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Maggio, De Zordo e Grassi: “Perché addebitare già in passivo 4,3 milioni di euro?” Dibattito politico

“Fino a qualche mese fa l'Amministrazione comunale lavorava nella direzione di ridurre il debito della Fondazione del Maggio. Non avevamo condiviso le modalità con cui voleva arrivarci, visto che il sindaco Renzi era giunto a dire che se i lavoratori avessero accettato una ulteriore forma di flessibilità si sarebbero evitati i licenziamenti, e ha difeso fino in fondo l'operato fallimentare della Sovrintendente Colombo. Ma ora l'aria sembra cambiata e si enfatizza un passivo anche oltre i dati acquisiti.
Come è apparso anche sulla stampa, il bilancio è passato dall’1,5 milione di euro di buco nel preventivo 2012 (Colombo), ai 3 milioni nel consuntivo 2012 (Commissario Bianchi) ai 5,7 nel preventivo 2013 per arrivare nell'ultima comunicazione del Commissario alla cifra davvero incolmabile di ben 9 milioni. Come si arriva a questa cifra?
Semplice, si sommano alle varie voci di bilancio anche 1,4 milioni di euro per una causa coi dipendenti che ancora deve concludersi e per cui ci potrebbe, perché no, essere una transazione e si sommano anche più 3 milioni di euro per la causa con la Manifattura Tabacchi.

Ora invece sembra che dopo aver chiesto sacrifici ai lavoratori – e finalmente aver ridotto i compensi alla direzione – più nessuno creda che il Maggio possa avere un futuro, e così il buco diventa gigantesco.
I magazzini del teatro prima dell'arrivo del Commissario straordinario nel 2005 erano ubicati in locali della ex Longinotti all'Osmannoro, locali avuti dal Comune a titolo patrimoniale e che vennero dall'allora Commissario Nastasi messi in vendita per rendere il bilancio 2006 in attivo di circa 1 milione e mezzo di euro.
Premettiamo che l'art 23 della legge 800/67 recita "i Comuni nei quali ha sede l'ente lirico o l'Istituzione concertistica, sono tenuti a mettere a disposizione dell'Ente o Istituzione medesimi, i teatri e i locali occorrenti per lo svolgimento dell'attività"; in questo caso con l'accordo del Comune fu trovata una sede alternativa per i magazzini, la Manifattura Tabacchi appunto, che sarebbe dovuta servire come sede temporanea in attesa di trovare un luogo adeguato e per la quale nel giugno 2007 fu stipulato un contratto in comodato d'uso fino al settembre del 2008.

Ricordiamo, già che ci siamo, che per effettuare il trasloco furono spesi all'epoca 500 mila euro rottamando e perdendo un patrimonio scenografico preziosissimo. Da allora i magazzini del Maggio sono rimasti nei locali della Manifattura Tabacchi fino ad oggi facendo registrare una penale altissima che ha portato ad una vertenza in via di transazione con una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni di euro, come dichiarato dal Commissario nel corso delle varie riunioni e per la quale ha detto di dover aumentare il fondo rischi ed oneri che era stimato a 2.420.000 (era omnicomprensivo) e che porta ad uno sbilancio ulteriore nel 2012.
La Fondazione ha citato il Consorzio (proprietario della Manifattura) per incongruità della penale rispetto al valore di canone ma non si capisce perché l'abbia fatta la Fondazione anziché il Comune; dato che il Comune dove ha sede la Fondazione ha l'obbligo di mettere a disposizione i locali per lo svolgimento dell'attività come mai la Fondazione deve pagare? perché devono pagarla i lavoratori? Quali responsabilità ha il Comune sia oggi come allora?
E in definitiva, non è che ora si cerca di dimostrare che il maggio NON è salvabile, cosicché dopo aver chiesto ai lavoratori i ben noti sacrifici, si tende a chiudere tutto e ripartire con una nuova Fondazione che rompe definitivamente con la tradizione e l'eccellenza della produzione artistica del Maggio?”.

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