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L’università di Siena protagonista del progetto di ricerca PRIMA STAMP - Università

Roma – La ministra Valeria Fedeli ha presentato oggi a Roma, presso la sede del Miur, il programma euro-mediterraneo di ricerca PRIMA, a cui aderiscono 19 Paesi, oltre all’Unione Europea. A presentare i meccanismi di funzionamento e di finanziamento dei bandi che saranno pubblicati nei prossimi mesi è intervenuto il professor Angelo Riccaboni, che ha portato avanti negli ultimi anni per conto del Ministero i lavori di costruzione della partnership e del progetto, ed è attualmente presidente della fondazione di attuazione del Programma, recentemente costituita.

PRIMA, acronimo di Partnership for Research and Innovation in the Mediterranea Area, è un programma euro-mediterraneo di ricerca e innovazione incentrato sullo sviluppo sostenibile di soluzioni tecnologiche e organizzative in materia di risorse idriche, sistemi alimentari e catene agroalimentari, basato sui principi di parità, interesse comune e benefici condivisi fra tutti gli Stati partecipanti. La ministra Fedeli ha messo in luce pubblicamente, con orgoglio, che “Prima” è un successo italiano, evidenziando il lavoro svolto da Riccaboni, supportato da un team dell’Università di Siena.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal rettore Francesco Frati, presente a Roma, per il ruolo di primo piano che ancora una volta l’Università di Siena ha saputo ricoprire in questo nuovo ambito progettuale di elevatissimo livello. “Vanno sottolineate l’importante valenza del programma in termini di diplomazia scientifica e le sue potenziali ricadute positive sulla valorizzazione delle relazioni tra Paesi di tre diversi continenti”, ha detto il Rettore.

In particolare, l’Ateneo senese, attraverso un progetto specifico – PRIMA SIENA – di supporto e implementazione del programma internazionale, continuerà ad essere al centro di un grande lavoro sui temi della ricerca e dell’innovazione nell’ambito dei sistemi alimentari e idrici, che prevede attività di disseminazione e promozione del progetto e dei suoi obiettivi, attività di consolidamento e gestione dei rapporti con stakeholder chiave – quali imprese, istituzioni e ministeri interessati ai temi del programma. Azioni che potranno portare significative ricadute positive per l’Ateneo in termini di qualità scientifica e di reputazione internazionale.

Grazie al contributo dei 19 Paesi che aderiscono e al significativo cofinanziamento da parte dell’Unione Europea, il programma avrà una disponibilità complessiva di circa 500 milioni di euro in dieci anni.

Alla presentazione sono intervenuti il viceministro degli Affari esteri Mario Giro, Maria Cristina Russo, direttrice per la Cooperazione internazionale – direzione generale Ricerca e innovazione – Commissione europea, e Marco Mancini, capo dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca.

 

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