energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

L’uomo, la bestia, la virtù: Machiavelli fa capolino dal testo pirandelliano Spettacoli

Firenze – L’uomo, la bestia, la virtù, testo cult di Pirandello è giustamente definito grottesco per la sua verve comica e il brillante adattamento di Giuseppe De Pasquale, portato in scena da Geppy Gleijeses ha il ritmo della farsa; ma è sempre una satira amara, sferzante e tra le molteplici chiavi di lettura possiamo trovare un substrato drammatico nel quale l’uomo è anche la bestia. E nella rappresentazione, avvenuta con caloroso successo, alla Pergola di Firenze, torna alla mente il Segretario fiorentino che scrive “ad uno principe è necessario saper usare la bestia e l’uomo(Il Principe, cap XVIII). E la bestia – scrive ancora Machiavelli – può essere golpe o lione. Infatti, il signor Paolino si trasforma,appunto, in volpe per assoggettare il “lione”.

E certamente Pirandello ha fatto riferimento a questa definizione di Machiavelli quando ha dato il titolo della sua commedia-apologo, tratta dalla novella intitolata in modo assai meno incisivo “Richiamo all’obbligo”.

Ha detto Geppy Gleijeses di essersi divertito a scovare insieme a Marianella Bargilli e Marco Messeri letture differenti ogni volta, e a scoprire sempre risvolti nuovi (tra l’altro la brillante interpretazione di Marco Messeri ha reso la bestia più umana e l’altrettanto brillante Gleijeses ha reso il professor Paolino un po’ più belluino). Ebbene, una di queste potrebbe essere anche quella machiavellica nella quale l’astuzia con i sui risvolti d’intensa comicità è il deus ex machina della vicenda.

Ma in ordine al tema tipicamente pirandelliano dell’ imprigionamento in un ruolo sociale e nei suoi stereotipi, con il conseguente travisamento della realtà, possiamo fare un riferimento anche a Musil e a L’uomo senza qualità: la realtà è sempre uno specchio rotto…. non è possibile guardarsi nelle schegge dello specchio che rimandano ad una realtà molteplice e cangiante non solo perché i ruoli sono intercambiabili ma perché ogni ruolo è poliedrico.

Fin qui l’uomo e la bestia. Ma la virtù? Un’ ironica personificazione resa benissimo da Marianella Bargilli, nella signora Perella, prima con il suo pudore a sedurre il marito, poi con la soddisfazione di una virtù ritrovata attraverso l’inganno e la trionfale esposizione dei cinque vari esposti sul davanzale..

Print Friendly, PDF & Email

Translate »