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Lunigiana ed Elba: 62 imprese attendono ancora risposte da Fidi Toscana Cronaca

Dopo gli incontri di mercoledì 14 marzo con la popolazione del’isola d’Elba a Marina di Campo (Rossi: “l’Elba merita un riconoscimento da parte dello Stato”) e di giovedì 15 marzo con la popolazione di Pontremoli (Rossi a Pontremoli: pronti 7 milioni di euro per la ricostruzione), il presidente della Regione Toscana ha incontrato ieri, venerdì 16 marzo, i vertici di Fidi Toscana, la finanziaria regionale. In totale, ha spiegato il Governatore, sono state 115 le imprese danneggiate dalle alluvioni del 26 ottobre in Lunigiana e del 7 novembre all’isola d’Elba ad aver richiesto garanzie per l’accesso al credito. In totale circa 70 aziende della Lunigiana e 45 dell’isola d’Elba hanno richiesto a Fidi Toscana oltre 15.000.000 di euro. Delle aziende che hanno presentato domanda sono 82 quelle cui sono stati garantiti i finanziamenti richiesti, per un totale di 11.500.000 euro. Di esse, tuttavia, solo 22 imprese hanno già ricevuto prestiti, per un totale di circa 3.000.000 di euro. Restano, dunque, in attesa di credito da parte degli istituti finanziari altre 62 imprese cui Fidi Toscana ha promesso finanziamenti per altri 8.500.000 euro. Alcune imprese della Lunigiana e dell’isola d’Elba, ha spiegato il commissario per l’emergenza alluvione, hanno lamentato la lentezza nell’erogazione dei finanziamenti da parte dell’istituto regionale. «Esiste in effetti – ha continuato Rossi – uno scarto troppo grande tra il numero delle garanzie concesse da Fidi e quanto effettivamente erogato alle imprese. Per questo ho invitato il direttore di Fidi Toscana, Giovanni Ricciardi, ad intervenire presso gli istituti di credito in modo da accelerare l’effettiva erogazione alle imprese». «In un momento di crisi – ha concluso il Governatore – chiediamo a tutti gli istituti di credito di sostenere con la massima tempestività tutte le imprese. È indispensabile che questo accada in tempi brevi se vogliamo aiutarle a ripartire. Questo vale sia per le aziende manifatturiere sia per quelle legate alla ricettività e quindi alla stagione turistica. Non c’è tempo da perdere».

Foto: http://www.meteogiornale.it
 

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