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La magia del Gatto, compagno di Dei e demoni, all’Esposizione Internazionale Felina Società

Firenze – Ci mancherà. Sì perché a noi appassionati, amanti, stregati dai gatti questa passeggiata fra le varie razze, fra occhi di ghiaccio e pietre preziose, fra l’enigmatico fascino dell’Abissino e la classe senza tempo del Siamese, la bellezza selvaggia del Gatto delle foreste norvegese e il magnetismo del gigante Maine Coons è qualcosa di impagabile, che da sola compensa ogni disagio che ci è occorso per giungere alla Fortezza da Basso asserragliata in un traffico già degno dello shopping natalizio degli ultimi giorni. E non abbiamo citato che alcune, le più conosciute, delle varie razze rappresentate nei quasi 500 gatti che hanno preso parte dell’edizione organizzata da Worldcats alla Fortezza da Basso di Firenze e che si chiuderà oggi, fra un successo crescente di pubblico cui si unisce l’allargamento degli spazi, raddoppiati in confronto all’anno scorso.

Entrare nell’avamposto felino in cui si è trasformato per questo fine settimana lo spazio espositivo della Fortezza da Basso è qualcosa che comporta un certo senso del sacro. Saranno suggestioni scolastiche, quando a scuola si studiavano gli antichi Egizi e la dea Baste, ma l’approccio a questi animali ha sempre qualcosa, per l’appassionato, che sconfina con un mondo che va al di là del confine dei cinque sensi. La “sacerdotessa” di questo mondo, colei che ne tiene in mano le chiavi, è la dottoressa veterinaria Francesca Serena, responsabile Mostra (1)sanitario dell’Esposizione. Ed è affidandoci alla sua pazienza che veniamo a sapere qualcosa di più di quei concentrati di bellezza, intuizione, intelligenza e “je ne sais quoi” che aspettano tranquilli nelle gabbie (di grandezza regolamentata dagli standard europei, controllati dall’Afi) offrendosi all’ammirazione dei visitatori e alle passerelle dei vari premi.

La prima domanda classica del profano, dunque la poniamo a lei. Quanto costa, o quanto può arrivare a costare un esemplare di quelli che stiamo ammirando? “Si va dagli 800 euro ai mille – risponde la dottoressa – ma tutto è dovuto dalle spese “vive” che sostiene l’allevatore”. Infatti, l’elenco è lungo e non è possibile saltarne un passo, pena la commercializzazione di soggetti che non rispondono agli standard, che soffrono di malattie congenite (ad esempio i grandi Maine Coons sono inclini a malattie cardiopatiche), di vari problemi che possono condurre anche alla morte del soggetto acquistato. Anche se, come conclude Francesca Serena, “qualsiasi controllo, qualsiasi test, anche il più accurato, non può mai escludere del tutto un problema di salute”. Ovvio, dal momento che queste magnifiche creature sono esseri viventi, con caratteri precisi dovuti alla razza, è vero, ma anche con una ben precisa individualità e inclinazioni del tutto soggettive. Ad esempio, è difficile, ci rende edotti Serena, dire se esiste, nelle molteplici razze in cui si è differenziato, dopo secoli di allevamento, il gatto, qualcuna che in se’ è particolarmente difficile da gestire, o “rude”. Mentre nel cane queste accentuazioni tipiche delle razze emergono evidenti (diverso è essere i proprietari di un setter o di un lupo cecoslovacco) nel gatto molto, quasi tutto è affidato all’individuo, che decide se stesso. Una riprova della grande libertà che il gatto ha, in questo associandosi all’opinione comune, su se stesso e sulla gestione del suo temperamento. Alcuni caratteri, tuttavia, sembrano comunque appartenere a certe razze piuttosto che ad altre: fra tutte, interessante la caratteristica propria del siamese, che nutre un amore profondo e ossessivo per il suo amico umano di riferimento, tanto da non sopportare di essere escluso, magari semplicemente chiudendo la porta, neppure quando l’umano si fa la doccia. Uno dei motivi per cui si consiglia, a chi ama questo particolare e aristocraticissimo gatto, di comprarne sempre due è proprio questo.

Mostra (3)Così, mentre ci si aggira fra meravigliosi miracoli della natura e della selezione, si narrano le leggende che da sempre hanno circondato di quell’aura di sacralità di cui prima si parlava, il gatto. Di fronte a uno stupendo esemplare di Turco Van,  ad esempio, non si può non ricordarne l’origine leggendaria, che risale all’arca di Noè e racconta di come questi gatti, sfuggiti al controllo del vecchio Patriarca, saltarono giù dall’Arca, mettendosi a nuotare per raggiungere la terraferma. Giunti a riva, si ritirarono sulle montagne e man mano che l’acqua decresceva si accostarono nuovamente agli uomini. Fu proprio il Creatore di tutte le cose a appoggiare la propria mano sui candidi animali affinché aiutassero gli uomini a cacciare i topi e là dove li benedisse fiorirono le caratteristiche tracce rosse. Oppure di fronte a un incredibile Siamese dal mantello tutto nero, come non ricordare la dea Iside e il suo seguito di gatti d’ombra neri come la notte, che, al declinare del paganesimo, furono tacciati di essere compagni di Satana e procacciatori di sfortuna … non ovunque, ma ancora oggi i neri felini subiscono i colpi dell’ignoranza e della superstizione, come ben sa qualsiasi automobilista.

E così, fra linci in miniatura dalla coda a pon pon (sono i rarissimi Kurilian bobtail, anche loro buoni nuotatori, originari dell’arcipleago fra Russia e Giappone) straordinari Bengal (sorta di piccoli leopardi domestici), i famosi Certosini, i Blu di Russia, con il loro mantello grigio-azzurro, enigmatici Sphinx (il gatto nudo) chiediamo anche se questi favolosi gatti siano adatti a una famiglia. E la risposta è quella ovvia: no. Molte razze hanno bisogno di particolari modalità di allevamento, di sicurezza e magari silenzio, di un rapporto esclusivo col “padrone”. Insomma, per una famiglia con bambini è meglio il bellissimo gatto “di casa”, vale a dire i nostri gatti domestici che senza troppe pretese fanno giungere un sentore di santo e demoniaco al tempo stesso nelle nostre case. Ma anche per lui, è necessario usare alcuni riguardi, fra cui in particolare quello della dieta. E qui, va da se’ che un tipetto individualista come il gatto, in special modo se abituato all’autonomia come uno qualsiasi dei nostri gatti domestici, ha le proprie preferenze. Ma su una cosa è importante mettersi d’accordo col proprio micio: la dieta deve essere con una quota di umido e secco, e variata, variatissima. E’ proprio una questione di etologia: il gatto in natura è un fantastico cacciatore e le sue prede sono svariatissime, dai pesci agli insetti, alle serpi agli uccelli di cui divora anche le uova. Insomma una gamma proteica fra le più larghe che ha lasciato al gatto intatta la sua “voglia” di cambiare gusti e sapori. Se poi proprio si vuole “esagerare” l’ultimo ritrovato è costituito dalla dieta Barf (l’acronimo BARF significa Bones and Raw Food), studiata copiando quella adottata dai felini in natura.

Infine, tornando alla mostra odierna che oggi pomeriggio vede le ultime gare prima della chiusura, ricordiamo, fra le tante gareche si
sono tenute fra ieri e oggi, quella di sabato dedicata ai Sacri di Birmania, chiamati anche gatti con i guanti per i loro piedi bianchi, e quella di oggi per i British, i gatti della corte inglese. Nel pomeriggio, sia ieri che oggi, il Best in Show con la scelta dei migliori. Il “Main Sponsor TURCO VANTrainer” e il Comitato Organizzatore hanno premiato ieri con un trofeo personalizzato il Persiano Bianco, il Persiano Brown, l’Esotico Nero, il Blu di Russia, il Norvegese, il British e il Sacro di Birmania, che nello scorso ottobre a Praga si sono aggiudicati il titolo di Campioni del Mondo “World Winner 2014” nella loro categoria, tenendo alto l’onore del tricolore italiano.

Anche oggi pomeriggio dunque ci sarà il Best in Show con la scelta dei migliori soggetti in assoluto e dei tre vincitori nelle categorie Best Adulti, Best Cuccioli, Best Neutri, selezionati da nove giudici internazionali qualificati in base agli standard mondiali di razza, fissati dalla Fife – Féderation Internationale Féline, alla quale l’Anfi – Associazione Nazionale Felina Italiana è affiliata e sotto l’egida della quale, viene svolta la manifestazione.

 

Orario: la chiusura di quest’ultimo giorno è prevista alle 18,30. Biglietti: biglietto Siae di 8 euro per gli adulti; ridotto 6 euro per over 70, militari in divisa e bambini fino ai 12 anni; ingresso gratuito per i bambini fino a 3 anni. Info: www.worldcats.it

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