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L’Ultima Cena del Vasari torna in Santa Croce, dopo mezzo secolo Cultura

Firenze – Mezzo secolo di assenza, di cui quarant’anni passati nei depositi della soprintendenza pressoché dimenticato, ma oggi il ritorno è avvenuto, ed è stato trionfale. Torna in fatti in Santa Croce “L’Ultima Cena” del Vasari,  6,60 per 2,62 metri per cinque pannelli in pioppo,  dopo il restauro miracoloso affidato alle cure dell’opificio delle Pietre Dure.
A celebrarne il ritorno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dipinto nel 1546, trasferito dal refettorio delle Murate, sua sistemazione originale a Santa Croce, negli anni ’50, è stato definitivamente liberato dal fango che lo avvolse nel novembre del ’66 da un restauro finanziato da Prada, Getty Foundation e Protezione civile. Il capolavoro resterà in visione gratuita al pubblico stasera e domani dalle 20 alle 24. 

“Il ritorno dell’Ultima Cena di Giorgio Vasari nella Basilica di Santa Croce a Firenze a cinquant’anni dalla piena dell’Arno – dichiara il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – è il frutto di quella virtuosa collaborazione tra pubblico e privato nella tutela del patrimonio culturale premiata dall’Artbonus. Grazie alla grande professionalità dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, un’eccellenza italiana nota e apprezzata a livello internazionale, alla generosità di due diverse realtà, Prada e Getty Foundation, e al sostegno del Dipartimento della Protezione Civile oggi è possibile restituire a Firenze e al mondo un capolavoro a lungo considerato irrecuperabile a causa dei gravi danni subiti dal fango e dall’acqua. Le stesse eccellenze, la stessa determinazione e, ne sono certo, la stessa generosità sono e saranno al servizio del patrimonio culturale del Centro Italia duramente colpito dal sisma”.

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