anfiteatro adibito a spettacoli è parte del Piuss, vale a dire Piano Integrato di SviluppoUrbano Sostenibile. 
Ebbene, se il 30% di tale progetto unitario fosse modificato, salterebbe l’intera struttura, sovvenzionata per il 60% da fondi europei, ma per il 40% dalle casse comunali.
Un 40% che il comune ha nella sua disponibilità grazie alla stipula di un mutuo di circa 18milioni di euro. Ovviamente, il solo “pezzetto” che riguarda il Parco non giungerebbe certo al 30% del progetto complessivo, tuttavia basterebbe qualche altro intoppo per innescare un pericoloso “crollo” di tutto il Piuss.
Argomentazioni che non convincono Italia Nostra, che da parte sua sottolinea l’altissimo costo dell’operazione così come proposta dall’amministrazione (costruzione dell’anfiteatro per eventi musicali e allontanamento del Parco), pari a 5milioni 300mila euro di cui 3milioni 150mila di fondi europei e 2milioni 150 mila a carico del comune,  e sottolinea che l’importo di cui l’amministrazione dispone può essere impiegato in parte per la riqualificazione del Parco allontanando il terminal bus, progetto indipendente dal Piuss e spesso annunciato, in parte può essere riposizionato sugli altri progetti del Piuss stesso.
Intanto, due commissioni si stanno pronunciando sulla questione: l’una, del ministero delle Belle Arti il cui parere è consultivo, sembra orientata a dare il via libera al progetto comunale pur condizionandolo alla permanenza del Parco stesso in piazzale Verdi, spostato verso via San Paolino; l’altra, la commissione alle onoranze dei caduti della prima guerra mondiale  (altro parere consultivo) di cui si potrà conoscere il pensiero verso la fine della settimana prossima.
Infine, la complicata vicenda ha un giudice unico su cui grava la decisione: la Sovrintendenza, che ha già bocciato una volta il progetto.  

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