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Maggio, trattative all’ultimo respiro Cronaca

Il piano di risanamento del Teatro fiorentino (di durata triennale) dovrà essere presentato dal commissario straordinario al commissario per le fondazioni liriche Pierfrancesco Pinelli entro il 9 gennaio. Lo sa Francesco Bianchi, il commissario fiorentino, lo sanno i sindacati, che mantengono il silenzio su queste ultime ore di frenetiche trattative. Perché la posta in gioco è ormai la stessa sopravvivenza del Maggio. Infatti, non presentare o presentare in ritardo il piano, vorrebbe dire perdere i fondi governativi, 75 milioni in totale stanziati per i teatri in crisi come il Maggio fiorentino.  

I nodi da sciogliere sono tre, i soliti su cui è cresciuta la protesta: i tagli al personale, il contratto integrativo e il futuro di Maggiodanza. Un futuro che si è riacceso proprio in questa temperie, dal momento che nei piani originali di Francesco Bianchi di nessun futuro si parlava. La trattativa dovrebbe sostanzialmente trovare un accordo senza strappi ulteriori sulla necessità, ribadita più volte dal commissario Bianchi, da un lato di ristrutturare il debito (con l'accordo dei creditori, ovvio) dall'altro di passare da una riduzione del personale senza scontri con i sindacati. 

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