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M5S in difficoltà a Firenze, frattura base-candidati? Politica

Mentre Grillo attacca a testa bassa dal cuore della "peste rossa", come ha chiamato la Toscana grazie alla sua ben nota fedeltà alla sinistra, a Firenze qualcuno è forse già contagiato dal morbo. Non esattamente quello della "peste rossa" (non ci risultano passaggi in file nemiche) ma,dopo mesi di battaglie e di unità, proprio nel clou delle amministrative si ode un silenzio di piombo. Forse per evitare che qualcuno copi il programma M5S, come qualcuno candidamente dice, o meglio, scrive? No, non è certo per questo: pare invece che al riparo da occhi indiscreti, si stia consumando una frattura apparentemente banale ma, visto lo spirito del movimento, estremamente pericolosa. Vale a dire, lo scollamento fra gli eletti nella lista per la candidatura a Palazzo Vecchio e la base. Insomma, potremmo assistere al realizzarsi del vecchio distico: "chi di spada ferisce ….". E che a pagare dazio a questo morbo letale per la poltica, qualsiasi politica, sia proprio il M5S, che si è sempre proposto come "anticorpo" a questa malattia, ebbene, rende la cosa se non altro curiosa.

A lamentare la spaccatura sono gli stessi attivisti del Meetup fiorentino frequentato dai grillini locali. E' una candidata in consiglio comunale a chiedere attraverso il Forum pubblico "un'assemblea di cui abbiamo estremamente bisogno" per ricompattare il gruppo.
Cosa è accaduto? Molti i malumori e le delusioni conseguenti alla scelta dei candidati per la lista alle Amministrative 2014. Ben 16 i candidati votati nella famosa assemblea "per curriculum e per meriti" che poi si sono ritirati, con un forte mal di pancia, costringendo gli organizzatori a rivedere l'intera lista.

Non sono piaciute le regole, non sono andate giù le votazioni che hanno premiato persone unitesi in ritardo e che hanno surclassato candidati con anni di attivismo alle spalle. Troppi i presunti "approfittatori" che si sarebbero gettati nella mischia ambendo ad un posto di lavoro in Consiglio Comunale e non ad un ruolo di rappresentanza politica.
Ma gli "anziani" del gruppo non hanno fatto niente? Forse, è il parere dei malpensanti, ma restiamo sul forse, la possibilità di ambire a seggi regionali e nazionali con un portafoglio di voti cospicuo, ha portato a compiere quel passo indietro sul Comune di Firenze che adesso comporta questa situazione.
Ad essersi lentamente defilato dalle scene è stato anche il portavoce storico, Andrea Vannini, l'unico che fino a dicembre 2013 abbia tenuto attivo il canale tematico dedicato alla creazione di un Programma elettorale. Solo a fine marzo qualcuno si è affacciato all'interno della discussione intitolata "Programma per le Amministrative 2014" ma senza rinvigorirla tanto che altri utenti ne hanno sollecitato una rianimazione.

Il sentore di alcuni delusi, che auspicano di potersi riorganizzare puntando così alle prossime elezioni regionali, è che sulla scia della competizione Europea i voti al Movimento su Firenze non dovrebbero mancare, i sondaggi danno infatti i grillini tra il 12 ed il 15%
Qualche bocca più avvelenata sentenzia: "Se non si fanno più vedere e non parlano più rischiano di portare Nardella al ballottaggio, se parlano invece perdono voti",  il più classico epilogo del C'eravamo tanto amati.
Un silenzio elettorale dunque che dovrebbe nascondere una impreparazione su molti temi che non sarebbero stati trattati direttamente da chi oggi raccoglie l'eredità dei nomi storici ed una conseguente implosione con disaffezione, dove le lotte interne al movimento fiorentino devono restare nascoste. Perché dopo anni di militanza gettati al vento nessuno si è lamentato apertamente? Possiamo solo mettere in campo una riflessione suggeritaci da più voci: sbandierare in piazza il momento di difficoltà sarebbe una pessima pubblicità elettorale e comporterebbe una perdita di slancio anche per coloro che puntano, tra qualche mese, alla Regione Toscana.

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