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Maggio, è crisi. Tiro incrociato delle opposizioni sul duo Renzi-Colombo Cronaca

Dunque, ci siamo. Stamattina, dopo aver partecipato al cda del Maggio musicale fiorentino, il sindaco Matteo Renzi ha pronunciato quella parola, crisi: ''Oggi il cda del Maggio musicale fiorentino ha formalmente aperto le procedure del cosiddetto stato di crisi''. 
La crisi del Maggio, da tempo ventilata, ritirata, irrisa e dichiarata risolta, è arrivata. In soldoni, significa l'autorizzazione, da parte del cda, dell'avviamento delle procedure di mobilità per almeno 50 lavoratori. Infatti, l'obiettivo, spiegato dallo stesso Renzi è "ridurre il costo del personale e rimettere in paro i conti". In 120 giorni, questo il termine annunciato dallo stesso Renzi, l'obiettivo è "arrivare a un accordo per incentivare all'esodo alcuni lavoratori che voglio andare via, per recuperare lo squilibrio che c'è'.

Insomma, l'obiettivo è portare il bilancio del Maggio musicale fiorentino al pareggio strutturale, mai raggiunto prima d'ora. E la strada, a quanto si legge in una nota diffusa dopo la conclusione del cda, è la prosecuzione di un percorso che " comprende una nuova verifica di riduzione dei costi, un'attività che porti all'aumento dei ricavi per ulteriori 2 milioni di euro e l'avviamento, autorizzato all'unanimità dal cda, di procedure di mobilità". Su questo percorso, si legge nella nota, è stata ''già recepita un'apertura delle organizzazioni sindacali''.

Apertura, quella della Cgil, che si rivela disponibilità al confronto senza rinunciare a garanzie "di equità e sostenibilità". Vale a dire? Lo spiega Silvano Ghisolfi, rappresentante Cgil nella Rsa del Maggio, premettendo che la disponibilità al confronto non può voler dire che si può "scaricare su altri l'obiettivo del pareggio di bilancio. Ieri, assieme agli altri sindacati, abbiamo incontrato la direzione del teatro, ma la sovrintendente non ci ha parlato dello stato di crisi"

"Ai rappresentanti sindacali è stato chiesto – spiega Ghisolfi – di firmare un accordo che prevede più flessibilità e stop agli straordinari". Disponibilità a discutere anche in questo caso, ma, spiega il rappresentante sindacale, "occorre fare chiarezza sull'intervento strutturale. Di che numeri si parla ? Ad oggi – ricorda – al Maggio ci sono 376 dipendenti a tempo indeterminato, ma negli ultimi 12 mesi sono andate via 16 persone, peraltro con accordi individuali. Allora, i 50 prepensionamenti previsti per il 2012 comprendono o no questi 16? E poi altri esodi sono previsti per il 2013: non si può sempre alzare l'asticella durante il confronto''.

Intanto le opposizioni di destra e sinistra si scatenano. Il duo Renzi-Colombo è sotto il tiro incrociato. "Lo stato di crisi dichiarato dal sindaco è la dimostrazione del fallimento di Matteo Renzi e della sovrintendente del Maggio musicale Francesca Colombo, che il sindaco ha fortemente voluto a Firenze''. E' la sostanza della nota diramata dal capogruppo Pdl in Palazzo Vecchio Marco Stella e Mario Tenerani, vicepresidente della commissione cultura. ''Da sempre – spiegano i due consiglieri – abbiamo evidenziato le criticità del Maggio, chiedendo un vero piano industriale, che non abbiamo mai visto in questi due anni e mezzo in cui Renzi ha presieduto il cda della fondazione''. Per Stella e Tenerani ''Le scelte di risanamento devono passare attraverso un piano industriale, ma il piano, se il sindaco e la Colombo chiedono condivisione, deve passare attraverso il dibattito del consiglio comunale''.

Nell'intervento del coordinatore fiorentino del Pdl Gabriele Toccafondi si coglie una certa disponibilità verso il sindaco: se per decenni, ricorda l'onorevole, le critiche del centrodestra alla gestione del Teatro venivano irrise dalla "sinistra", ora che ''anche la sinistra c'è arrivata, se Renzi vuole dare un futuro al Maggio noi siamo con lui''. Negli ultimi anni, ricorda ancora Toccafondi, la perdita complessiva del Teatro "è stata di otto milioni".

Sull'altro fronte la musica, è proprio il caso di dirlo, non cambia:  per i consiglieri comunali Ornella De Zordo (perUnaltracitta') e Tommaso Grassi (Sel) ''siamo di fronte al fallimento più completo della dirigenza della Fondazione del Maggio musicale fiorentino, capitanata dal duo Renzi-Colombo. L'annuncio del sindaco Renzi dell'apertura di una crisi e la previsione di almeno 50 licenziamenti ci preoccupa molto, e dimostra che quando chiedevamo un piano strategico nel lungo periodo per la Fondazione non ci sbagliavamo. Il sindaco  relazioni in consiglio comunale lunedì prossimo''.

E aggiungono: "Quando il sindaco Renzi dà la colpa della situazione attuale alle nuove assunzioni all'interno del Maggio non possiamo che ricordare che ancora a distanza di oltre due anni dalla nomina non sappiamo quanto costa alla collettività la sovrintendente Colombo. Inoltre, da quando si è insediato il nuovo Consiglio d'Amministrazione sono aumentati vertiginosamente il numero di direttori, assistenti e abbiamo notizia persino che personale artistico è stato trasferito, con aggravi economici, negli uffici amministrativi e che un contratto di stage a costo zero è stato trasformato misteriosamente in un contratto a tempo determinato con retribuzione – concludono i due consiglieri – sarebbe bene che prima di annunciare esuberi del personale stabile del Maggio, il sindaco Renzi pensasse ai rami secchi che lui stesso ha creato nel suo mandato da presidente della Fondazione". 

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