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Maggio Festival: la Forza del Destino con Mehta e Carlus Padrissa Spettacoli

Firenze – La forza del destino, melodramma in quattro atti di Giuseppe Verdi, rimaneggiato dalla sua versione iniziale di San Pietroburgo fino alla stesura finale per del 1869, opera con una trama difficile e densa di pagine straordinariamente sublimi è il secondo titolo operistico dell’83esima edizione del Festival del Maggio Musicale. Segue l’Adriana Lecouvreur inaugurale e precede Il ritorno di Ulisse in patria di Claudio Monteverdi e l’ultima opera, in luglio, Siberia di Umberto Giordano.

La “Forza” è stata più volte affrontata dal mastro Zubin Mehta, la prima nel 1992, poi nel 2007, nel 2010 e in tour a Tokyo nel 2011, che torna questa volta a dirigerla in un allestimento con la regia di Carlus Padrissa, della compagnia La Fura dels baus. Con La Fura, il maestro aveva realizzato al Maggio una ormai storica, e di enorme successo, Tetralogia wagneriana a partire 2007.

Nel cast composto da Toni Gradsack,  Saioa Hernández (Leonora), Annalisa Stroppa (Preziosilla), Roberto Aronica (Don Alvaro), Amartuvshin Enkhbat (Don Carlo), Ferruccio Furlanetto (Padre Guardiano), Nicola Alaimo (Fra Melitone), Alessandro Spina (Marchese di Calatrava), Leonardo Cortellazzi (Mastro Trabuco), Valentina Corò (Curra), Francesco Samuele Venuti (un alcade), Roman Lyulkin (un chirurgo) e poi i solisti del Coro Ferruccio FinettiLeonardo MelaniLuca Tamani. Le scene sono di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz, le luci e il video sono di Franc AleuCoro e Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Direttore del Coro Lorenzo Fratini.

Dice il maestro Zubin Mehta: “Nella Forza del destino di Giuseppe Verdi, troviamo un po’ di tutto, c’è naturalmente l’amore come in tutte le sue opere, la storia, ma anche il pregiudizio razziale, la guerra, e le buffonerie di Fra Melitone. Solo il genio di Verdi poteva concepire una storia come questa e intersecare tutti questi livelli tra loro. In questo allestimento di Carlus Padrissa di La Fura del Baus, un signor genio col quale collaboro da anni, schieriamo un cast con grandissimi cantanti, voci mondiali che sono in grado di incarnare ogni ruolo e sono molto contento, anzi molto felice, di lavorare con tutti loro!”

“La forza del destino, l’opera innominabile, per ragioni scaramantiche, di Verdi, ha una struttura molto complessa per la compresenza di tematiche spesso contrastanti: l’amore e la morte; la vendetta e il perdono, derivante dal sentimento religioso; il dramma e la commedia, ma su tutto un destino inesorabile che schiaccia tutti i personaggi dell’opera” dice Carlus Padrissa. “I due amanti Leonora e Alvaro, sono due esseri intrappolati dalla forza del destino, due stelle che, quando si scontrano, formano un buco nero e perdono la loro luce. E il destino è come un buco nero nel quale precipitiamo. Le due stelle appunto sono Leonora e Alvaro; il loro incontro genererà un buco nero (che si vedrà all’inizio dell’opera) e da questo buco nero verranno generate delle onde gravitazionali, come un sasso gettato nell’acqua, che influenzeranno tutta l’opera innescando dei legami tra il presente, il passato e il futuro fino al suo finale che appare come una fatalità. Questa è una produzione italiana e catalana – continua Padrissa – e lavorare al Maggio è sempre un piacere e soprattutto con Zubin Mehta che noi alla Fura consideriamo un nostro padrino e essere a Firenze è straordinario, per me è una città davvero magica.”

Nel cast, in una delle tessiture più difficile composte da Verdi, al suo debutto nel ruolo di Leonora, Saoia Hernàndez che dice: “Leonora è una donna perseguitata dal fratello, maledetta dal padre, che vive come un’eremita che alla fine muore a causa di drammatiche circostanze e dal destino; per me interpretarla nei suoi tormenti, in ben quattro arie è molto impegnativo ma è una gioia cantare con Zubin Mehta, con questa regia di Carlus Padrissa, e al Maggio Musicale.”

Nell’impervio ruolo di Don Alvaro, Roberto Aronica, che torna in un ruolo verdiano al Maggio, dopo il Don Carlo (con la regia di Giancarlo Del Monaco) dell’80esimo Festival del 2017, sempre diretto da Zubin Mehta. “Don Alvaro è un personaggio combattuto, fiero e nobile di stirpe regale”, dice Aronica, “è un personaggio dalle tante sfaccettature; amoroso ma allo stesso tempo eroico e nell’interpretarlo è necessario trasmettere i vari aspetti di questo personaggio che lo rendono difficile, uno scoglio, nella carriera di un tenore.”

Il baritono Amartuvshin Enkhbat, nel ruolo di Don Carlo debutta al Maggio Musicale Fiorentino.  Annalisa Stroppa canta il ruolo di Preziosilla per la prima volta: “La particolarità di Preziosilla, a differenza di Azucena è che un personaggio che viene particolarmente caratterizzato da Verdi, giovane, piena di energia, una popolana, è una leader che incita i soldati e li incoraggia, è una grande oratrice. È un ruolo molto bello, molto colorato, accattivante. È un personaggio che arriva da un retaggio donizettiano, come quello di Fra Melitone, quindi da un repertorio antecedente che apre tuttavia a quello grande, il grande repertorio verdiano.”

Ferruccio Furlanetto  interpreta il Padre Guardiano. “Il ruolo mi accompagna dall’inizio della mia carriera: è stata una delle prime cose che il maestro Ettore Campogalliani mi aveva fatto imparare per partecipare ai concorsi o ai concerti che lui organizzava e da sempre, parlo del duetto con il soprano, è un brano che mi ha dato tante, tantissime emozioni; fin da quando ero bambino. Sono felicissimo di poter interpretare di nuovo questo ruolo: l’ultima volta che lo sostenni fu 2 anni fa al Covent Garden a Londra, ed è stato piacevolissimo e lo sarà anche qui senz’altro.”

Nicola Alaimo, Fra Melitone,  ha interpretato Michonnet in Adriana Lecouvreur: “Fra Melitone è un personaggio che fa parte della mia top ten” dice Alaimo “uno di quei personaggi, tra i tanti che ho interpretato, che in me ha lasciato un segno; la coincidenza vuole che io abbia debuttato in questo ruolo nel 2007 proprio con il maestro Mehta e proprio qui al Maggio; Fra Melitone è un personaggio esuberante un po’ antesignano di Falstaff, un buffo brontolone; Verdi in questo capolavoro drammatico compensa i toni cupi dell’opera con questi tratti brillanti che alleggeriscono un po’ la trama.”

Alessandro Spina, alla sua quarta partecipazione nel giro di poco più di un mese al Maggio, dopo Adriana, e le due Tosca  – la recita di Firenze e a Salisburgo – in La forza del destino è il Marchese di Calatrava, il padre di Leonora: “ Il lavoro con Carlus Padrissa sul Marchese di Calatrava è stato molto interessante, ha costruito su di me un personaggio diverso e per questo lo ringrazio: il padre, come lo pensiamo noi, è una figura buona e che protegge, in questa regia invece è pesante e sempre vigile e non lascia in alcun modo libera la figlia.”

“Sono molto orgoglioso di far parte di questo progetto” dice Leonardo Cortellazzi che interpreta Mastro Trabuco. “Quest’opera ha molti contrasti, già nel libretto c’è infatti sia il dramma che la leggerezza sottolineata anche dal mio personaggio e da quello di Fra Melitone; in quest’allestimento un contrasto, per così dire,  lo vedrete tra il grande lavoro musicale fatto da Zubin Mehta, che ci farà ascoltare un Verdi magistralmente diretto quasi come se fosse una incisione discografica perfetta, e quello registico di Carlus Padrissa che è un’esplosione di novità e provocazione. Mi auguro che il pubblico possa godere di questi elementi avanguardistici e stimolanti.”

Cinque recite il 4, 7, 10, 16, alle ore 19 e il 19 giugno alle ore 15.30. Il 6 giugno alle ore 21 l’opera verrà trasmessa sulla piattaforma ITsART. 

Foto delle prove di Michele Monasta

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