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Maggio musicale: siamo al commissariamento Politica

“Siamo all'allarme rosso!” dichiara Valdo Spini, “La nostra fondazione è la più indebitata tra gli enti lirici italiani. Ci vuole un consiglio comunale straordinario sulle prospettive del Maggio e se il commissariamento, che rappresenta in sé e per sé una sconfitta dovesse costituire un risparmio che salva il Maggio, meglio il commissariamento.”  Commissariamento del Consiglio di Amministrazione della Fondazione del Maggio che già gravato da 8,5 milioni di euro di passivo nel 2010, raggiunge oggi, a due anni di distanza, un ulteriore primato nazionale. A niente sono serviti gli ingenti finanziamenti arrivati dal Comune e dalla Regione Toscana, intenta, quest'ultima, a votare contro il consuntivo di bilancio 2012, come fa sapere l'assessore regionale Scaletti, che giudica inammissibile che la cifra di investimento, ormai pari a 3.392.500 euro annui, non sia servita a risanare le “profonde” casse dell'ente lirico, come che l'ulteriore stanziamento di 21 milioni di euro per il completamento del nuovo Auditorium, sia stato gestito nella direzione di dare una prospettiva prestigiosa al futuro della Fondazione, come era negli accordi.  Se la Regione si ferma di fronte alla incapacità dimostrata a più riprese dal Consiglio di Amministrazione dell'ente, a cui neanche  la messa a disposizione degli strumenti attivabili di cassa integrazione in deroga, ha impedito la volontà di continuare sulla strada dei tagli al personale, di cui già 27 sono al preventivo, il Comune di Firenze non getta ancora la spugna.

Il Consigliere Cecilia Pezza del PD aggiunge infatti che nonostante sia  più di un anno che questa dirigenza faccia acqua da tutte le parti, “i dati sulla flessione di più di 1 milione di euro sulla bigliettazione e di 400.000  euro sugli sponsor sono la pietra tombale dell'operato della soprintendente Colombo, ma i lavoratori non possono pagare le incapacità della dirigenza, che non ha nemmeno tenuto conto delle indicazioni date dal consiglio comunale lo scorso luglio. Adesso basta: se la situazione deve essere questa, meglio il commissariamento, anche se troppo tardi rispetto a quando le cose erano già fortemente critiche.”

“Il 30 luglio scorso”, spiega infatti Stefania Collesei del PD,  “il Consiglio Comunale ha approvato un ordine del giorno con cui si chiedeva di conoscere entro il 15 settembre il Piano Industriale del Maggio, di tenere aperto il tavolo sulle prospettive, chiedeva che la Sovrintendente Colombo tenesse un rapporto corretto e trasparente col Consiglio Comunale.
Ma non è successo nulla di tutto questo: anzi la Sovrintendente non ha trovato una data per venire alle Commissioni Cultura e Lavoro, seppure invitata da un mese e mezzo.
E adesso se ne esce con 26 licenziamenti! Non è accettabile questo. Non dopo tutti i sacrifici fatti dai lavoratori (blocco degli straordinari, flessibilità, cassa integrazione, rinuncia a una parte del TFR). Non con un accordo sindacale sottoscritto dalle Istituzioni… No ai licenziamenti. La sovrintendente Colombo prenda atto che così non si può andare avanti, si faccia da parte”

Dove stanno i problemi del bilancio del Maggio allora? Risiedono probabilmente in altre voci, quali il contributo dei privati, l'entrate della biglietteria, oltre alla gestione di corrette relazioni sindacali e istituzionali, che si sommano alla difficoltà di mettere in piedi una produzione culturale di alta qualità, soprattutto in seguito al recente addio di due figure fondamentali per la vita del Maggio, come il direttore del coro e prima ancora del direttore artistico. 

Pende un'ulteriore spada di Damocle sul futuro del Maggio Musicale però e veste i panni della riforma in corso da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali degli enti e delle fondazioni lirico-sinfoniche, di cui il Ministero detiene la competenza esclusiva e a cui spetterà dunque la parola finale. Se non ci fosse il pareggio di bilancio nei prossimi esercizi, infatti, la Fondazione rischierebbe il declassamento a Teatro di tradizione, vanificando i grandi sforzi economici fatti da parte delle istituzioni.

Questo spiega almeno in parte perché la parola commissariamento si farebbe sinonimo di fallimento del lavoro delle istituzioni locali.

Ma come aggiunge il capogruppo della Lega Nord Toscana, Mario Razzanelli,  la crisi attuale è il frutto di anni e anni di mala gestione delle amministrazioni trascorse, che trovano inizio nei due mandati di Domenici per arrivare al commissariamento del 2007 con Nastasi e l'impalcatura del Parco della Musica, che in seguito ai plurimi annullamenti dei bandi di gara, arriverà al suo completamento con una spesa complessiva di 400milioni. “ Coi soli interessi su questa cifra, avremmo potuto sostenere il teatro per i prossimi 300 anni!” esclama Razzanelli e sottolinea come “ La responsabilità di Renzi è stata quella di non fermare i lavori di questa struttura che nessuno ancora oggi sa con quali soldi potrà essere terminata e tenuta aperta. Una struttura che è bene ricordare non ha parcheggi né magazzini per il materiale scenico: una vera e propria follia.
Se non si tiene conto della storia, nella vicenda del Maggio, si rischia di non capirci nulla, e di conseguenza di non essere in grado di trovare soluzioni. Soluzioni che invece vanno trovate perché Firenze e l’Italia non possono permettersi di perdere un’eccellenza della propria cultura. Riduciamo a metà i compensi dei consiglieri regionali e ripianiamo così il deficit del Maggio”.
La questione si allarga, cercando di ritrovare il bandolo di una matasse difficile da dipanare, che il sindaco, invece, dovrà dimostrare di saper gestire nell'immediato, visto anche il suo ruolo di Presidente della Fondazione del Maggio.
Il vice-sindaco Dario Nardella e l'assessore Di Giorgi sostituendo Renzi, assente per impegni improrogabili a Roma, rassicurano intanto le rappresentanze dei lavoratori del Maggio, minacciati di licenziamento, incontrandoli in separata sede durante la riunione di consiglio.
I lavoratori stessi hanno fatto presente come esista un'espressa volontà, rappresentata dalla Sovrintendente Colombo nel perpetrare con i tagli al personale. Ventisette sarebbero i nuovi esuberi, a cui vanno aggiungersi le numerose unità incentivate alla fuoriuscita e come la sola possibilità che la Fondazione del Maggio possa venire declassata complica ancor più le cose.
L'assessore Di Giorgi, che già nella serata di ieri avrebbe dovuto sentire ed aggiornare il sindaco, intanto, calma i lavoratori, spiegando come l'ipotesi di declassamento non sia una certezza, ma che derivi da un'interpretazione della legge, che deve ancora essere confermata.
In attesa dell'ultima parola che comunque verrà data dal Ministero e nell'aspettare il pronunciamento del sindaco, i lavoratori confermano lo sciopero indetto per mercoledì nella speranza che le istituzioni non dimentichino il loro caso, visto le feste ormai alle porte.

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