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Maioliche e ceramiche toscane esposte a Casa Buonarroti Cultura

Firenze – La mostra Passioni e collezioni. Maioliche e ceramiche toscane dal XIV al XVIII secolo, visitabile dal 18 novembre 2014 al 10 febbraio 2015, presso la Fondazione Casa Buonarroti, scaturisce dalla “passione” per il collezionismo di Marino Marini, archeologo medievista esperto nello studio di produzioni ceramiche di area fiorentina del periodo rinascimentale.

Ma scaturisce anche dalla “mission” della Fondazione Casa Buonarroti che accoglie con riconoscenza questa mostra il cui scopo istituzionale è lo studio e la ricerca, come dimostrano le secolari vicende della famiglia che si è prodigata da secoli nell’abbellire ed ampliare la dimora con rare collezioni d’arte e nel conservarvi preziose eredità culturali.

Marino Marini, curatore dell’esposizione, fino da giovanissimo ha cominciato a collezionare maioliche e ceramiche di cui la mostra espone circa 150 opere, scelte tra più di quattrocento esemplari ceramici di produzione italiana e databili fra il XIV e il XIX secolo.

Il percorso espositivo prende l’avvio da un piatto appartenente alla collezione della Fondazione: una maiolica di Cafaggiolo risalente al XVI secolo, con al centro lo stemma della famiglia Buonarroti e si sviluppa con l’esposizione di pregevoli esemplari riconducibili alle numerose botteghe vasarie presenti in Toscana, dalle più antiche “maioliche arcaiche” alle imitazioni in stile moresco e con una particolare attenzione riservata alle produzioni di Montelupo.

A Montelupo è riservata un’attenzione particolare: boccali, albarelli, orcioli, ciotole, catini, scodelle, rinfrescatoi, piatti e anche pezzi unici: la coppia di boccali in maiolica con fondo giallastro e con la decorazione realizzata in monocromia verde-ramina, che rappresenta su un fianco un alabardiere con larghi pantaloni a righe, cappello e giubbone a bande verticali che incede con gambe divaricate e sull’altro una colomba con in bocca un rametto di ulivo e ancora la figura più rappresentativa: un lupo rampante su un monte a sei cime che, seppur in assenza del giglio fiorentino, sembra difficile non ricondurre all’emblema della comunità di Montelupo.

Per prenotazioni: fond@casabuonarroti.it

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