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Lucca segnala la difficoltà di creare nuove imprese Economia

Lucca – Nei primi tre mesi del 2021 le imprese attive in provincia di Lucca sono aumentate di 17 unità rispetto a fine dicembre, portandosi a quota 36.108.

I processi di nati-mortalità mostrano però segnali di forte debolezza: tra gennaio e marzo 2021 le iscrizioni al Registro delle Imprese sono state 755, un valore di poco superiore al primo trimestre 2020 (714) ma ancora decisamente al disotto degli anni precedenti (media 2015-19: 873).

Anche per le cancellazioni si registra una dinamica “rallentata”, con 635 chiusure nel trimestre (al netto di quelle operate d’ufficio), un valore inferiore di duecento unità rispetto a quelle registrate nei primi tre mesi del 2020 (834).

“I dati confermano lo scoraggiamento nell’avviare nuove attività che ha caratterizzato l’ultimo periodo, dettato dall’incertezza sulle prospettive di ripresa ancora presente a inizio anno – ha commentato Giorgio Bartoli, Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Lucca -. Anche le chiusure sembrano non riflettere ancora gli effetti della crisi economica generata dalla pandemia, essendo condizionati dalle straordinarie misure emergenziali, dagli effetti temporaneamente dissuasivi indotti da garanzie e ristori, e dal mancato ritorno alla piena operatività dell’attività dei Tribunali”.

Le dinamiche settoriali nel primo trimestre 2021 risultano differenziate: l’agricoltura, silvicoltura e pesca, con 2.331 imprese a fine marzo, presenta un calo di 8 unità (-0,3%), le costruzioni hanno perso 17 imprese (-0,3%) attestando a 6.181 unità la relativa consistenza imprenditoriale. Il comparto dell’industria in senso stretto (estrattivo, manifatturiero, utilities) ha mantenuto i livelli di fine 2020 (4.365 imprese), con un andamento stabile anche nei sotto-settori.

Il comparto dei servizi, con 23.212 imprese attive (il 64,3% del totale provinciale), ha mostrato un incremento di 30 imprese (+0,1%) nei primi 3 mesi dell’anno: la crescita ha riguardato il commercio (+21 unità; +0,2%), con l’aumento delle attività di commercio per corrispondenza/via internet e degli intermediari del commercio, l’affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing (+14 imprese; +0,6%), le attività di noleggio e servizi alle imprese (+8; +0,5%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+14; +1,3%), le attività finanziarie e assicurative (+5; +0,6%) e i servizi di informazione e comunicazione (+0,8%; +6).

In calo invece i servizi di alloggio e ristorazione che hanno perso ulteriori 15 unità (-0,4%), le altre attività dei servizi (riparatori, acconciatori, istituti di bellezza, lavanderie, etc.) con 12 imprese in meno (-0,7%), le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (-8 unità; -0,8%) e il trasporto e magazzinaggio (-8; -1,0%).

L’artigianato lucchese ha evidenziato una dinamica particolarmente frenata, segnando i livelli minimi storici di iscrizioni e cessazioni d’impresa per il primo trimestre dell’anno. Il comparto ha perso 41 imprese nel periodo, attestando a 11.027 la propria consistenza al 31 marzo 2021.

Le dinamiche interne al territorio provinciale evidenziano come l’incremento del tessuto imprenditoriale si sia concentrato in Versilia, dove le imprese sono aumentate di 34 nuove unità (+0,2%); nella Piana di Lucca si è invece rilevato un calo contenuto in 5 imprese, mentre in Valle del Serchio la diminuzione ha toccato le 12 unità, per un -0,3%.

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