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Piogge: raccolti agricoli -20% e boom funghi Economia

Roma – La pioggia ed i temporali che non abbandonano la penisola in una estate da record per piovosità  fanno prevedere un taglio dei raccolti, dal miele al pomodoro che nella pianura padana potrebbe raggiungere il 20%. Tra i prodotti della terra, solo i funghi hanno potuto avvantaggiarsi del record di piogge di giungo e luglio: produzione anticipata di un mese soprattutto al Nord, che porta con se un aumento del turismo nei territori rurali e quindi delle richieste di soggiorno negli agriturismi.

E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti del maltempo eccezionale che ha segnato i primi mesi estivi. Le api – sottolinea la Coldiretti – non volano per la troppa pioggia e non riescono a raggiungere il nettare dei fiori indispensabile per la produzione di miele Made in Italy il cui raccolto rischia di essere ridimensionato. A preoccupare – continua la Coldiretti – sono anche gli effetti del maltempo sul pomodoro destinato a passate, polpe e concentrato nel nord Italia dove le precipitazioni sono state eccezionali e spesso accompagnate dalla caduta di grandine che ha colpito a macchia di leopardo in quasi tutte le regioni anche le colture orticole e frutticole. L’estate pazza con un mese di giugno e luglio da record per piovosità ha provocato anche uno straordinario boom fuori stagione per i funghi con le raccolte che sono già avviate anche con un mese di anticipo soprattutto al nord.

Attesa anche per la vendemmia che dipenderà molto dalle condizioni che si verificheranno nei prossimi giorni ma già adesso – precisa la Coldiretti – si conta un aumento dei costi di produzione per difendere viti e alberi da frutto. Ai danni diretti sulle coltivazioni si sommano – sostiene la Coldiretti – quelli indiretti provocati dal calo di consumi dei prodotti stagionali come la frutta e verdura a causa delle condizioni climatiche non favorevoli. Dove le perturbazioni non sono state violente a beneficiare della pioggia sono state – conclude la Coldiretti – le coltivazioni di mais e riso che come è noto hanno bisogno di molta acqua.

Gli appassionati raccoglitori di funghi sono già al lavoro, senza dover aspettare l’autunno spinti da riscontri positivi confermati da tutti indicatori disponibili. Le perturbazioni che hanno provocato gravi danni alle coltivazioni agricole e frenato le partenze degli italiani con perdite per agricoltura e turismo che hanno già superato il miliardo hanno invece anticipato e favorito la nascita ei funghi che per essere rigogliosa richiede come condizioni ottimali terreni umidi senza piogge torrenziali e una buona dose di sole e 18-20 gradi di temperatura all’interno del bosco. Le previsioni sono per un raccolto superiore a quello delle annate normali in cui si stima che negli oltre 10 milioni di ettari di bosco che – riferisce la Coldiretti – coprono un terzo dell’Italia si realizzi una produzione di circa 30mila tonnellate tra porcini, finferli, trombette, chiodini e le altre numerose specialità note agli appassionati. Le buon prospettive per la raccolta di funghi sostengono la crescita del turismo ecologico nelle aree verdi  che ha raggiunto in Italia il record storico di sempre a 12 miliardi nel 2013 con un progressivo aumento del fatturato ma anche delle presenze negli anni della crisi, in controtendenza rispetto alle vacanze tradizionali. Una tendenza che – continua la Coldiretti – interessa anche le aziende agrituristiche il cui numero negli ultimi dieci anni è aumentato del 57% ed ha raggiunto la cifra record di 20474, il piu’ alto di sempre. Il maggior numero di aziende si trova in Toscana (4185) ed in Trentino (2996).

L’attività di ricerca dei funghi – continua la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica che coinvolge moltissimi vacanzieri e svolge anche una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.
E’ necessario tuttavia evitare le improvvisazioni e seguire alcune importanti regole che – sottolinea la Coldiretti – vanno dal rispetto di norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, alla raccolta solo di funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche e utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica.

La diffusione delle aziende agrituristiche è diventata capillare su tutto il territorio nazionale anche se il 47% – sottolinea la Coldiretti – si trovano al nord, il 34% nel Centro e il 19% nel Mezzogiorno. Anche l’offerta di servizi è sempre piu’ diversificata con 16906 strutture che offrono l’alloggio in 217946 posti letto e 8363 piazzole di sosta per l’agricampeggio. La vera rivoluzione è pero’ legata al fatto che – conclude la Coldiretti – l’agriturismo non è piu’ solo mangiare con le aziende autorizzate alla ristorazione (10144) che sono state sorpassate in numero da quelle che offrono anche altri servizi salite a ben 11982 con attività come l’escursionismo (3324), la mountain bike (2785), i corsi di cucina, orto, cucito o altro (2009), l’equitazione (1489), il trekking (1821), le fattorie didattiche per i piu’ piccoli (1251) e le osservazioni naturalistiche (932) che sono in rapida espansione.

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