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Maltempo: 1,5 milioni di euro i danni ai musei fiorentini Cultura

Firenze – Sin dai primi momenti dopo l’evento meteorologico estremo che ha colpito Firenze venerdì 19 settembre, grazie anche all’intervento del personale della Soprintendenza e delle ditte esterne che si sono prestate con grande dedizione, è iniziato il controllo dei danni nei vari e musei afferenti al Polo Fiorentino. Una prima stima, tuttavia, indica un valore complessivo non inferiore a un milione e mezzo di euro.

GIARDINO DI BOBOLI
Il Giardino di Boboli resterà chiuso per alcuni giorni (probabilmente tutta la prossima settimana) per gli interventi necessari a rimuovere le piante cadute (un cedro del Libano, un ippocastano e tre cipressi) e la massa dei rami spezzati dalla furia del vento. Altri danni riguardano le condutture d’acqua sotterranee e gli strati di ghiaia.

PALAZZO PITTI
È già stato ultimato l’intervento alla facciata di Palazzo Pitti (sostituzione dei vetri rotti o pericolanti) per cui l’accesso è già stato riattivato dal portone centrale. Resta chiusa una parte della Galleria del Costume interessata dalle infiltrazioni d’acqua piovana.

MUSEO DI SAN MARCO
Il Museo di San Marco rimarrà chiuso anche nei prossimi giorni. Il grande cedro del Libano del chiostro di Sant’Antonino ha subito danni per cui dovrà essere abbattuto. Ciò nonostante per il momento è in sicurezza. Le infiltrazioni d’acqua all’interno del museo hanno riguardato vari ambienti dove hanno subito danni quattro tavole dipinte per le quali si è subito attivato il personale. La Direzione conta di poter riaprire il museo nella giornata di mercoledì 24 settembre.

MUSEO DI PALAZZO DAVANZATI
Il Museo è stato riaperto in occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio”. Resterà chiusa la Sala dei merletti che ha subito gravi danni. In particolare, abbondanti infiltrazioni d’acqua hanno riguardato la ricca collezione di merletti, sampler (prove di cucito del ‘700-‘900) e abiti che si trovava nelle vetrine e nelle cassettiere della sala. Non appena costatati i danni, sono intervenuti tre restauratori (anche dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze) che hanno proceduto a mettere in sicurezza, in un altro ambiente del museo, i materiali bagnati. Le infiltrazioni d’acqua hanno riguardato anche alcuni dipinti, per i quali è subito intervenuto un restauratore che ha adottato le prime, appropriate misure conservative.

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