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Vertice Nazionale Antimafia rilancia l’impegno per la legalità Politica

Se pensate che il problema del "traffico", che affligge la città di Palermo, secondo il personaggio di un noto film di qualche anno fa, sia una questione tutta italiana, vi sbagliate di grosso. Oggi la mafia non è più soltanto un affare di "casa" nostra: la criminalità organizzata ha infatti allargato i suoi confini, fino ad espandere i propri tentacoli in tutta Europa. Con questa premessa si è tenuto sabato 19 novembre, presso la Sala della Limonaia "Antonino Caponnetto" di Villa Montalvo, a Campi Bisenzio, il 16esimo Vertice Nazionale Antimafia, promosso dalla Fondazione Caponnetto ed intitolato "Europa: colonizzata dalla mafia?", al quale hanno partecipato, fra gli altri, il Procuratore Nazionale Antimafia Piero Grasso, il Parlamentare Europeo Rosario Crocetta, da sempre impegnato nella battaglia per la legalità ed il senatore della Repubblica e componente della Commissione Parlamentare Antimafia Giuseppe Lumia. Già, legalità, questa sconosciuta. "Ormai la violazione della legge non fa scandalo – ha affermato il Procuratore generale della Toscana Beniamino Deidda – tanto che in Parlamento abbiamo deputati accusati di fare affari con la mafia. Sembra proprio che la politica abbia rinunciato alla sua dimensione etica, ma il legame tra essa e la mafia va reciso. Non basta però il lavoro dei magistrati, serve un impegno concreto da parte di tutto il corpo istituzionale". Il pensiero corre subito al discorso sulla legalità del neo-presidente del Consiglio Monti, a cui il responsabile nazionale dell'Area legalità e Sicurezza della CGIL Luciano Silvestri lancia un'appello, affinché lo Stato, il "grande assente" dalle questioni legate alla lotta contro la criminalità organizzata, si impegni con gli strumenti legislativi sui vari temi collegati ad essa, tra cui, ad esempio, il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle mafie. "La confisca dei beni è uno degli strumenti di maggior efficacia nella lotta alle mafie – ha dichiarato Silvestri – ma troppo spesso le cooperative che si impegnano in questa difficile attività sono lasciate sole, quando invece dovrebbero essere tutelate e sostenute. Non dimentichiamo che oltre al contributo fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata, le cooperative rappresentano un'esperienza unica di riscatto sociale e di aggregazione, in modo particolare per i tanti giovani che ogni anno lavorano nei campi". Ma allora non sono tutti bamboccioni? No, i giovani sono la speranza della nostra società, secondo Donatella Porzi, Assessore alla Cultura e alle Attività Sociali del Comune di Perugia, che coinvolge i ragazzi delle scuole in attività volte a diffondere l'educazione alla legalità. "Dobbiamo scalzare dalla nostra mentalità la tendenza a delocalizzare responsabilità e coscienze – ha affermato Porzi – ed iniziare a dare ciascuno il proprio contributo, a partire dalla quotidianità, attivando un processo continuo di sensibilizzazione verso i temi della lotta alla mafia, in particolare tra i più giovani", come suggeriva Borsellino, affermando: "Purtroppo i giudici possono agire solo in parte nella lotta alla mafia. Se la mafia è un'istituzione antistato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando giovani alla cultura dello Stato e delle istituzioni". 

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