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L’usura si allarga e scompare alla vista Società

Una situazione che non emerge, che resta sotto il pelo dell'acqua. Sembra sia questa, la particolarità più evidente del reato di usura, uno dei reati che cresce e s'abbevera nel disagio sociale ed economico che la crisi ha indotto nelle famiglie e nelle imprese italiane, in particolare quelle piccole, magari a conduzione famigliare, cui le banche hanno chiuso i cordoni della borsa. Una situazione che s'allarga ma viaggia sotto il pelo dell'acqua, in cu l'omertà che la copre è fatta di tanti motivi, dalla vergogna, dal senso dell'onore, dalla paura, dal terrore che producono gli strozzini che non sono più, o non solo, i “cravattari” ma sempre più spesso affiliati alle cosche.

''La situazione non è particolarmente incoraggiante perché il reato'' di usura ''tende a inabissarsi. E poi la stretta economica non fa che creare terreno fertile. Purtroppo le denunce, nonostante la legge cerchi di favorirle, sono ancora poche". Ecco la sintesi dell'intervento del sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione, che ieri a Lucca ha presentato anche il proprio libro dedicato appunto all'usura. A introdurre l'incontro, il prefetto Giovanna Cagliostro che ha ricordato che ''nonostante sul nostro territorio i casi accertati di usura siano stati solo due nell'anno in corso e uno in quello passato il fenomeno  è presente in maniera preoccupante e non denunciato". All'incontro hanno partecipato anche, tra gli altri, il prefetto di Bologna ed ex prefetto di Lucca Angelo Tranfaglia insieme al prefetto di Firenze Luigi Varatta.

Ma quanto incide l'usura in Toscana? Il rapporto presentato da SoS Impresa nel marzo 2013 (con dati del 2012) parlava di 8.000 commercianti e imprenditori toscani nella morsa dell'usura, vale a dire il 10,6% del totale regionale. Il rischio si presentava molto alto nelle province di Pistoia e Livorno, medio, pur se sempre oltre il livello nazionale, a Firenze, Pisa e Prato, e basso a Grosseto e Siena. E uno dei motivi  del dilagarsi della piaga, è comunque il periodo di crisi economica che esclude commercianti e imprenditori dall’accesso al credito.

E da Libera arrivano anche i dati dei tassi usurai, che cambiano di regione in regione: in Puglia, per  esempio, i clan hanno raggiunto i 240% di tassi annui; in Calabria, nel vibonese, i clan hanno un tariffario  pari al 257% annuo, nel cosentino e nella Locride si scende a 200%. Nelle metropoli si registra il record a Roma con tassi anche vicino al 1500% annui, che scendono però a 400% a Firenze, e a 150% a Milano.

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