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Lucrezio-Odifreddi, l’uomo libera l’uomo Cultura

Magnetico Odifreddi, “divino” Lucrezio. E se Odifreddi “traduce” Lucrezio, l'apice è raggiunto. Così scopriamo che il termine Natura lo ha inventato il poeta-pensatore-filosofo latino e contiene il participio futuro del verbo latino nasci, osservazione di grande importanza, questa, perché ci porta a indagare delle cose che sono nate e “nasceranno”, vale a dire di un flusso continuo di fenomeni che nascono, si sviluppano, muoiono, nascono, e via così. Già quest'attacco del discorso con cui Pierluigi Odifreddi, il grande matematico e divulgatore scientifico, il “matematico impertinente”, spiega o meglio “racconta” Lucrezio e il suo immortale capolavoro, fa capire alcune cose. Primo: ecco perchè Lucrezio è stato un autore su cui è calata la “congiura del silenzio”; ecco perché è necessario per la salute mentale del mondo contemporaneo rileggerlo ora; ecco perché Lucrezio è compagno di cammino di scienziati come Odifreddi. Tutto ciò è stato ben riassunto in una frase di un altro grande scrittore, Gustave Flaubert: “Quando gli dèi non c'erano più, e Cristo non c'era ancora, si ebbe, tra Cicerone e Marco Aurelio, un momento unico in cui c'era solo l'uomo. E l'uomo, solo”.

Tutto questo dedotto dal solo termine Natura, inventato da un autore di lingua latina che non aveva altro modo di tradurre dal greco concetti inesprimibili nella sua lingua che inventando parole nuove? Sì. Basterebbe l'unico termine “Natura” nell'accezione spiegata da Odifreddi per giustificare il chiasso, il silenzio, l'odore di zolfo che spira dalle pagine del Rerum Natura. Perché supporre che tutto ciò che vive è destinato a morire di per se' è solo pura osservazione; ma dire che che tutto ciò che muore è destinato a nascere è una verità altrettanto ovvia ma estremamente pericolosa. Perché? Perché significa che la materia è in se' eterna. Un concetto di eternità che ha ben poco a che fare con la religione, no? E anche con almeno il 50% (secondo stime pridenti) di ciò che gli uomini per molto tempo hanno ritenuto verità assodate anche nell'ambito della scienza. E questo che abbiamo servito è solo l'assaggio.

Piergiorgio Odifreddi ha presentato Lucrezio e il De Rerum Natura stamattina al Teatro Odeon in piazza Strozzi. L'incontro aperto al pubblico dal titolo "Come stanno le cose. Il mio Lucrezio, la mia Venere" ha inaugurato il progetto Lions Academy – Incontri con i protagonisti della cultura italiana. 

Piergiorgio Odifreddi
Come stanno le cose”
sottotitolo: il mio Lucrezio, la mia Venere.
Editore: Rizzoli, pp. 311, euro 20.00

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