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L’uomo volante fa le prove nei cieli di Sesto Società

Moreno Lippi, ballerino competitore e anima dello “Spazio danza Club V˚ blu” di Sesto Fiorentino, è stato un professionista di aeromodellismo. Ora per lui è solo un hobby, che riserva però grosse sorprese.
Com’è nata la tua passione per l’aeromodellismo?
Fin da bambino ho avuto un grande interesse per gli aerei, che ho coltivato negli anni. Prima di scegliere il ballo come lavoro sono stato per venti anni competitore di aeromodelli conquistando due volte il titolo nazionale di campione di aeromodellismo velocità elettrici e gareggiando ben tre volte per il titolo mondiale nel 1985, 1996 e 1998. Ho scritto su riviste specialistiche ed sono stato anche selezionatore delle squadre concorrenti ai campionati del mondo.
Con l’aeromodellismo sei entrato anche nel mondo del cinema?
La mia esperienza era tale che sono stato chiamato a far parte di un gruppo che lavorava per campagne pubblicitarie e film. Creavamo aeromodelli per esplosioni in volo, urti contro montagne e passaggi pericolosi tra alberi: insomma per tutte quelle scene in cui sarebbe stato impossibile, perché troppo pericoloso, utilizzare aerei veri. Sono stato anche impegnato nelle riprese di un film diretto da Di Clemente a Campo Imperatore, con cast americano. Si trattava di una storia incentrata su un incontro tra Ufo e aeroplani dell’aeronautica militare italiana, che per altro collaborava con noi. In parte delle riprese furono impiegati aeroplani veri, in altri aeromodelli di Tornado e F104. Una specie di Top gun italiano!
naz85mondiali[1]2_thumb.jpgMa hai lavorato anche per il teatro e la televisione?
Si, ho collaborato alle riprese aeree di alcune scene del musical Notre Dame de Paris. Poi nel 2000 ho partecipato anche a “Scommettiamo che” come concorrente.
Come si concilia tutto questo con il ballo, altra tua grande passione?
E’ successa una cosa strana. Prima il mio impegno costante era l’aeromodellismo, e il ballo un passatempo. Poi le cose si sono scambiate, e l’aeromodellismo è diventato solo un hobby perché non competo più. Oggi per me è piacere e divertimento, ma anche un mezzo per ritrovare gli amici con cui la domenica mattina raggiungo il campo di volo di Sesto Fiorentino. E’ una sorta di club per appassionati a cui non rinuncio.
E poi è arrivato l’uomo volante
Avevo visto un film che mi era piaciuto molto Rocket year, la fantastoria di un pilota che per caso trova un’arma segreta inventata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale: uno zaino a razzo che indossato è in grado di far volare un uomo. L’idea mi ha entusiasmato così tanto che ho costruito un aeromodello a forma di “omino volante” ispirandomi al protagonista del film, anche per il casco! Ho impiegato quattro anni per metterlo a punto: è quasi a grandezza naturale però è leggero, pesa solo 1 chilo e mezzo perché è costruito con polistirolo vuoto e legno. E’ anche dipinto e sembra indossi tuta, scarpe e guanti, ai lati ha poi i due motori elettrici con eliche telecomandate da terra.
Vederlo volare è impressionante ed entusiasmante, da terra sembra proprio che un uomo sia lì, nel cielo, libero di volteggiare nell’aria.
Eppure ormai è una realtà che ci consente di realizzare un sogno impossibile. Com’è questo zainetto per volare da soli?
E’ vero, la neozelandese Martin Aircraft ha lanciato da poco sul mercato uno zaino-jet tipo quello di 007, il Martin Jetpack, alimentato a benzina che ha una autonomia di 1 ora di volo. La Martin Aircfaft  ha visto e commentato positivamente il mio video de “L’uomo volanre” su Youtube. Talvolta penso che abbiano tratto spunto dal mio “omino”: probabilmente è solo una supposizione, certo il loro zaino-jet è identico al mio!

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