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Lupi di Toscana, Erp o housing sociale? Sunia attacca l’amministrazione Cronaca

Firenze – Il pomo della discordia? La grande (sconfinata) struttura dell’ex-caserma dei Lupi di Toscana. Protagonisti del botta e risposta, la segretaria provinciale del Sunia Laura Grandi e il primo cittadino Dario Nardella. La polemica scoppia grazie all’intervista rilasciata dal sindaco Nardella a RTV38, nel programma “Capitani coraggiosi”, anticipata da Repubblica, in cui il sindaco spiega il nuovo Piano Casa dell’amministrazione.

Musica per le orecchie del maggiore sindacato degli inquilini, il Sunia appunto, quando il primo cittadino di Firenze annuncia altri 500 alloggi per le famiglie bisognose nel prossimo triennio, oltre a uno stanziamento straordinario di 4 milioni di euro per ristrutturare 117 case popolari vuote in quanto inagibili. Tutto perfetto, fino a quando Nardella, esponendo il nuovo Piano Casa comunale, allo studio in questi giorni, si sofferma sulla caserma Lupi di Toscana. Il sindaco infatti ricorda l’avvio del processo di partecipazione della struttura, che partirà quest’anno “con la gara di idee”.

Insomma l’ex-caserma sembra davvero destinata a rappresentare “un pezzo fondamentale del nuovo Piano Casa Firenze”: infatti, agli 800 alloggi Erp che il sindaco vuole arrivare ad assegnare da qui alla fine del suo mandato (assegnati 300, da assegnare 500), si aggiungerebbero “500 alloggi in housing sociale”. Vale a dire, altri 500 alloggi non di edilizia residenziale pubblica (Erp), bensì ad affitto calmierato nei prossimi 5-6 anni.

Una dichiarazione, quest’ultima, che fa saltar su il Sunia, che si riaggancia alla citazione di un “insospettabile” come Matteo Renzi, che, giusto giusto, parlò proprio dell’ex-caserma, e ne parlò in questi ternmini: ‘Basterebbe un solo casermone abbandonato per rimettere a posto tutta la situazione dell’emergenza abitativa a Firenze. Per esempio, la ex caserma dei Lupi di Toscana, che oggi è vuota. Ristrutturiamola e costruiamoci case popolari.”

“Queste – dice la segretaria del Sunia Firenze Laura Grandi – non sono le dichiarazioni del Sunia, ma quelle di Matteo Renzi nel novembre 2013, quando l’allora sindaco di Firenze, auspicava che il governo centrale cedesse alla città quel contenitore vuoto per risolvere l’enorme precarietà abitativa”. Ma le parole del sindaco Nardella, dice ancora Grandi, vanno in un senso molto diverso: il sindaco attuale “ha dichiarato di valutare una destinazione diversa per l’ex caserma, specificando ‘no alloggi popolari, ma ad affitto calmierato’ dentro i Lupi di Toscana. Più specificatamente 500 alloggi in housing sociale”.

“Un vero e proprio cambio di politica urbanistica – continua Grandi – ma anche di politica abitativa che preoccupa non poco, chi, come noi, ha ben presente quali e quante sono state le distorsioni che gli interventi di social housing hanno portato in città e anche in altre realtà nazionali. Le esperienze non sono state positive soprattutto perché più finalizzate alle aspettative (economiche) dei costruttori che a quelle degli inquilini, che si trovano a pagare affitti non certo calmierati e comunque non adeguate alla crisi economica che sta bersagliando le famiglie. Crisi economica ben descritta ed analizzata sia dall’Ossevatorio regionale Toscano sulla condizione abitativa, sia dal rapporto Nomisma / Federcasa, che ha delineato una situazione a tinte fosche, descrivendo la difficoltà di una fetta sempre più larga di famiglie in affitto in condizione di disagio abitativo che vorrebbero e dovrebbero rivolgersi verso l’edilizia residenziale pubblica”.

Conclude la segretaria del Sunia Firenze: “Meno caserme e più case popolari: questo è un principio un po’ vintage, ma che rende bene l’idea di come si può realizzare un ‘sogno’ per far fronte alla grande fame di alloggi con canoni accessibili a Firenze e di come, una volte per tutte, sarebbe possibile non affiancare più alla parola casa, la parola emergenza”.

Insomma, la questioneè semplice – dice ancora Laura Grandi – riteniamo che insistere sul social housing come unico strumento per rispondere al fabbisogno abitativo sarebbe miope e l’occasione della riqualificazione dei Lupi di Toscana potrebbe essere l’opportunità giusta per avviare un piano per l’edilizia popolare, l’unica vera soluzione che risponde alle esigenze della domanda più debole ed in difficoltà”.  

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