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L’Unione europea di fronte alla pandemia: esperte in dialogo Cultura

Fiesole – La risposta dell’Unione alla crisi creata dalla pandemia è al centro di un incontro-dialogo fra Lea D’Antone, docente di Storia Contemporanea e già di Storia economica all’Università di Roma “La Sapienza, e la filosofa e saggista Vittoria Franco.

L’evento, organizzato in collaborazione da “Per Un Nuovo Mondo Comune” e “La Nottola di Minerva” nell’ambito della rassegna Identities – Leggere il contemporaneo, si svolgerà in diretta streaming dalla biblioteca di Fiesole mercoledì 14 aprile 2021 alle ore 17,45, sulla pagina Facebook di Per Un Nuovo Mondo Comune e sulla pagina Facebook di La Nottola di Minerva e, in differita, sarà visionabile anche sul canale YouTube di La Nottola di Minerva.

Titolo dell’incontro:  “l’Unione Europea dal fiscal compact al Next Generation Eu”. La pandemia da Covid 19 ha colto di sorpresa i paesi dell’Unione europea e particolarmente l’Italia, evidenziando difficoltà di gestione dell’emergenza e dell’organizzazione dei servizi sanitari di diversa entità tra stati e aree regionali.

Le gravissime conseguenze economiche e sociali hanno determinato una svolta nelle politiche europee, in passato caratterizzate da stringenti vincoli di bilancio e di spesa a carico delle economie e delle politiche nazionali. Per la prima volta l’Unione ha attivato a carico del bilancio comune e con titoli di debito europei un colossale piano di investimenti di ammontare superiore a quelli del Piano Marshall, che dal 1948 consenti la ricostruzione postbellica e un travolgente sviluppo dell’economia europea. PNRR UE-Next Generation ha segnato una svolta nella direzione non solo dell’unificazione economica ma, tendenzialmente seppur debolmente, anche di una maggiore unificazione continentale.

La maggiore beneficiaria delle risorse del PNRR è l’Italia, prima vittima della pandemia ma già da tempo in declino industriale, in particolare difficoltà tra i paesi europei a riprendersi dalla grave crisi finanziaria del 2008-2012, e, nelle sue regioni meridionali, con gli indicatori di Pil, disoccupazione e crisi demografia più alti. Più che in passato il Mediterraneo è diventato centrale nelle politiche europee di Rilancio e il Mezzogiorno italiano si presenta come area strategica per investimenti nella riconversione green, nella digitalizzazione e nella quantità e qualità delle infrastrutture sociali e della mobilità, queste ultime negli ultimi decenni inammissibilmente penalizzate nelle politiche nazionali e regionali.

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