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Lucchini, quando lo sciopero è d’acciaio Cronaca

La fine dell'assemblea che si è tenuta di fronte all'ingresso dello stabilimento di Piombino non ha segnato la fine dello sciopero, che andrà avanti invece fino alle 22 di stasera. Una proroga spontanea che è stata decisa dopo gli interventi dei segretari di Fim, Fiom e Uilm, che hanno riferito ai lavoratori i contenuti dell’accordo di programma che si firmerà oggi a Roma. Altre 4 ore (la fine dello sciopero era prevista per le 16) per fronteggiare la paura, la rabbia, e perché no, la disperazione dei lavoratori e dei loro famigliari.

Erano circa 500 persone, fra studenti e famiglie al completo, le persone che sono poi sfilate in corteo  sulla via d'accesso alla città, distribuendo volantini alle auto costrette a rallentare. Il vero dilemma, il nodo fondamentale della vicenda, in questo momento è uno: “Fermare l’altoforno è un crimine”.

E' questo anche il fermo parere di Rocco Palombella (Uilm), che ggi in un intervento a Pisa h ricordato: “Purtroppo, non esiste accordo di programma che possa restituire l’alta qualità dell’acciaio prodotto con gli altoforni. Ecco, perché fino all’ultimo bisogna insistere per impedirne lo spegnimento. E fare in modo che l’accordo che si va strutturando, garantito dal governo, salvaguardi produzione e livelli occupazionali”.
“L’altoforno dello stabilimento che sta andando in ‘stand by’ – ha osservato poi  Palombella – è il simbolo della crisi:la produzione dell’acciaio a colata rischia di interrompersi e rimarrebbe solo quello prodotto nel sito di Taranto, con tutti i problemi che la realtà siderurgica pugliese vive tuttora”.

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