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Lunedì 14 luglio al via la rimozione della Concordia Cronaca

Isola del Giglio (Grosseto) – E insomma, alla fine il grande giorno sembrerebbe arrivato. Nella mattina di oggi, sabato 12 luglio, l’Osservatorio per il monitoraggio della Costa Concordia ha dato il via libera, presso la sede del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, alla rimozione del relitto dalle acque dell’isola del Giglio. Meteo permettendo, quindi, le operazioni prenderanno avvio alle 6.00 di lunedì 14 luglio. Anche se, a dire il vero, al momento il tempo sulle coste toscane non sembra certo volgere al sereno. La decisione verrà in ogni caso presa domenica sera, quando si saprà con certezza quali saranno le condizioni del mare. Se il vento non sarà inferiore a 20 nodi, la rimozione verrà rimandata. Anche il mare mosso resta un’incognita, dato che le onde potrebbero rendere molto pericoloso operare sulla Concordia.

Il tragitto verso Genova dovrebbe durare dai 4 ai 6 giorni ed è essenziale che la rotta possa non venir disturbata da cattive condizioni meteo-marine. La Concordia si muoverà con un’andatura molto lenta e la rimozione, oltre ai 4-6 giorni di navigazione, richiederà un’intera settimana per tutte le operazioni previste. In primis, infatti, la Concordia sarà rimessa in galleggiamento per mezzo dei 30 cassoni installati – 15 per ogni lato – a mo’ di ciambella. Dopo il rigalleggiamento, dei rimorchiatori la traineranno in mare aperto. La nave verrà quindi ormeggiata e saranno tensionati cavi e catene per il mantenimento della ciambella costituita dai cassoni pieni di aria. Dopo di che, rotta verso Genova Voltri.

E l’isola del Giglio esulta a bassa voce. “Siamo entrati nella fase critica e ci stiamo avviando verso la fase finale”, ha spiegato il sindaco gigliese, Sergio Ortelli. “Una volta che la nave Concordia si sarà allontanata definitivamente dalla nostra isola, non faremo nessun festeggiamento perché quella che abbiamo vissuto in questi oltre due anni è e rimane una tragedia e il Giglio dovrà farsi carico della memoria di questo drammatico evento”. “Ciò che come gigliesi ci auguriamo è che questa ultima fase si concluda il prima possibile ma dobbiamo anche vedere riconosciuto il nostro diritto alla restituzione del nostro territorio integro e ripulito entro un anno”, ha concluso.

Commento entusiasta ma con qualche dubbio anche quello del presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras: “tutto si è concentrato sulla destinazione e anche noi abbiamo espresso le nostre opinioni – ha spiegato – ma nessuno si sta preoccupando a sufficienza dell’isola davanti alla quale la Concordia è colata a picco: perché lì ci saranno le operazioni più delicate, perché è lì che è rimasta due anni e mezzo, perché lì se ne è subita la presenza, perché lì, in quel mare, è caduto di tutto e qualcuno vorrebbe addirittura interrompere la pulizia dei fondali in attesa di fare le gare per la bonifica (non hanno avuto tempo?)”. La Concordia lascerà il Giglio? “La nostra speranza – ha concluso Marras – è che si allontani alla svelta questo incubo e che Governo, Regione e, soprattutto, Costa Crociere che è responsabile morale di tutto, non si giri dall’altra parte come accade quando lo spettacolo è finito e rimangono a spazzare il teatro solo i custodi. Ora, dunque, pensiamo al Giglio”.

E non vuole che si dimentichi anche di un altro pezzo di Toscana nemmeno Enrico Rossi, presidente della Regione. Il Governatore, infatti, è tornato a ricordare che la Toscana ha detto sì a Genova, ma spera che non ci si dimentichi di Piombino. L’ipotesi di trasferire la Concordia nel porto livornese non è stata neppure presa in considerazione? “Lealtà per lealtà – ha spiegato Rossi nel corso di una conferenza stampa tenutasi negli scorsi giorni a Palazzo Cerretani – chiedo che contestualmente il Governo dia attuazione all’accordo di programma per Piombino, che prevede l’assegnazione a quel porto di 44.000 tonnellate di navi militari da smaltire”. Senza la Concordia, a Piombino resta una questione sociale resa gravissima dalla chiusura della Lucchini ed il porto appare ad oggi la sola speranza per il rilancio del settore siderurgico da tempo in crisi.

Tornando alla rimozione, il via libera è stato dato dall’Osservatorio dopo la presentazione della documentazione integrativa da parte di Costa Crociere. Sembra che Titan Salvage e Micoperi abbiano pianificato anche l’eventuale scenario più disastroso. Quello, che nessuno si augura, nel quale la Concordia dovesse colare a picco. L’ad di Costa Crociere, Michael Thamm, ha invece chiarito che l’operazione costerà in tutto alla compagnia di navigazione genovese 2.000.000.000 di dollari. Fino ad oggi ne sono stati spesi 1.000.000.000, ma rimozione e smaltimento del relitto ne richiederanno altrettanti.

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