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Maggio, i conti ancora non ci sono, opposizioni si scatenano Cronaca

Firenze – Tutti contro Bianchi. Perfino l’assessore Federico Gianassi risponde così alle opposizioni in tempesta: “Il 31 marzo il soprintendente Bianchi sarà in commissione per i quesiti tecnici sulla gestione della Fondazione”. Insomma, chiedete a lui. Dunque, potrebbe essere la commissione della fine di marzo l’ultimo atto di quello che la consigliera Cristina Scaletti, Firenze Viva, definisce “una commedia”, oltretutto “senza spettatori”. Già, perché gli atti vengono recitati per un pubblico ristretto di soli attori. “Era il Dicembre del 2012 quando da Assessore regionale alla cultura annunciai il voto contrario al consuntivo del bilancio del Maggio Musicale fiorentino e ne chiesi il commissariamento opponendomi con forza alla gestione Colombo e ai tagli del personale – ricorda Scaletti – poi è arrivato il Commissario nominato dal Governo Francesco Bianchi oggi sovrintendente e la legge Bray con tantissimi fondi subordinati però ad una gestione virtuosa della Fondazione. Ma nessuno oggi conosce quel piano di risanamento, perché ci dicono che sono documenti riservati, così come il bilancio di previsione 2016. I cittadini non devono sapere, il sipario non si deve aprire”. Perché sul piatto sta proprio quel piano di risanamento di cui si sa poco o nulla, quel bilancio di previsione 2016 che verrà reso pubblico, lo ha detto Bianchi a Gianassi, che lo riporta al consiglio comunale “nel momento in cui verrà approvato”. 

Non arretra di un passo neppure Tommaso Grassi, capogruppo di Frs, che anzi chiede, a nome del suo gruppo, le dimissioni di Bianchi. “Bianchi lo vogliamo fuori dalla Fondazione del Maggio. Se è lì perché da Roma qualcuno lo ha catapultato in virtù di altre dinamiche non ci interessa. Sta facendo del male a tutta la città con il suo atteggiamento”.

Conclude Grassi: “E non diteci che tutto è concordato con il sindaco, quando più volte Nardella non sa rispondere alle nostre domande. Ma come è possibile? E poi basta con l’ostruzionismo, vogliamo trasparenza. Anche sulle spese di Bianchi. A questo punto non ci fermeremo di fronte a niente”.

Le spese di Bianchi. E’ Francesco Torselli, FdI-An, a rilanciare: il “dottor Bianchi ha chiesto di essere giudicato sui numeri? Bene, chi vuol essere giudicato per i numeri, deve però essere il primo a fornirli, i numeri, come ad esempio quelli che riguardano i suoi compensi: oltre ai 190.000 Euro di stipendio, oltre ai 10.000 Euro di premi, il sovrintendente ha avuto altri rimborsi dalla fondazione del Maggio Musicale?”.

Interviene Mario Tenerani, Forza Italia, che  richiama la consulenza esterna utilizzata da Bianchi per predisporre la contabilità. Incalza Silvia Noferi, M5S, “inaccettabile che il sovrintendente chiami consulenti per fare ciò che dovrebbe essere compito suo”. 

Fra le ombre che si ingigantiscono sul Maggio, non ultima è quella lanciata dal governatore Enrico Rossi, che ieri, a margine della festa per Cooplat, a proposito del contributo regionale, ha rimesso i bilanci della Fondazione al centro. E ha soprattutto parlato di “sacrifici”. “Vediamo i bilanci, abbiamo il dovere di capire come sono fatti: di tagli ne abbiamo avuti, come Regione, e a tutti quanti chiediamo di capire che ci sono da fare dei sacrifici per tenere i bilanci in equilibrio”. Parole interpretate da molti come un accenno alla possibilità di far venire meno l’aiuto regionale. 

Di fronte a tutto ciò, l’assessore Federico Gianassi e la presidente della commissione cultura Federica Giuliani hanno sostanzialmente tenuto la stessa linea. Oltre alla rassicurazione dell’assessore che nel 2016 “non ci saranno altri licenziamenti”, in buona sostanza le risposta è: “Bianchi sarà presente in commissione”. Ha dato la propria disponibilità. E le risposte, sembra di capire, saranno date in quella sede.

 

 

 

 

 

 

 

 

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