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Madirò, medici in prima linea per i bambini africani Società

“Madi era un bimbo di un anno e mezzo, nato in un villaggio vicino a Nanoro – racconta Monica Paci, una delle dottoresse fondatrici dell’Associazione – Orfano di padre, è arrivato al centro medico di Nanoro con la madre e lo zio paterno. Madi aveva la malaria, era in condizioni molto gravi, probabilmente trascurato da giorni. Il ritardo nella diagnosi è normale in un centro periferico come Nanoro; gli altri villaggi possono essere a giorni di cammino e spesso viene prima consultato il guaritore locale; solo quando il quadro clinico si aggrava e i genitori si rendono conto che le cure non funzionano, iniziano il cammino verso il centro. Madi aveva già la malaria cerebrale quando è arrivato a Nanoro, era piccolo, malnutrito e gravemente anemico. Nonostante le cure ed il trasferimento alla pediatria della capitale – continua Monica Paci – Madi non ce l’ha fatta. A Nanoro non c’è ossigeno, non c’è possibilità di misurare i livelli di glicemia e di emoglobina rapidamente, è difficile reperire le sacche di sangue da trasfondere, non è possibile monitorare in continuo i malati più gravi, non c’è una stanza dove non faccia un caldo torrido e protetta dall’ingresso degli insetti. Non c’è la possibilità di lavare i bambini, mantenendo accettabili le condizioni igieniche. Da tutto questo – conclude Monica Paci – è nata l’esigenza di creare ‘Madirò-Medici per lo sviluppo’, come una possibilità per migliorare le cose, per portare parte delle nostre competenze e per cercare di formare personale locale e creare delle strutture che possano poi essere gestite in autonomia. Il nostro lavoro inizia a Nanoro per continuare ovunque ce ne sia bisogno”.
“In Burkina Faso, così come nella maggior parte dei paesi africani – spiega il professore Paolo Lionetti del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Firenze – le patologie più frequenti sono quelle infettive. Nella stagione delle piogge proliferano le zanzare, vettori della malaria e i piccoli bacini di acqua temporanei diventano luogo di trasmissione di patologie urinarie e gastrointestinali; nella stagione secca si diffondono invece le infezioni respiratorie e le malattie a potenziale epidemico come il morbillo e la meningite. La diffusione di queste patologie è aggravata dalle scarse condizioni igieniche e dalla mancanza di educazione igienico-sanitaria di tutta la popolazione. I bambini, nella fascia di età tra i 6 mesi e i 5 anni, spesso malnutriti, sono i soggetti più a rischio”.
“Madirò collabora dal 2008 con la Regione Toscana, il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Firenze ed il Centro Medico di Nanoro, ad un progetto che ha portato alla realizzazione di un reparto di Pediatria, a cui è stato annesso il Centro per la rialimentazione che si occupa dei bambini malnutriti. Inoltre Madirò ha promosso un accordo con la Scuola di Specializzazione in Pediatria, che prevede per i medici in formazione in pediatria di svolgere un periodo lavorativo e formativo di quattro o più mesi nel Centro Medico di Nanoro. “Con il Meyer di Firenze- precisa Lionetti- lavoriamo a un progetto di collaborazione con l’ospedale San Camille di Nanoro che si trova in una zona rurale del Burkina Faso, con villaggi di capanne sparsi nelle campagne. I nostri specializzandi vanno lì ed è un’esperienza eccezionale dal punto di vista medico e umano. Io coordino questo progetto e ci vado periodicamente”.
Grazie all’associazione Madirò, in questi cinque anni, molti altri progetti sono stati realizzati: al Centro Medico di Nanoro oggi sono in funzione 30 pannelli che garantiscono circa la metà del fabbisogno energetico del centro; nel reparto di Pediatria, dal 2008 sono stati forniti concentratori di ossigeno portatili, con deumidificatori che, al bisogno, possono essere trasferiti in qualsiasi stanza o ambulatorio. A novembre 2010 sono stati posti 210 metri di canalizzazione per l’ossigeno per la sala delle urgenze del Reparto di Pediatria. Inoltre dal 2009 è stato istituito un servizio di endoscopia digestiva la cui attività si realizza attraverso la formazione in loco, da parte del personale medico ed infermieristico espatriato, di personale burkinabè che lavora presso il Centro Medico di Nanoro.
E’ nata, poi, la campagna “Adotta un paziente” per coadiuvare l’attività del reparto di pediatria in un paese in cui il sistema sanitario è di tipo non assistenziale e tutte le prestazioni sono interamente a carico del paziente. Spesso le famiglie non hanno i soldi per portare a termine i programmi di rialimentazione del loro bambino o non sono in grado di pagare per un intero ciclo di terapia e ai pazienti vengono interrotte le cure prima del tempo necessario per guarire. Tramite le adozioni è possibile garantire una presa in carico dei pazienti per tutto l’iter diagnostico e terapeutico.
Per il futuro sono in cantiere tanti altri progetti, tra cui quello di produrre una farina arricchita, partendo da ingredienti locali, per il recupero nutrizionale dei bambini con malnutrizione moderata, e il progetto di istituire un servizio di cardiologia attraverso la formazione in loco di un medico e due infermieri burkinabè che lavorano presso il reparto di medicina.
Per info: MADIRÒ- Medici per lo sviluppo Onlus, via F. Granacci, 2 -50012 Bagno a Ripoli (FI) Fax 055.632051

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