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Maggio fiorentino: un grande Festival voluto e progettato da tutta la città Spettacoli

Firenze – A Firenze finalmente un vero Festival del Maggio fiorentino con eventi e fuochi d’artificio, con rarità musicali e personaggi di caratura mondiale accanto a Zubin Mehta e Riccardo Muti. Una grande kermesse di più di due mesi (dal 5 maggio al 13 luglio 2018) che coinvolgerà praticamente tutte le istituzioni e associazioni culturali della città, l’Università e il meglio della produzione artistica nel campo dello spettacolo dal vivo.

Ebbene, ci sono riusciti. Con tutti i disastri economici degli ultimi anni e gli obblighi di tagli e risparmi che hanno spinto nell’angolo una delle principali istituzioni musicali italiane, la nuova gestione del Teatro del Maggio ha messo insieme un programma di alto livello facendo appello alla tradizione del grande Maggio musicale del passato (del quale quest’anno celebra l’81° edizione) e alle esigenze comunicative di una kermesse che si propone di attirare in città i ceti intellettuali e appassionati di cultura di tutto il mondo.

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Innanzitutto, come ogni grande festival che si rispetti, anche quello fiorentino ha un titolo “Dialoghi ai confini della libertà” e un logo d’autore disegnato da Mimmo Paladino: “Un titolo che indaga sul ruolo dell’artista nella società e sul suo rapporto con il potere”, come ha detto il sovrintendete della Fondazione Teatro del Maggio, Cristiano Chiarot alla conferenza stampa di presentazione. Un titolo che viene declinato attraverso autori emblematici come Paul Hindemith, Luigi Dallapiccola, Dimitri Shostakovic. Ma anche con “la Battaglia di Legnano”, con la direzione di Renato Palumbo e la regia di Marco Tullio Giordana, una delle opere più interessanti del primo Verdi.

A segnalare il nuovo carattere diffuso, coinvolgente, aperto alla città del primo Festival del Maggio della nuova era, è la quantità di appuntamenti e di spettacoli del giorno dell’inaugurazione. Si comincia nell’Aula Magna dell’Università con una lectio magistralis di uno dei giornalisti che hanno attraversato progressi e tragedie del Novecento: Bernardo Valli, 88 anni, ha visti da vicino “i confini della libertà”, come ha ricordato il rettore Luigi Dei.

Subito dopo, alla Loggia dei Lanzi, suoneranno gli ottoni del maggio Musicale fiorentino diretti da Giampaolo Lazzeri. Il pomeriggio si apre con l’omaggio a Franco Zeffirelli del coro delle voci bianche del Maggio dirette da Lorenzo Fratini che eseguiranno “il giardino della bizzarria” di Daniele Lombardi, l’artista appena scomparso che ha fatto in tempo a concludere la partitura e a lasciare le indicazioni per il video che sarà portato a termine dagli artisti del Maggio.

Poco dopo, sul piazzale Vittorio Gui i performer professionisti e dilettanti dell’Accademia dell’arte del gesto di Virgilio Sieni daranno vita a “Firenze Ballo 1944 – Grande adagio popolare”, prima che “Cardillac” di Paul Hindemith con la direzione di Fabio Luisi e la regia di Valerio Binasco apra la serie delle grandi opere.

Ma non è finita. Poche decine di metri più lontano, alla Stazione Leopolda, Sang Jijia, coreografo della Dance Company di Hong Kong, presenta in prima assoluta “Re-Mark” prodotto da Fabbrica Europa. E per chiudere anche uno spettacolo pirotecnico dal piazzale Gui.

Brodsky Baryshnikov_The New Riga Theatre_Photo Janis Deinats (3)

Rispetto a quanto è stato annunciato qualche mese fa, il programma del Festival si è arricchito di alcune novità interessanti. Arriva anche una grande star internazionale. Mikhail Baryshnikov grande ballerino internazionale, ma anche attore e regista, artista a tutto tondo, che presenta ai primi di luglio il suo spettacolo Brodsky/Baryshnikov basato sulle poesie di Joseph Brodsky. In questa occasione l’Università di Firenze gli conferirà una laurea honoris causa.

Le opere sono sei, lo stesso numero degli spettacoli di danza: oltre quelle degli autori citati, la filologica Dafne di Marco da Gagliano nella versione che fu rappresentata a Firenze il 9 febbraio 1611 e che avrà come inedito scenario la Grotta del Buontalenti al Giardino di Boboli. Riccardo Muti festeggerà il 50° anniversario del suo debutto a Firenze con un eccezionale Macbeth di Verdi in forma di concerto.

Impossibile fare l’elenco degli oltre 170 eventi previsti in 45 luoghi della città. Per farsene solo un’idea basta contare le oltre settanta istituzioni culturali che hanno collaborato alla realizzazione del Festival con le loro idee, le loro risorse e i loro programmi. Del resto, come hanno commentato i due “direttori d’orchestra” organizzativi, Chiarot e il sindaco Dario Nardella questo mega festival poteva prendere vita solo grazie a questo imponente laboratorio di idee.

 

Foto: sopra Cristiano Chiarot e Dario Nardella

sotto:  Mikhail Baryshnikov (Brodsky Baryshnikov, The New Riga Theatre, Photo Janis Deinats )

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