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Magica Mille Miglia, tutti a vedere la “corsa più bella del mondo” Opinion leader

Firenze – Gara storica, cuori che battono, gente che si scapicolla per portare a casa la foto di quell’auto, no di quell’altra, guarda questa … Ragazzi, anziani, gente di mezz’età: la febbre delle Mille Miglia, una delle gare storiche più famose, quella che da sempre ha fatto rimescolare il cuore di tantissima gente, è passata ieri da Firenze, mettendo in campo fascino più fascino. Sì, perché come spiega Carolina, 70 anni portati da diva del passato,  impeccabile nonostante ieri maggio abbia regalato a Firenze una delle sue giornate più calde, una cosa è la Mille Miglia, una cosa Firenze, ma insieme non hanno eguali. Così si sfila dalle domande dando il braccio a un nipote adolescente che grida: “Nonna, ho fotografato anche la Rossa…”.

Gli appassionati sono sempre tanti, anche perché non si può seppellire il ricordo dei tanti campioni che hanno legato il loro nome a questa corsa, la “madre” delle corse, che nacque in un momento in cui stava per schiudersi uno sport nuovo e sorprendente, che sembrava in cima all’onda dell’innovazione di un mondo nuovo e senza limiti: la prima edizione partì alle  otto del mattino del 26 marzo 1927, con la partenza di uno degli inventori e fondatori, il bresciano Aymo Maggi,  da Viale Venezia, sulla Isotta Fraschini con il numero 1, accompagnato da Bindo Maserati, uno dei famosi fratelli costruttori. Uno degli inventori Maggi, perché in realtà la corsa nacque dall’intuizione sia di Aymo Maggi che di Franco Mazzotti, due sportivi rampolli della nobiltà bresciana, appassionati di auto e delle corse, che si misero in contatto con altri due personaggi noti nel mondo sportivo dell’epoca, Giovanni Canestrini, giornalista della Gazzetta dello Sport, e  Renzo Castagneto, grande organizzatore, segretario della costituenda sede bresciana del Regio AutomobilClub. Un quartetto che, denominato “I quattro moschettieri”, fu la culla ideale e fisica da cui presero il via trent’anni di assoluto mito.

mille miglia 2Solo per dare una collocazione della reale significanza di questa magica corsa, ricordiamo i nomi dei piloti che ne dettero e trassero fulgore: il periodo della Mille Miglia epica, dal 1927 al 1938, 12 edizioni, dominato dall’Alfa Romeo che vinse dieci edizioni della corsa, con piloti quali Campari, Nuvolari, Varzi, Borzacchini, Trossi, Pintacuda e Biondetti. In due sole occasioni la casa del Biscione non conquistò il primo posto: nel 1927, con la vittoria di Nando Minoja e Giuseppe Morandi, piloti della bresciana O.M., e nel 1931, quando fu la Mercedes-Benz a trionfare con Rudy Caracciola, al volante della 720 SSKL.

mille miglia 3Primo stop nel 1939: un incidente di gravi proporzioni avvenuto l’anno prima a Bologna convince il governo a impedire le corse automobilistiche e in mezzo al veto finisce anche la Mille Miglia. I bresciani non ci stanno e inventano il  1° Gran Premio Brescia delle Mille Miglia, un escamotage che porta la corsa su un terreno pinao, tradformando una gara dura e scabra in una corsa di velocità pura. Vince la Bmw, con Huschke Von Hanstein alla guida. Poi la guerra interrompe d’imperio la Corsa.

L’epopea riprende in un ‘Italia che ha bisogno di sentirsi non solo viva, ma in piena rinascita. Nonostante la scomparsa tragica di uno dei tre moschettieri (il 14 novembre 1942, un mese prima di compiere trentotto anni, il Conte Franco Mazzotti Bancinelli fu abbattuto con il suo Savoia Marchetti SM 75 nel cielo del Mar di Sicilia) i tre amici superstiti, affiancati dal cognato di Mazzotti Giulio Binda, ripartono a testa bassa: in omaggio all’amico scomparso, nel 1947 la doppia M riparte: sarà la XIV Mille Miglia – Coppa Franco Mazzotti, denominazione che terrà per altri 10 anni, mutando solo i numeri romani. E’ l’epoca della Mille Miglia “romantica”: un’Italia che sta rinascendo, la mancanza di mezzi e di equipaggi stranieri fanno in modo che i contenuti tecnici non siano eccelsi, ma eccelsi sono i protagonisti: Tazio Nuvolari che si batte come u leone nonostante l’età, le disgrazie famigliari (perdita dei due figli) le inclemenze del tempo, un Enzo Ferrari che si affaccia sempre più da protagonista e principe dei costruttori, e Biondetti, il toscanaccio che si aggiudica 4 edizioni della gara, stabilendo un record mai neppure insidiato.

mille miglia 5Siamo ormai giunti alle soglie della storia moderna della doppia M: otto edizioni dal 1940 al 1957 che confermano il posto della “corsa più bella del mondo” nella leggenda. La definizione è di Enzo Ferrari, che ne diventa, fra il 1950 e il 1953, in continuità con i due anni precedenti il re incontrastato:  il Cavallino vince e vince sempre. A impugnarne le redini alate, sono Giannino Marzotto, 1950 e 1953, Gigi Villoresi, 1951, e  Giovanni Bracco, 1952. 

mille miglia 61954, giunge Alberto Ascari con la Lancia e il Cavallino morde, quasi incredulo, la polvere. 1955, nuovo duello perso dalla Rossa con la casa tedesca Mercedes Benz, giunta al solo scopo di vincere, che infligge una bruciante scudisciata alle case italiane,  conquistando i primi due posti assoluti con le 300 SLR Sport e i primi due posti della categoria G.T. con le 300 SL. Una vittoria ottenuta con due piloti inglesi,  il giovane pilota Stirling Moss e il giornalista Denis Jenkinson. Al secondo posto,   Juan Manuel Fangio. In quell’occasione, “Jenk” ha un’idea che svilupperà poi la storia del rally: nelle rpove prima della gara, segna tutte le particolarità del percorso, “chiamando2 il compagno al volante, nel corso della massacrante sfida, su tutti i punti più critici e segnalando anche la velocità massima. Risultato, i due inglesi vincono con la media di 157,65 Km/ora, il record della gara mai più battuto nelle edizioni successive.

Ma il Drake non perdona. Così, alla successiva gara del 1956, si presenta con cinque vetture. La Mercedes Benz di  Neubauer ribatte schierando ben quattordici 300 SL. Piloti di punta,  von Trips e von Metternich. Le cinque Ferrari ufficiali si classificarono ai 5 primi posti assoluti. E’ il trionfo.  Disputata sotto un nubifragio, vede la vittoria di Eugenio Castellotti, popolare e amatissimo, grande campione, che morirà circa un anno dopo nel corso di una prova, e che vinse  su 290 MM spyder Scaglietti numero 548, coprendo la distanza di gara in 11h 37’10”, alla media di 137,442 km/h; l’equipaggio Peter Collins/Louis Klementaski e Luigi Musso. 

mille miglia 7Arriviamo così all’ultimo anno, il 1957. Anno tragico e decisivo, per la gara sportiva. Uno degli attori è Piero Taruffi, l’ingegnere. Ormai cinquantenne, ha partecipato per ben 5 volte alla Mille Miglia  senza giungere alla fine. Confida alla moglie che si ritirerà solo se vincerà a Brescia. Si presenta al via  con la nuova Ferrari 335, potentissima, 400cv. Si porta al traguardo deluso, sa che il suo compagno di gara, Collins non ha avuto le sue noie meccaniche. Resta senza fiato quando si sente acclamare vincitore. Collins si è ritirato 200 chilometri prima. Ancora non si conosce la tragedia: a 40 chilometri da Brescia, a Guidizzolo, Alfonso Cabeza de Vaca, 17° Marchese De Portago, Grande di Spagna e nipote del Re, dopo aver forato una gomma a circa 300 km/h è piombato sul pubblico. Muore sul colpo lui, il copilota, dieci spettatori. La tragedia è decisiva: tre giorni dopo il governo decreta la fine per sempre delle gare automobilistiche su strada. Tranne la Targa Florio, che continuò fino al 1973 ad essere tra le gare titolate ai fini dei Campionati Internazionali o Mondiali riservati alle vetture Sport o Gran Turismo.  

Al di là del tragico epilogo, lo sviluppo della tecnica e della velocità dei bolidi sportivi era ormai così alta da decretare la fine naturale delle grandi corse sui circuiti stradali. La Mille Miglia comincia a languire. Qualche tentativo, qualche sprazzo negli anni tentanto di rinverdirne le fortune senza successo. Infine, negli anni ’80, un gruppo che replica in qualche modo i “4 Moschettieri” ha l’idea giusta. Si tratta di Beppe Lucchini, il Presidente del Musical Watch Veteran Car Club e della Scuderia Mirabella Mille Miglia, Vittorio Palazzani, Costantino Franchi, il giornalista Manuel Vigliani (scomparso nel 1993), Gino Danieli, incaricato di percorrere in lungo e in largo la penisola per tracciare il percorso, ed Enzo Ziletti, responsabile della conduzione finanziaria.

mille miglia 4Nell’82, venticinque anni dopo l’ultima corsa, la Mille Miglia riparte. E’ profondamente mutata, si tratta di una gara con auto d’epoca, ma la fortuna sembra averla ripresa sotto la sua ala: passa dalla cadenza biennale a quella annuale, a maggio, le macchine che partecipano sono sempre di più come le domande di partecipazione, che provengono da tutto il mondo. Si doppia anche con una edizione argentina, la “Mil Millas Sport de la Repùblica Argentina” in ricordo di quella del 1940, tenuta in terra argentina proprio per il fatto che l’Italia era in guerra. fino ai nostri giorni,  a ieri con la gente assiepata sul percorso a vedere passare “la corsa più bella del mondo”.

Foto: Giuseppe Riccobene

 

 

 

 

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