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Maggio musicale, 50 licenziati: 4 giorni di sciopero. Fattori: Intervenga ministro Cronaca

Firenze – Domani scatta il primo dei quattro giorni di sciopero, indetti da Slc Cgil area vasta di Firenze, Prato e Pistoia: il 24, 27, 30 aprile e 6 maggio, in occasione della prova generale, della prima e delle repliche del Fidelio, opera di apertura del Festival del Maggio musicale fiorentino.  Sono 50 i licenziati senza garanzie, spiega il sindacato. Il candidato alla presidenza della Regione per la Lista Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori,  sostiene le quattro giornate di sciopero e la mobilitazione nazionale unitaria del 30 aprile. Tavolo per la vertenza attivato presso la Città metropolitana di Firenze: venerdì il prossimo incontro.

Alla base dello sciopero la contestazione delle modalità di licenziamento, con successiva riassunzione in Ales spa, società del Mibact, di 50 addetti in esubero con il piano di rilancio dell’ente lirico fiorentino, che non garantirebbero sufficienti certezze sul mantenimento dei posti di lavoro, e l’illegittimità del tavolo di trattativa alla Città metropolitana di Firenze, dove, secondo la Cgil, il sindaco Dario Nardella ricoprirebbe, in conflitto di interessi, il ruolo di firmatario dei licenziamenti da un lato nella veste di presidente della Fondazione del Maggio e dall’altro quello di “supervisore” della procedura come vertice dell’ente metropolitano.

Oltre alle 4 giornate di sciopero, in programma il 24, 27, 30 aprile e 6 maggio, è prevista anche una mobilitazione a Roma, nella forma di un presidio davanti al ministero dei Beni culturali, la cui data però è ancora da stabilire. Ciò che chiede la Cgil è il ritiro della procedura attuata e l’apertura di un tavolo di confronto interministeriale al fine di trovare “soluzioni idonee e condivise per la conclusione della vertenza”.

Ieri si è svolto incontro Mibact-Ales. Il direttore del personale di Ales, Giovanni Iannelli, incontrerà il segretario generale del Mibact, Pasqua Recchia, per discutere delle commesse che il ministero affiderà’ ad Ales nei prossimi 12 mesi, le risorse per le quali dovrebbero servire anche a garantire i posti di lavoro nella società ai licenziati dal Maggio.

Intanto a Firenze la procedura attivata nelle sedi della Città metropolitana va avanti con un nuovo incontro, venerdì mattina, al quale è prevista la partecipazione dei segretari nazionali di categoria di Cgil e Cisl.

Tommaso Fattori, candidato alla presidenza della Regione per la Lista Sì Toscana a Sinistra: “E’ il Ministero che deve intervenire e riportare la vertenza sul tavolo politico e governativo, a partire dal ritiro della procedura e dal blocco dei 50 licenziamenti, altrimenti la giungla di ricorsi per vie legali in seguito a licenziamenti illegittimi metterebbe a serio rischio tutta la Fondazione”. Fattori si è unito all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori per chiedere “un tavolo di confronto interministeriale al fine di trovare le soluzioni idonee e condivise per la conclusione della vertenza che ha visto martedì scorso il secondo confronto della cosiddetta fase amministrativa al tavolo della Città Metropolitana tra rappresentanti della Fondazione, delle organizzazioni sindacali, di Ales e della Direzione Lavori della Città metropolitana”.
“Come sempre, la crisi economica è stata usata – sottilinea Fattori – come scusa per operare tagli alla spesa pubblica nel settore della cultura, considerato residuale”.

“Il Maggio Musicale Fiorentino – ricorda Fattori – ha rappresentato una delle grandi iniziative culturali della Firenze anteguerra e del decennio successivo alla seconda guerra mondiale. Terreno di costante sperimentazione, si è contraddistinto per grandi iniziative d’avanguardia e apertura culturale di caratura internazionale”. “Negli ultimi anni questa importante istituzione culturale è purtroppo andata incontro a gravi problemi di gestione, legati da un lato all’insufficienza dei finanziamenti pubblici e dall’altro a una cattiva amministrazione – aggiunge Fattori – Tutti ricorderanno la scellerata gestione Colombo, fortemente sostenuta dall’allora sindaco Renzi. Le scelte di costante e progressiva diminuzione di finanziamento del Maggio hanno causato non solo una crescente rarefazione dell’offerta culturale, ma anche pesanti tagli al personale gestionale e artistico”.

La lista Sì – Toscana a sinistra – conclude Fattori – si propone di rilanciare la cultura in questa regione, partendo proprio dal potenziamento del Maggio Musicale che deve tornare ad essere la gloriosa istituzione culturale che era in passato: banco di prova della sperimentazione musicale e artistica, oltre che terreno di valorizzazione della tradizione. Vogliamo anche che sia un’istituzione in grado di mettere in risalto le energie giovanili che emergono inambito musicale”.

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