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Maggio, Nardella: “Guiderò la transizione, poi Nastasi prenderà la delega a presidente” Breaking news, Cultura

Firenze – Allora, il giallo è: l’accordo con Chiarot sul subentro di Nastasi a Presidente del consiglio di indirizzo della Fondazione del Maggio al posto di Nardella c’era o no? Chiarot lo sapeva e ha fatto un’incomprensibile marcia indietro oppure no? Ed è possibile che un personaggio come Nastasi, che qualcuno definisce “la continuità del potere”, sia stato davvero chiamato a un ruolo pressapoco onorifico, senza essere tentato di mettere le mani, come “giura” Nardella, sugli affari gestionali della Fondazione o addirittura, come adombra Chiarot, per dare proprio lui il “suggerimento” per il nuovo Sovrintendente? e ancora: è proprio vero che l’età del Sovrintendente attuale è ostativa, a livello giuridico, per un nuovo incarico?

Una selva di domande che complicano la questione, e a cui il sindaco di Firenze, con un incontro con la stampa convocato in fretta e furia stasera, ha voluto dare risposta. La sua, ovviamente. Ed ecco la ricostruzione di Nardella.

Il 14 giugno, alle ore 10.30, a Palazzo Vecchio, ho incontrato Chiarot e ho parlato di molti aspetti del teatro. Sicuramente dei risultati ottimi, positivi di risanamento, ma non definitivi perché si tratta di uno dei teatri in assoluto più indebitati e questo debito pesa moltissimo sulla questione. In quella occasione il Sovrintendente mi anticipò la decisione di andare verso un avvicendamento del ruolo del direttore principle del teatro. Ho senpre riposto fiducia in lui e anche in quella occasione ho lasciato che fosse lui a decidere sul futuro di un direttore principale del teatro. Ricordo anche di avergli fatto presente l’esigenza personale  del modo in cui intendo di dovere interpretare il rapporto fra sindaco e città, ovvero quello di esercitare la mia prerogativa personale prevista dalla legge. Accennammo all’ipotesi di Salvo Nastasi, e in quell’occasione, il 10 giugno, il Sovrintendente mi fece presente le sue perplessità che poi avrebbe rese pubbliche stamattina, cioè su una incompatibilità personale di fatto tra lui e Nastasi come presidente del consiglio”.

Da allora abbiamo avuto vari colloqui. Tuttavia continuai a portare avanti con lui questa mia tesi. Era evidente che per me era fondamentale avere il suo assenso. Ci siamo rivisti 5 giorni fa, 1o luglio, sempre qui a Palazzo Vecchio alle ore 9.30. Argomentai la mia posizione sul presidente con alcuni argomenti. Innanzitutto, che Salvo Nastasi non avrebbe potuto svolgere un ruolo diverso da quello di presidente del consiglio di indirizzo, quindi alcun tipo di ruolo gestionale. Che sarebbe stata lasciata assoluta libertà, operativa e decisonale a Chiarot, visto che la mia fiducia in lui continuava a essere totale, del resto lo chiamai io a Firenze e lo ringrazio di avere accettato la chiamata”.

Questo l’esordio. Prosegue Nardella: “Faccio presente che Salvo Nastasi, che interpellai proprio in quei giorni, mi diede al sua disponibilità a condizione che Cristiano Chiarot fosse d’accordo. Il 10 luglio, dopo aver rassicurato Chiarot, il Sovrintendente acconsente a questo schema: presidente delegato dal sindaco Salvo Nastasi, Chiarot sovrintendente. Va anche oltre, perché mi aveva espresso il desiderio di restare comunque a contribuire al Maggio. D’accordo su questo, chiamai Nastasi al telefono e parlammo tutti e tre. Concordammo su questa prospettiva, alla fine Chiarot accettò, tant’è che ci demmo appuntamento per lunedì, ieri, 15 luglio. Faccio presente che tutto nacque dalla mia decisone perché considero il dottor Nastasi persona di assoluta fiducia, con cui ho un rapporto ventennale, quando Nastasi fu commissario del Teatro del Maggio e salvò i bilanci del teatro, io ero presidente della commissione cultura del consiglio comunale. Sfido chiunque a mettere in discussione il curriculum, l’esperienza e la competenza di Nastasi”.

Continua la ricostruzione Nardella: “Tranquillizzato da questo accordo che fu suggellato dalla telefonata in diretta del 10 luglio, mi son messo a lavorare. Arriviamo a domenica mattina, 14 luglio. Un quotidiano pubblica un articolo molto lungo sul Maggio, anticipando alcuni indiscrezioni la presidenza del dottor Nastasi, presunti rapporti cattivi fra Nastasi e Chiarot, l’arrivo dato quasi per certo della sovrintendente del Teatro di Napoli Purchia, oltre alla contrarietà forte di Chiarot a questa nomina e una presunta, forte contrarietà dei sindacati. A quel punto, cerco di mettermi in contatto con il sovrintendente, che purtroppo si rivela irreperibile. Messaggini, mi rivolgo al capo ufficio stampa, niente. Lunedì mattina, niente. Irreperibile da allora in poi. Non solo, tramite segreteria mi fa sapere che l’appuntamento salta, quello concordato pochi giorni prima. Chiedo ancora all’ufficio stampa di farmi sapere qualcosa, niente, zero, chiuso. Nel frattempo, mi ero interessato ad approfondire la questione giuridica della conferma, per capire la questione giuridica di poter nominare nuovamente Cristiano perché erano uscite alcune anticipazioni sui giornali di possibili problemi sotto il profilo giuridico legale. Ricordo che lo stesso Chiarot mi aveva accennato alla possibilità che ci fosse qualche difficoltà, ma che tuttavia era superabile”.

Così Nardella, presidente del Maggio, si rivolge all’autorità incaricata di stabilire la legittimità formale delle nomine, ovvero il Direttore generale Ninni Cutaia, l’uomo incaricato della vigilanza sull’ente Fondazione Teatro del Maggio e direttore generale della direzione generale dello spettacolo dal vivo. Così, ieri sera, precisa Nardella, “il direttore Cutaia mi fa sapere della impossibilità tecnico-giuridica a nominare nuovamente il dottor Cristian Chiarot sovrintendente”.

Infatti, dice Cutaia, l’impedimento emerge sia nel caso che si volesse considerare la Fondazione del Maggio ente pubblico, in cui l’età pensionabile è di 67 anni, sia nel caso che si voglia considerare la fondazione ente privato, in cui il limite è 70 anni. Visto che nella legge Franceschini il contratto di sovrintendente deve durare 5 anni, ” i 5 anni di nuva nomina avrebbero comunque comportato lo sforamento dei 70 anni. Pertanto, secondo la ricostruzione di Nardella, che ha richiamato almeno tre volte Cutaia, la “rinomina” non sarebbe stata possibile.

Inoltre, il sindaco afferma che non ha nessun fondamento la voce che vorrebbe la Purchia in partenza per Firenze: anche volendo, non si potrebbe realizzare per lo stesso motivo di Chiarot, e in ogni caso “non c’è nessun collegamento fra la delega a Nastasi e il presunto, inesistente arrivo della Purchia”. Dunque, il parere di Cutaia avrebbe tagliato la testa al toro. Fino a quel momento, aggiunge Nardella, “ho continuato a credere e sperare che Chiarot tenesse fede al patto del 10 luglio”. Ma invece arriva la lettera con l’indisponibilità dichiarata dal sovrintendente.

Se questa è la ricostruzione del sindaco, veniamo alla situazione attuale. “Prendo atto – dice Nardella – di questo nuovo contesto”. Visto che la nomina di Nastasi era condizionata al fatto che Chiarot fosse d’accordo, che succede ora? “Poiché sono saltati tutti i disegni che avevamo proposto il 10 luglio, mi trovo in una situazione diversa. Al momento io resto il presidente, eserciterò tutte le mie prerogative, seguendo tutta questa fase di transizione delicata, con la costituzione del consiglio di indirizzo, della squadra e di tutto il team artistico e della governance. Oggi stesso andrò in teatro a incontrare le rappresentanze sindacali e lavorerò in questi mesi per andare avanti con i progetti del teatro. Quando avrò terminato questa fase di transizione, mi avvarrò della facoltà di delegare la competenza a Nastasi. Quindi non cambio di una virgola”.

Nardella si toglie anche qualche sassolino: “Voglio dire che ho trovato molto ingiusta questi attacchi personali e preventivi a Nastasi. Sono anche francamente stupito del fatto che si sia ridotto tutto a una questione personale, con critiche del tutto personali. Una bolla gigantesca”.

Di fatto, dice Nardella, in questi anni non abbiamo trovato uno sponsor in più. Il Comune ha messo nel teatro 6 milioni e mezzo di investimenti, il che significa, in percentuale, il più alto contributo fra tutti i Comuni italiani al teatro di riferimento. “Manterrò questo sforzo economico”.

Per quanto riguarda il rapporto col sovrintendente (che rimarrà dunque in carica fino al 28 luglio) il sindaco dice: “Mantengo la stima verso Cristiano Chiarot, lo ringrazio di tutto il lavoro che ha fatto, gli faccio gli auguri per il futuro, confesso di essere rimasto deluso e sorpreso dal comportamento dell’amico Cristiano, un comportamento a dir poco insolito, sia sotto il profilo personale che istituzionale”.

Dunque, come dice lo stesso Nardella, “torno a prendere in mano la situazione, con l’obiettivo di portare il Teatro del Maggio a competere con la Scala e con i più grandi festival d’Europa”. E una volta finita la transizione, Salvo Nastasi sarà presidente del consiglio d’indirizzo. Per quanto riguarda il prossimo sovrintendente, chissà.

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