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Luxury Palace in Florence: il lusso a Palazzo Capponi per Pitti Moda Cultura

Firenze – Sul Lungarno Guicciardini, al n. 1, appena attraversato l’Arno sul Ponte a Santa Trinita, spicca la facciata rossa del Palazzo Capponi che sorge laddove sembra già esistessero le prime case della famiglia, come scrive Leonardo Ginori Lisci nel secondo volume della sua opera sui Palazzi fiorentini.

Nel Cinquecento la casa grande era di proprietà di un’altra storica famiglia fiorentina, i Vettori. Poco dopo la metà del Cinquecento, la giovane Maddalena Vettori rimase orfana del padre Bernardo. La sua dote era cospicua, data la ricchezza della famiglia. I pretendenti di certo non mancavano, ma la giovanetta era innamorata del giovane gentiluomo Ludovico Capponi e, nonostante le pressioni del Duca Cosimo I, si rifiutò di sposare i pretendenti protetti dal signore di Firenze. Infine, con l’appoggio di Eleonora di Toledo, moglie del Duca, i due innamorati convolarono a nozze nel 1557. La coppia fu poi molto apprezzata e onorata dalla corte fiorentina e dagli stessi duchi che i due giovani scortarono a Roma in occasione dell’ incoronazione a Granduca di Cosimo I. Gli sposi, amanti delle arti, abbellirono la loro casa sul Lungarno con opere d’arte e fra il 1583 e il 1590 Bernardino Poccetti affrescò il Salone del piano nobile con un ciclo sui fasti della famiglia Capponi e delle famiglie con cui si erano imparentati.

In occasione delle manifestazioni di Pitti, nelle sale a pian terreno è ospitata in questi giorni, fino al 15 di gennaio, una raffinata esposizione dedicata a quanto di più eccellente può essere realizzato dall’artigianato fiorentino e italiano che, pur affondando le radici nella tradizione, la rinnova proponendo nuove e artistiche soluzioni compatibili con il gusto attuale. L’esposizione gode del patrocinio del Comune di Firenze.

Come scrive la Signora Bona M. Bonarelli sulla scheda che apre la cartella d’informazione, “Luxury Palace racconta il lusso e il tesoro racchiuso nell’eccellenza dell’artigianato, cuore della tradizione fiorentina e italiana”. Sono perfettamente d’accordo con la Signora Bonarelli.

Data certamente la difficoltà di ripresa dopo la crisi che ha investito l’Italia e l’Europa, qualcuno, o forse diverse persone, potrebbero pensare che il lusso sia cosa superflua. Al contrario, bisogna invece pensare che questo specifico settore produce lavoro e soprattutto lavoro d’alta classe, dove giovani dotati di talento e di passione possono esprimere le loro capacità. La polemica sul lusso è stata, nel corso della storia, argomento ricorrente e spesso strumentalizzato, senza comprendere quanto questo settore, seppur rivolto ad un alto target d’interessati, possa essere invece un vettore trainante della ripresa economica e sociale.

Entriamo dunque nella prima sala dove, davanti ad un ampio camino rinascimentale, troneggia una tavola apparecchiata (vd. Immagine di copertina) con una candida tovaglia arricchita da pizzo nero, presentata dalla ditta Baroni fondata nel 1912, ma che attraverso il canale trade costituito da aziende che distribuiscono prodotti della ditta nei loro punti vendita in Italia e all’estero. Sulla tavola spiccano, a contrasto di colore sottopiatti, posate e brocche d’argento dorato a forte spessore della ditta argentiera fiorentina Pampaloni, nota dal 1902, che vantando una splendida tradizione, rinnova le forme rivolgendosi al gusto del committente attuale. Sui sottopiatti si posano piatti in porcellana bianca con motivi a volute rococo (Figura 1). Al centro della tavola spicca un vaso “a cratere” di cristallo molato con rifiniture dorate del laboratorio Locchi che, dalla fine dell’Ottocento, restaura, mola e incide oggetti in cristallo. Della stessa ditta sono i bicchieri. Nel grande vaso sopra descritto, la bella composizione di fiori è opera de “La Fioraia” ossia della collaborazione di due coniugi che lavorano insieme nel loro negozio fiorentino, attenti alla selezione delle sfumature e ai colori dei fiori da abbinare.

Figura 1

 

Nella stessa sala, a destra entrando, sopra un bel tavolo di “Garage Bagù” sono esposti deliziosi abiti ricamati a punto smock per bambine, scarpette e altri capi infantili, opera della stessa ditta Baroni. Anche qui, sul tavolo, come nelle altre sale, i vasi con le composizioni floreali sono opera di “La Fioraia”. Completano l’esposizione di questa sala due abiti da gran sera di Gianni Calignano, stilista pugliese di Nardò che è emerso come protagonista nel 1986 con la sua prima collezione. Il primo abito nero è realizzato in tessuto operato e scintillante di luce. Il secondo abito è bianco con il corpetto interamente ricamato a mano con paillettes e perle e con gonna a molteplici balze plissettate di taffetà bianco che formano strascico. Calignano ha aperto il suo primo atelier a Roma nel 1987. Dal 2010 inizia a creare abiti da sogno per le spose.

Da notare ancora i gioielli di alta classe di Vennari Gioielli, con sede nell’antica torre di via Tornabuoni. In particolare di Olivia Vennari sono gli anelli con diamanti (Figura 2) e tre set di orecchini e anelli abbinati realizzati con pietre preziose in tre diverse varietà di colore.

Figura 2

Merita attenzione in questa sala anche una macchina da caffè ricavata da un motore.

La seconda sala, ospita comodi e lineari divani di Tosconova, azienda che dal 1963 produce mobili imbottiti , mentre i tavoli sono di Garage Bagù. Da notare anche il lampadario centrale in stile di Gherardo degli Albizzi, opera proveniente dalla fabbrica di lampadari artistici fondata nel 1960 dallo stesso Gherardo degli Albizzi. Ancora in questa sala, un divano e un grande puff ricoperti di velluto bianco con sottili profilature nere, fronteggiano una candida vasca da bagno sostenuta da sfere dorate di Devon & Devon seconda generazione nata dalla ditta Tanini che si è specializzata nell’arredo per il bagno. Completa la vasca la rubinetteria dorata.

Sui tavolini ai lati del divano bianco sono disposte pochettes ed un necessaire per la toelette maschile in pelle di MVA Barbara Ricchi che da trenta anni realizza pezzi unici per le più famose griffe di moda. Della stessa stilista è presente in questa sala una splendida creazione che unisce la tradizione di una valigetta beauty case di superba bellezza alla tecnologia più attuale (Figura 3). Si tratta di un pezzo unico di Barbara Ricchi che, presentato ad Hainan in Cina, ha riscosso un vero successo. Ricordiamo anche che, oltre alla creazione di capsule di pezzi unici, l’imprenditrice conserva un ricco archivio di pezzi collezionati via via negli anni , con possibilità di consultazione per professionisti, stilisti e designer.

Figura 3

Al centro della sala in una vetrina isolata spiccano pezzi pregiati di gioielleria di grande interesse per la loro originale bellezza e purezza di linea, ma anche per la speciale formula di articolazione dello snodarsi morbido di un bracciale di diamanti, e per la raffinata cura della superficie satinata della splendida clutch (Figura 4) che ricorda l’effetto serico di un antico taffettà, sopra il quale si distende un tralcio d’edera. Ingegnosa è pure la forma della clutch che facilita la presa della mano femminile, come pure sono interessanti le diverse possibilità di apertura che rivelano l’interno foderato di velluto grigio chiaro. Tanto raffinato lavoro si deve a un giovane creatore e disegnatore di gioielli, Filippo Bertani, che a Firenze ha fondato un laboratorio orafo, dove lavorano maestri orafi dei migliori per realizzare in oro e pietre preziose quanto Filippo Bertani disegna.

Figura 4

Con grande interesse ho apprezzato gli elegantissimi originali abiti di “Mutadesign”, ossia di Odile Orsi, fashion brand bolognese, che rivisita gli anni sessanta (periodo da me molto amato) per la lunghezza mini, la linea svasata strutturata geometricamente, ma alleggerita da motivi floreali ricamati o broccati su seta, lana, cotone, oppure disegnati a colore sul tessuto (Figura 5). Accompagnano questi abiti morbide giacche-Kimono in velluto con fodere di seta a contrasto di colore che stabiliscono un rapporto originalmente dialettico con la linea geometrica degli abiti.

Figura 5

Si segnalano i più che graziosi cappellini di Marzi, ditta nata a Firenze ai primi del ‘900: piccole toques nere con fiocco, oppure cappellini a forma di piccola cornucopia in beige e nero simili a conchiglie ritorte, acconciature formate da soffici impalpabili piume bianche. Si tratta di una eleganza che sottolinea una femminilità civettuola ispirata direi alle linee degli anni Cinquanta, sia pur rivisitate in chiave attuale.

Accanto al tavolo dove sono esposti i cappelli , sono allineati su manichini le creazioni in pizzo di Calais, seta duchesse e satin di seta che rivelano la romantica vena ispiratrice di Pink Memories che dal prêt-à-porter, ha sviluppato una ben riconoscibile linea haute-couture di abiti da sera che in alcuni capi rievocano le forme estetizzanti del primo Novecento e la seduzione dei sottabiti degli anni Cinquanta.

Sui sofà e le poltrone con cui sono allestite le sale, sono disposti cuscini in velluto operato e in seta di Fondazione Lisio e anche le finestre sono schermate da tessuti della stessa famosa tessitura di dannunziana memoria.

L’ultima sala, dedicata all’ uomo, propone tutto ciò che può servire a un gentleman, ma presenta anche, accanto alle classiche soluzioni, interessanti alternative per uno stile che, pur sempre elegante, è declinato con raffinata nonchalance da due giovani ragazzi ventenni, Bruno e Andrea che, pur impegnati in ambiti professionali che richiedono rispetto per regole comportamentali e vestimentarie, rinnovano uno stile troppo standard e uniformante, creando in primis per loro stessi personalissimi particolari che rendono assolutamente uniche le cravatte di seta di Como o di lana con fodere in chiffon di seta a fiori creando contrasto col tessuto più classico. Abbiamo così capi che, pur rispettando le regole della professionalità, possono essere divertenti e soprattutto unici. Così sono anche le cravatte in lana, seta e pizzo nero di Bram (Figura 6).

Figura 6

Spicca in questa sala l’alta classe sartoriale delle giacche, degli smoking e del morbidissimo tabarro in due diverse tonalità di grigio di Vito Panetta che a 9 anni ha iniziato l’apprendistato a Napoli e nel 1949 apre la sua   prima sartoria su misura a Roma. Importanti sono anche le camicie e i papillon.

Sul tavolo rotondo, al centro della sala spiccano le scarpe su misura di Saskia, ossia Vivian Saskia Wittmer, attiva da più di 15 anni nel centro storico di Firenze. Accanto a queste sono esposti i leggeri cappelli estivi di Memar, ditta storica della famiglia Meucci, attiva a Firenze da più di 100 anni e ora arrivata alla quarta generazione.

Alle pareti, nella scaffalatura sono allettanti i prodotti da toelette maschile di Aqua Flor, casa creata nel 2009 dal maitre Profumer Sileno Cheloni e insieme i pennelli da barba, gli specchi che ingrandiscono, le candele della cereria Migone e le montature da occhiali di AL. E. Ro, ma anche di ottima qualità sono le telerie di Alessandro Di Marco per il letto e la casa e poi i plaids, coperte, sciarpe e stole di Cecchi e Cecchi in cashmere, lana, lino con innovazioni nelle tecniche di lavorazione.

 

Un cordiale ringraziamento da parte dell’autrice di questo articoli agli espositori che, accogliendomi con grande gentilezza, sono stati generosi d’informazioni sui procedimenti tecnici, sui materiali e i particolari.

Hanno collaborato alla realizzazione del Luxury Palace Firenze: Elio Di Franco, Olivier De Molina, Raoul Flori, Francesco Giani, Warren Knight, Valentina Moscardini, Enrico Poli, Roberto Tortoli, Selena Viaggi.

Espositori: AL.E.RO Eyewear, Aqua Flor Firenze, Baroni, Argenti e porcellane Pampaloni, Filippo Bertani, Bram, Cecchi e Cecchi, Devon &Devon, Alessandro Di Marco, Gherardo Degli Albizzi, Fondazione Lisio, Garage Bagù, Immagine Italy, Gianni Calignano, La Fioraia, Moleria Locchi, Marzi-Firenze, Memar-Meucci Accessori Firenze, Mutadesign by Odile Orsi, Migone cereria, MVA Barbara Ricchi, Opera Catering, Panetta Tailor, Paolo Paoletti gallerista, Pink Memories Haute Couture, Pol Roger, Saskia scarpe su misura, Sopra sotto paralumi, Tosconova mobili imbottiti, Superveloce Mechanical Art Devices, Vennari Gioielli.

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