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Maggio, pensionate “forzate”domani incontrano Nardella Cronaca

Firenze – Lo hanno aspettato dalle 9,30 di questa mattina, sedute con garbo nell’anticamera del sindaco Dario Nardella. Lo hanno avvistato verso le 15, in Palazzo Medici Riccardi, dove il primo cittadino si è recato per svolgere un intervento. E alla fine, all’uscita, non dome dalla lunga attesa, sono riuscite finalmente nell’intento: chiedere (e ottenere) un incontro col sindaco di Firenze. E lo hanno ottenuto, dalla stessa voce di Dario Nardella, per domani mattina. Perché tanta insistenza? Semplice, sono le due “esodate” del Maggio.

Esodate affatto, dice l’azienda. Pensionate, piuttosto, ribadisce. Pensionate forzate, dicono loro. Grazie alla legge Franceschini, Alida e Marzia infatti avrebbero maturato i requisiti. Che lo vogliano o no. Ma la questione non è affatto così semplice. Intanto, la legge Franceschini detta le condizioni, che non sono solo quelle di aver raggiunto una certa annualità di anzianità e contributi. E’ necessario valutare anche la situazione generale, vale a dire: e se la lavoratrice (si parla infatti di donne) è anche capofamiglia? Se la sua è una famiglia monoreddito in cui l’unico reddito che entra è il suo? E’ davvero così semplice prendere la dipendente e darle a forza la pensione? Questo dal punto di vista legale generale. Dal punto di vista particolare poi, è stato davvero valutato tutto, nell’insieme di tutte le situazioni che hanno formato il gruppo “da taglio” del Maggio Musicale?

Domande, che però celano un principio importante come dicono le due “pensionate a forza”, vale a dire, quello della legalità. Deve vigere un principio fondamentale che è quello dell’applicazione della legge al caso concreto. Per cui, se al monoreddito viene tolto d’improvviso il sostentamento, la sua situazione imploderà nella situazione della famiglia: figli e nipoti compresi. Figuriamo ci se si sta pagando un mutuo. Circostanze di cui la legge, d’altro canto, si occupa. Non solo: dalla segreteria della vicesindaca Cristina Giachi, fanno sapere che “la pratica” è già sotto la loro osservazione, dal momento che potrebbe risultare (il condizionale è d’obbligo) che qualcosa, nel migliore dei casi, non sia stato “preso in considerazione”. 

In tutto questo, Alida e Marzia, con garbo e costanza, chiedono una cosa, da circa un mese e mezzo e dopo le ultime 4 mail degli ultimi giorni rimaste senza risposta (ma il sindaco le ha rassicurate: “Le ho lette” ha detto oggi, davanti al loro “placcaggio”): che a riceverle, e se del caso pronunciarsi, sia il “loro” presidente, vale a dire il presidente della Fondazione del Maggio, vale a dire Dario Nardella. Appunto. Allora, domani l’incontro avverrà, stasera un piccolo passo è compiuto. E domani, come tutti sanno, è un altro giorno e si vedrà.

 

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