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L’umanità errante della Divina Commedia secondo Virgilio Sieni Spettacoli

Firenze – L’uomo è solo, un  frammento estraneo di una folla di simili che cammina senza sapere perché lo fa o dove va. I tentativi di contatto  e di rapporto sono contraddittori e falliscono o cadono nel nulla. Ma quello stesso uomo comincia progressivamente a dare un senso alla vita: ci prova in gruppo, si impegna a creare ambienti, a comunicare con gli altri, a chiedere e offrire amore. E alla fine quella massa, che era informe e disperata, trova armonia ed equilibrio in forme geometriche che producono un incontro che non esclude gli altri: l’umanità si riconosce in una luce che accende la consapevolezza dell’essere, tutta insieme, espressione di qualcosa che la illumina e la trascende. Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Con questo percorso straordinario, Virgilio Sieni, coreografo e danzatore fondatore della Compagnia dei Cantieri Goldonetta e direttore della Biennale Danza di Venezia, ha raccontato la sua personale visione della Divina Commedia di Dante nel salone dei Cinquecento. Ultimo evento delle manifestazioni per i 750 anni della nascita del poeta fiorentino “Divina Commedia_Ballo 1265” è un  grande spettacolo di danza che vede in scena nel grande spazio artistico del Vasari 12 ballerini professionisti, insieme con 140 interpreti di tutte le età che provengono dall’Accademia sull’arte del gesto fondata da Sieni nel 2007.

Il risultato è un complesso coreografico di forte intensità, caratterizzato da un’onda continua che percorre in avanti e indietro tutta la scena, che si apre e si richiude, abbandonando in questo cammino gruppi di  tormentate figure che non trovano pace con suoni, colpi e cellule ritmiche (eseguiti dal vivo da Michele Rabbia) e una voce che scandisce il numero dei 33 canti danteschi dell’Inferno. Sono le stazioni della Commedia stilizzate, ridotte all’essenziale del dramma e del dolore dell’esistenza.

C’è una figura particolare che appare e scompare inghiottita dalla massa errante e che a un certo punto resta da sola in mezzo al salone: è uno storpio che cammina a gattoni, qualcuno che nello stesso tempo è coinvolto da quanto accade ma ne rimane fuori, come un osservatore che però è diverso dagli altri per la sua disabilità. E’ l’omaggio di Sieni al Poeta con una intuizione felice del movimento come espressione delle anime e della sua limitazione come espressione del mortale che non può far altro che assistere a quanto accade.

Questa è soltanto una delle idee artistiche che questa pièce eccezionale ha proposto ai 350 spettatori (più i circa 150 artisti coprono il numero da cui prende nome il salone di Palazzo Vecchio) che per tre sere (ieri 28 dicembre, oggi 29 e domani 30 dicembre) hanno il privilegio di assistervi perché più rapide di altri ad accreditarsi via internet.

Nel Purgatorio impegna i ballerini nella realizzazione stilizzata utilizzando aste di legno, coperte e grandi pezzi di plastica di luoghi nei quali quella stessa umanità errante cerca e, raramente, trova  momenti di pacificazione e di contatto. E’ la metafora dell’esistenza come ricerca di pace e serenità che ha successo solo in pochi, rapidi momenti. Infine, il Paradiso della composizione dei corpi in gesti di apertura, disponibilità, comprensione.

Chi non è riuscito ad accreditarsi in tempo, può vedere lo spettacolo su Rai 5, domani 30 dicembre alle ore 21,15. 

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