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Madonne e crocifissi: le incertezze delle attribuzioni Opinion leader

Ma il bravissimo Soprintendente all’Opificio, dr. Ciatti, è abituato ad andare coi piedi di piombo, come del resto un ‘mestiere’ così delicato richiede: alla conferenza di presentazione  ha lasciato che tutti i tecnici, restauratori e storici dell’arte esprimessero la loro opinione ma , con uno stile ammirevole , non è andato oltre. La Madonna è bellissima, di esecuzione raffinata  e preziosa. I confronti stilistici e materiali che uno storico dell’arte ( e un restauratore che la ‘spoglia’, come in questo caso, di un ‘cappotto’ incredibile di strati di vernice )  possono  fare sono in grande misura a favore di una suggestiva vicinanza allo scultore quattrocentesco, da come è trattata la terracotta,  dal Bambino così simile ai famosi putti di Donatello, dalla acconciatura e  dal velo della Madonna .Ma è forse l’eccesso di ricercatezza del decoro e una certa mancanza di vigore che cede alla grazia  ancora goticheggiante, specie  nel panneggio e nell’abito di Maria che .-.a mio modesto avviso.-. non danno la sensazione del  graffio del Maestro, anche se giovane. E’ una sensazione, ripeto, senza altra pretesa. Il Bambino certo, nella bella modellatura , fa pensare al richiamo più facile, quello donatellesco. Ma a me sembra uno stile composito, certo da primo Rinascimento, ma un po’ incoerente per parlare di Donatello, pur giovane.

Per fortuna l’esperienza ha insegnato  e,  a parte qualche intemperanza giornalistica , tutti quelli che contano sono stati temperati. Perché anche il Crocifisso cosiddetto di Michelangiolo era molto bello, ma a un osservatore disinteressato , risultava di molta delicatezza , ma  di  poco vigore e personalità, tanto che dava qualche dubbio nel pensare a Michelangiolo, anche in quel caso,  ‘giovane’.La giovinezza , di solito poco nota, di un artista, come l’età estrema, sono sempre stati il refugium peccatorum dell’artista stesso e soprattutto dei suoi  esegeti.

Comunque la bella Madonna, non essendo fortunatamente in vendita, se ne tornerà nella pace  della chiesa di San Francesco a Citerna , per la devozione e l’orgoglio dei suoi compaesani, che da seicento anni ci convivono, la sentono cosa propria , come dovrebbe essere per ogni opera d’arte viva e vera, quale che sia l’ autore , la committenza e quant’altro.

Anna Maria Piccinini

Foto: http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_1851090604.html
 

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