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“L’uomo che sapeva troppo”: la storia di Turing al Rifredi Spettacoli

Prima dei colossi informatici ci fu un uomo che in tempi non sospetti riuscì a formulare concetti di calcolo e algoritmo attraverso una macchina a cui diede il suo nome. Quest’uomo nella prima metà del XX secolo fu il vero fondatore dell’informatica. A raccontare la sua storia ci ha pensato David Leavitt nel libro L’uomo che sapeva troppo scritto nel 2005. Angelo Savelli cura la lettura scenica prendendo a prestito alcuni inserti dell’opera teatrale Breaking the code di Hugh Whitemore. Una sola serata prevista al Teatro di Rifredi il 9 novembre, in cui Luca Scarlini narrerà la storia di questo eroe dei tempi moderni. A interpretarlo Riccardo Naldini, accompagnato da Massimo Grigò, Andrea Bruno Savelli, Leonardo Paoli, Diletta Oculisti, Edoardo Groppler.

Considerato il padre dell’odierno computer Alan Turing viene ricordato soprattutto per l’importante contributo dato durante la Seconda Guerra Mondiale quando, grazie alle sue geniali conoscenze matematiche e di crittografia, riuscì a decifrare un codice segreto dei tedeschi e, in particolare, seppe decodificare la macchina Enigma da loro usata. Forse grazie al suo intervento ulteriori sviluppi drammatici furono evitati. Ma la storia di Turing si tinge di colori cupi nel ricordare la sua vicenda personale. Pensatore indisciplinato, spirito libero e tormentato, dotato di un’immensa intelligenza, ma anche di una grande insicurezza. Nonostante le sue capacità, nonostante l’aiuto dato al governo britannico, Turing fu un perseguitato, fu arrestato e condannato a causa della sua omosessualità, per il reato di “aver compiuto atti osceni con un uomo”. Per questo motivo il grande scienziato fu sottoposto alla castrazione chimica che lo rese impotente. Aveva 41 anni quando si tolse la vita mangiando una mela avvelenata, ispirandosi alla favola di Biancaneve. Anni dopo, però, qualcun altro si ispirò a lui, pensò alle sue scoperte e al modo in cui si era suicidato, e usò come simbolo per la più avanzata tecnologia informatica proprio quella mela mordicchiata.

La serata dedicata a Turing fa parte del progetto sostenuto dalla Regione Toscana “Il piacere della lettura” volto a proporre sulla scena romanzi del mondo contemporaneo in modo che i libri possano raggiungere anche coloro che ne fruiscono in modo alternativo, per esempio guardando uno spettacolo. Il Teatro di Rifredi organizza letture sceniche di autori contemporanei per far sì che il piacere del teatro si mescoli a quello della lettura. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di allargare sempre più il pubblico di spettatori e quello di lettori.

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