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Lunatica Festival, rilettura di Gaber secondo gli Oblivion Cultura

Massa Carrara – “Far finta di essere G. Se il nostro spettacolo si intitola così, ci sarà una ragione, no”? Con questa battuta Lorenzo Scuda, uno dei membri degli Oblivion, protagonisti della seconda serata del Festival Lunatica (dal 17 luglio al 3 agosto) , che incontra un’altra delle date del Festival Gaber, racconta lo spettacolo. E per spiegare come e perché il gruppo ha iniziato a ispirarsi a Gaber dando poi vita a questa performance. Publichiamo l’intervista realizzata dall’organizzazione del Festival a Lorenzo Scuda ed inviata alla redazione stamptoscana.it

“Personalmente non conoscevo quasi per nulla Giorgio Gaber prima di incontrare Davide – dice riferendosi a Davide Calabrese, l’altro protagonista della serata e membro del gruppo – poi col tempo conoscendolo a imparando a scoprirlo senza violarlo, abbiamo dato vita a questo spettacolo. Noi facciamo finta di essere G, con grandi stima e rispetto, sperando sempre di omaggiarlo adeguatamente”.

E in effetti il percorso che ha portato il gruppo a creare questo spettacolo non è stato né breve né semplice, visto che comunque l’origine degli Oblivion è il teatro di intrattenimento:

“Proprio per far finta di essere G nel modo giusto, come è più congeniale alle nostre corde, abbiamo selezionato i suoi testi, scegliendo quelli più divertenti, ed affiancandone di meno divertenti in un unico messaggio, per far corrispondere il lavoro che abbiamo fatto su di lui al nostro percorso artistico, che ha visto la maturazione di un linguaggio e di un messaggio negli anni, tanto da farci osare al punto di ri-leggere Gaber”.

Sempre in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber, che ha sempre appoggiato le loro iniziative, gli Oblivion hanno cominciato a mettere in scena questo spettacolo nel 2004, per poi lasciarlo da parte per diversi anni. Hanno infatti ricominciato nel 2013, in occasione del decennale della morte del cantante, a portare questo spettacolo, più “oblivionato” che mai, in giro, per l’Italia, per la gente, per il pubblico, per tutti:

“Questo spettacolo può essere apprezzato anche da chi Gaber non lo conosceva poi benissimo – ha concluso il cantante – perché non viene rifatto tale e quale, in una sterile iniziativa commemorativa: Gaber viene sviscerato, e valorizzato in ogni sua potenzialità, facendo soltanto finta di essere lui”.

Lo spettacolo consiste infatti in un grande Arlecchino, che raccoglie spezzoni di testi e canzoni di Gaber unite tra loro da un filo sottile fatto di collegamenti ed intuizioni che rendono “Far finta di essere G” divertente a liberatori

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