energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Maggio, Sovrintendente Bianchi: “Rilancio, risultati solo dal 2017” Economia

Firenze – Tre commissioni un’audizione. Seduta congiunta stamattina per la Commissione V Cultura e Sport, con la Commissione Controllo sugli Enti partecipati e con la Commissione IX Istruzione, formazione e lavoro, dalle ore 9 in poi, presso la sala Firenze Capitale, piano terzo di Palazzo Vecchio. L’audizione era quella del Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino Francesco Bianchi, chiamato dalle commissioni a relazionare sulla situazione Maggio e in particolare sui lavoratori. Una relazione inframmezzata da numerose domande, cui sono stati presenti anche alcuni lavoratori del teatro, ansiosi di conoscere le loro sorti. O se quelle sorti siano in qualche modo passibili di trasformazione positiva.Sì, perché, nonostante le precise risposte sostanzialmente di natura finanziaria del Sovrintendente, che dimostrerebbero la situazione pessima dal punto di vista finanziario del Maggio e la necessità di un rilancio fondato anche su tagli e dismissioni, alcuni problemi posti questa mattina sono rimasti nel limbo dell’incertezza.

I problemi al cui chiarimento è stato chiamato il Sovrintendente Francesco Bianchi si possono dividere in due grandi filoni: da un lato, la necessità di capire qual è, e se c’è, è il progetto culturale che si innesta sulla Fondazione (la domanda è stata posta dal consigliere Cristina Scaletti) e che dovrebbe rilanciarlo dopo i tagli e le rinunce (anche culturalmente molto pesanti come la liquidazione di Maggio Danza), che si sono abbattuti sull’Ente. Un problema in buona sostanza di natura politica, come ha spiegato il consigliere di Firenze riparte a Sinistra Giacomo Trombi, che attiene da un lato alla congruenza dello stesso Sovrintendente, grandissimo esperto di finanza, messo a capo di un ente artistico e di produzione culturale come la Fondazione, ma dall’altro anche alla “scelta” di un sistema culturale piuttosto che un altro. In sintesi, il passaggio, questo del tutto frutto di una scelta politica, fra un sistema di produzione almeno in parte “autogestita” di cultura e competenze attinenti, a un sistema “imprenditoriale” con priorità al bilancio, che fatalmente “taglia” di fronte ai segni meno, le spese. Spese, vale a dire competenze ritenute “inutili”. Insomma, detto dallo stesso Sovrintendente, i 42 esuberi che “si sapeva dal 2014 che erano inutili”.

volto putrefatto maggioEccola, l’altra parte del problema sono proprio loro, le persone. Competenze formate negli anni, indispensabili fino a poco prima del cataclisma. Diventate “peso” inutile per il nuovo corso. Un problema che viene rilevato dalla consigliera Miriam Amato, che osserva che “la coperta corta” in realtà è più corta per gli operatori “artistici” del Maggio. Meno per il personale amministrativo. Ed ecco gli emolumenti delle figure apicali amministrative della fondazione: Francesco Bianchi ha un compenso di quota fissa di 190mila euro annue, più premio variabile al raggiungimento degli obiettivi sui ricavi come da Piano Industriale pari a 10mila euro, per un contratto di lavoro autonomo professionale della durata di 5 anni a far data dal 28 luglio 2014; Alberto Triola, Direttore operativo, 110mila euro annui più premio di 22.500 euro a raggiungimento degli obiettivi da Piano industriale, tipologia di contratto Dirigente industriale, durata contratto, dall’1 maggio 2015 al giugno 2017; Francesca Tartarotti, direttore risorse umane e legale, 90mila euro annui; il Coordinatore artistico Pierangelo Conte (anche lui ha un contratto del tipo dirigente industria) 130mila euro annui per 4 anni; Giuseppe Bargiacchi, direttore amministrazione, finanza e controllo, 90mila euro di compenso annuo per tre anni; fino al direttore di comunicazione e immagine, la giornalista Paola Calvetti, che per tre anni prende 80mila euro annui più cinquemila euro di premio “a raggiungimento obiettivi”. Per quanto riguarda i costi di gestione, dice Bianchi, si potranno valutare alla fine del 2015. Le previsioni del Comune di Firenze si tengono sui tre milioni di euro.

Tornando agli esuberi e ai lavoratori, mentre procede l’audizione, saltano fuori alcune vicende significative. Facendo un passo indietro, i 42 esuberi della Fondazione devono, secondo l’accordo con i sindacati, essere riassorbiti da Ales, spa che fa capo al Mibact. Ebbene, è successo che qualcuno di questi lavoratori, che si è rifiutato di passare ad Ales, sia stato “riassorbito” su precisa richiesta di un regista che, di fronte alla mancanza della sua specifica competenza, ne ha richiesto la presenza per la sua opera. “Riassorbito” anche se solo per uno spettacolo. Un esempio significativo della competenza di cui le maestranze fiorentine, anche quelle ritenute “inutili” per il rilancio, sono portatrici. Altra storia quella dei lavoratori “pensionati”. Pensionati con atto unilaterale, tengono a chiarire, anche se il Sovrintendente spiega che “potevano andare in pensione in quanto c’erano i requisiti”. Vero, spiegano a loro volta i dipendenti, ma ciò che dovrebbe essere un diritto è stata una decisione presa sulle loro teste dall’Ente. Con una ricaduta niente male: dal momento che sono andati in pensione, non sono ovviamente riassorbibili in Ales, e si ritrovano, con mutui e figli, a sbarcare il lunario con circa 6-700 euro mensili.

bianchi fondazione maggio francescoE circa la previsione sui tempi del rilancio culturale della storica fondazione, Bianchi non ha dubbi: gli anni della rinascita saranno il triennio 2017-18-19 . Perché “un progetto di questo tipo si fa da qui a 4, 5 anni” e in particolare il Maggio fiorentino passa anche dalla cessazione, dal 2017, della presenza della grandissima star internazionale, il direttore Mehta. Bianchi assicura anche che si sta già lavorando alla successione, ma “non dirò nomi neanche se mi ammazzano”. Insomma, le macchine sembrano pronte, più leggere, devono solo prendere slancio. Con buona pace di chi, di teatro, “ci muore”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »