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Carrara in ginocchio, Rossi: “Prima tutti in salvo, poi verificherò responsabilità” Cronaca

Carrara – E’ una città in ginocchio, quella che in queste ore dopo l’ondata dell’alluvione oggi all’alba, si guarda intorno: almeno 5mila sfollati, stando alle voci non ancora confermate ufficialmente che corrono fra gli amministratori (ridimensionate poi in queste ultime ore), interi quartieri sott’acqua fino al litorale di Marina. Acqua e fango hanno ricoperto case, negozi, garages, attività agricole, stalle. A tutt’ora, a far paura è quell’argine crollato, circa 200 metri abbattuti dalla furia del Carrione, che i soccorritori cercano di tamponare con blocchi di cemento. I gommoni dei vigili del fuoco non hanno ancora cessato di portare in salvo bambini, anziani, malati. Intanto, rimane altissima l’attenzione su tutta le regione, nella nuova allerta meteo emessa alle 12,49 dal Centro Funzionale Regionale e che si protrarrà fino a venerdì. Zone critiche su tutta la Toscana, con allerta elevata su Versilia e Maremma, come si legge nella nota diffusa dal Cbt, acronimo di Consorzio di Bonifica Toscana Nord, che ha squadre al lavoro da questa mattina nelle zone alluvionate di Carrara e Lunigiana, oltre ad altre aree, come le zone sotto il livello del mare della costa della Versilia, con lo svuotamento degli invasi ad opera degli impianti idrovori e l’apertura delle foci a mare per favorire il deflusso e lo smaltimento delle eventuali piogge.

La procura di Massa ha aperto un fascicolo sull’esondazione del fiume Carrione, che ha provocato l’alluvione.   Nei prossimi giorni i magistrati acquisiranno atti e documenti. Con ogni probabilita’ anche quelli relativi ai lavori di ricostruzione dell’argine, negli anni 2006 e 2007, e alle segnalazioni dei cittadini e degli abitanti della zona riguardo i cedimenti dell’argine. Alcuni imprenditori che hanno aziende, soprattutto segherie, nella zona di Carrara dove è esondato il Carrione, nei mesi scorsi avevano segnalato con una lettera alla Provincia che nell’argine c’erano piccole perdite di acqua, sintomo di una non perfetta tenuta.

Arrivano anche le dichiarazioni del governatore Enrico Rossi, che non usa giri di parole: “Qui in 2 anni abbiamo realizzato 31 interventi per 16 mln e commissariato 2 opere in ritardo. Ora la priorità è portare tutti al sicuro poi verificherò le responsabilità”. Il messaggio, scritto su Fb, ha preceduto l’arrivo a Carrara di Rossi, per fare “il punto assieme al sindaco, vigili del fuoco e protezione civile“.

“A Carrara Fiere – aggiunge il governatore – abbiamo già approntato una struttura, attrezzata anche con cucina, per accogliere 200 sfollati. I ruspisti sono a lavoro per richiudere in giornata l’argine rotto”. Inoltre ricorda che “elicotteri e gommoni sono già al lavoro per evacuare le persone a rischio. In tre ore sono caduti 177 mml di pioggia; di solito cadono in un intero mese d’autunno“.

Il fiume Carrione è esondato a Carrara tra le 5 e le 6 di questa mattina: sulla zona di  Carrara sono piovuti 183 mm nel tempo brevissimo di tre ore (dalle tre alle 6 di questa notte). Il dato è stato registrato dall’idrometro di Campocecina.

La Regione ha attivato subito la colonna mobile che si è insediata nella zona di Carrara Fiere per dare ulteriore supporto alle attività di soccorso nelle zone allagate, evacuando con i gommoni le persone più a rischio. Sul posto anche elicotteri del Vigili del Fuoco e del Corpo Forestale.

La Coldiretti Toscana ha fatto il punto della situazione nella Provincia di Massa Carrara dove i fantasmi dell’alluvione 2012 sono tornati a materializzarsi nella tarda mattina quando il torrente Carrione ed il Parmignola sono usciti nuovamente dagli argini portando nuova distruzione e nuovo dolore. In 4 ore sono caduti 200 mm di pioggia. Tra i casi più disperati l’azienda agricola Paolini, molto nota in provincia per la produzione di formaggi e per una storia centenaria: è riuscita a salvare il gregge adulto nel pascolo di Villa Ceci, che corre a fianco del torrente Carrione, ad Avenza, ma non gli agnellini che sono purtroppo affogati. Da buttare fieno, paglia e mangimi. Compromesse le attrezzature meccaniche: l’acqua ha intaccato i circuiti elettroni. Sono finite sotto una decina di centimetri di acqua e fango migliaia di piantine di cipolla ed ortaggi seminati da pochi giorni.

Non ha parole Nicoletta Menconi che stamani avrebbe dovuto essere al mercato di Campagna Amica, nel centro di Massa, a vendere i suoi formaggi. Il Parmignola, il torrente che passa poco distante, l’ha ferita ancora una volta. La sua azienda si trova in Via Pontremoli, a Battilana. La stalla è stata completamente allagata così come il piccolo caseificio: è la seconda volta. Attimi di paura per i bovini e vitelli ricoverati nellastalla. Danneggiate le scorte di mangimi e fieno. La produzione di formaggio sarà interrotta per almeno cinque giorni. Le fortissime raffiche di vento hanno scoperchiato diverse serre e ricoveri di attrezzi.

Alluvioni, quella di oggi solo l’ultima puntata – Il fiume Carrione non è nuovo a questi “scherzi” malvagi: ruppe infatti gli argini già nel 2003, e poi nel 2012. Nel 2003, quando esondò vicino al centro cittadino, travolse e uccise Ida Niccolai, 76 anni. A seguito dell’episodio del 2003, gli argini furono ricostruiti con soldi regionali, e furono terminati (dalla Provincia) nel 2006 e nel 2007. Ma l’11 novembre e il 28 novembre 2012 caddero oltre 300 mm di pioggia e il Carrione uscì di nuovo dal suo letto, inondando 5mila abitazioni e provocando oltre 300 sfollati.

Ma la lista nera delle esondazioni in quest’area non vide protagonista solo il Carrione. Il 23 settembre 2003 su Carrara caddero 200 mm di pioggia, e in centro storico l’acqua toccò i due metri. Inchiesta della procura, una ventina di indagati, fra cui si trovavano oltre a dirigenti comunali e provinciali due ex sindaci, Giulio Conti e Lucio Segnanini. Nel giugno 2011 il procedimento si estinse: il giudice di Massa dichiarò la prescrizione.

Il 31 ottobre del 2010 fu il comune di Massa a passare sotto il giogo: nella notte di Ognissanti, morirono Nara Ricci e il figlio Mattia, di tre anni, rimasti sotto una frana nella loro abitazione a Lavacchio. Sempre quella notte morì anche Mirteto Aldo Manfredi, travolto da uno smottamento. Ancora inchieste, questa volta due, con l’accusa di omicidio colposo e disastro.

Ma i fiumi continuarono a straripare. Il 25 ottobre 2011 fu il Magra a sommergere Aulla. Ci furono due morti: Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi. Questa volta gli indagati furono 13, tra cui l’ex presidente della Provincia Osvaldo Angeli, l’ex sindaco Roberto Simoncini e l’onorevole Lucio Barani. Il resto, è storia di stamattina.

 

 

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